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Oggi sarei dovuto partire per due giorni di mare a Latisana, dalla madre di Andrea che ha un b&b molto carino, ma dato che Andrea è stato confermato da Armani per acconciare le modelle io devo riorganizzarmi la giornata.

La mattina vado a farmi il vaccino per il papilloma virus, torno, mangio, faccio un po’ di conversazione social e poi mi perdo nelle paranoie.

Decido di andare di nuovo al parco per leggere (non La morte a Venezia.. Giuseppe porta pazienza!) perchè ieri mi aveva portato bene…

Mi metto la crema solare e mi preparo con canotta, acqua, chiavi e portafogli. il telefono lo lascio a casa. Parto per il parco.

Vicino casa mia ci sono diversi parchi giochi, mentre sto seduto a leggere in quello più vicino mi viene l’idea di cambiare parco ad ogni capitolo, perchè se è vero che leggere all’ombra è più rilassante e godibile, però io sono anche uscito per prendere un po’ di sole, quindi ad ogni capitolo finito mi incammino verso il parco successivo facendo un piccolo bagno di sole.

Insieme alla lettura di questa sorta di guida alla scoperta dei meccanismi giornalistici, la mia testa passa a rassegna tutti i pensieri che come le palline delle estrazioni del lotto mi frullano nella mente da quando mi sveglio a quando mi corico (a meno che non ci sia qualche buona distrazione!).

Chi sono? cosa voglio? Chi sono i miei amici? Dove posso andare a vivere? che lavoro riuscirei a fare? come faccio a conciliare l’attività di cantante con un lavoro normale? Se finora non sono riuscito a fare qualcosa di significativo in ambito artistico, perchè non chiudo il capitolo e ricomincio da capo con qualcosaltro? ma questa cosa del blog non sarà soltanto l’ennesimo modo per attirare attenzione? perchè tutte le persone che stimo stanno avendo grandi successi e io sono sempre qui a farmi seghe?

Insomma.. acqua stagna.

Dovrei meditare, potrei anche farlo, la prossima volta…

Chiederò a mia madre di smettere di prepararmi la colazione, così evito di svegliarmi già con l’umore rovescio perchè avevo messo la sveglia alle 9:30 e lei mi viene a portare il frullato alle 8:00.

Arriva un signore che comincia a impacchettare il tavolo di cemento del parco con una tovaglia di carta a rullo (rossa), di sicuro più tardi ci saranno festeggiamenti.

Arriva pure una signora più anziana che si mette a parlare con lui… si era alzata dalla pennica sul divano convinva che fossero le 16:00 e invece erano ancora le 15:00 quindi non c’era ancora nessuno in giro e bla bla bla…

Decido di avviarmi verso il prossimo parco anche se non ho terminato il capitolo.

Quella signora è davvero fastidiosa!

Piega all’angolo della pagina.

Arrivo al terzo parco del circondario, lì ad accogliermi un chiacchiericcio in lingua rumena suppongo o moldava… non lo so. Però il fatto di non capire i discorsi di quelle quattro signore al tavolo da picnic non mi infastidisce, anzi mi siedo sulla panca vicina a loro e guardo il fogliame degli alberi mosso dal vento.

Probabilmente sono giunto nel posto più indicato per leggere, è molto ventilato e fresco, con un sottofondo sonoro gradevole e conciliante.

La lettura riprende accompagnata da questo quartetto di badanti in Sol maggiore.

Il libro parla del sistema con cui i media bombardano lo spettatore di notizie catastrofiche in ordine sparso, senza dare la possibilità di riflettere sui singoli fatti ed analizzarli in modo efficace, creando così quell’indifferenza che contraddistingue la nostra società di persone che si abituano a questa slot machine delle disgrazie intervallate da qualche gossip e dagli spot pubblicitari.

Nel frattempo il quartetto dell’est sta ancora eseguendo il suo repertorio, quando ad un certo punto fra i suoni al mio orecchio incomprensibili ecco che capisco qualcosa:

“Tortellini in brodo”

Cosa?

Il mio orecchio ha sentito bene, allora è un madrigale quello che sento…

“Verdure e mozzarella”

Si parla di cibo…

“Condiriso”

Non so perchè, la cosa dapprima mi diverte e poi mi commuove.

Una badante rumena/moldava (ma poteva essere anche polacca, montenegrina o ucraina… io non capisco le differenze) nel suo eloquio in lingua natia inserisce parole italiane e sono nomi di pietanze.

Io verso lacrime…

Probabilmente sono sull’orlo (o nel pieno) di una crisi di nervi, sarò impazzito, boh…

…però in quel momento ho percepito qualcosa di bello.

Tornerò in quel parco… magari anche a meditare.

In passato quando sentivo parlate est-europee mi indispettivo, perchè mi sembravano fastidiose all’orecchio, ma oggi quando le signore se ne sono andate dal parco sentivo la mancanza del loro chiacchiericcio.

ho sbagliato qualche tempo verbale di certo, amen!

Sta di fatto che la realtà non si percepisce sempre allo stesso modo…

Magari anche quelli di casa pound in realtà hanno solo un gran giramento di palle!

 

 

 

 

 

 

Ice bucket… le secchiate fredde continuano.

Ieri è stata una giornata davvero densa e intensa per me.

La mattina sono stato al matrimonio della sorella della mia prima migliore amica, una delle spose più belle che abbia mai visto… ho pianto tanto nel vederla così bella e anche nell’avere dentro la sensazione di essermi commosso di più per il suo matrimonio che non per quello della sorella (che è stata la mia migliore amica fino ai 20 anni).

…ma va bene. tutto finisce!

A pranzo ho avuto l’ennesima discussione con mio fratello maggiore e mia madre. io ho sfoderato la mia interpretazione migliore, ricca di pathos e di aneddoti del passato che ancora mi bruciano dentro, cose da vincere il golden globe… e dopo aver gettato la solita vagonata di merda su Carlo, proprio lui mi risponde dicendomi una cosa che mi fa pensare “cazzo ha ragione lui!”.

Ho avuto quello che cercavo, la chiave per risolvere un problema che mi portavo appresso da tanto tempo, ironico che a darmela è stata proprio la persona su cui riversavo il mio rancore e le mie accuse.

La vita è sempre una sorpresa!

Nel pomeriggio incontro uno di quei padri di famiglia a cui piace anche il cazzo e gli faccio domande, gli chiedo come ci si sente, come si fa a portare avanti le due vite parallele, com’era prima delle app, cosa ne pensa dei suoi “colleghi” che socialmente additano e insultano gli omosessuali e poi di nascosto ne chiedono i servizi… insomma, un’intervista vera e propria.

Lui è una di quelle persone che ha lo sguardo pieno di dolcezza e dolore, uno che con me ha sempre fatto sesso in modo affettuoso, senza voler bestemmie, sputi, schiaffi e tutte quelle altre quelle cose lì…  ha due figli piccoli e la moglie gli domanda cosa risponderebbe davanti ad un ipotetico coming out da parte della prole, lui mi dice in tono scherzoso che magari un giorno glielo dirà alla moglie di essere bisessuale, ma dal suo sguardo ho capito che non ci credeva molto..

Dopo una lunga digressione sul fatto che tutti gli uomini sposati che conosce tradiscono la moglie, perchè dopo i primi tempi di passione il sesso nella coppia diventa una fiammella un po’ più debole rispetto al fuoco dell’innamoramento iniziale, gli chiedo se in queste confidenze fra amici qualcuno gli avesse rivelato di essere attratto anche dai maschi, risposta: no.

Mi dice che ha più rispetto per me che per se stesso, perchè io sono dichiarato e lui vive nascondendo una parte di sè.

Dopo questa chiacchierata con birra e sigaretta vado a trovare un altro ragazzo che ho conosciuto due giorni fa e ci siamo stati subito simpatici, io gli racconto dei miei piccoli segreti scabrosi (l’hiv, la droga, il porno…) e lui mi risponde mostrandomi la sua carta d’identità, il documento di una sentenza giudiziaria e una pagina di giornale.

Aveva un po’ di scheletri nell’armadio anche lui…

In quel momento mi sono sentito come se stessi in una scena scritta da un’autore.

A proposito…l’altra sera dopo una sessione di giochi alla x-box e due puntate di The Real O’Neals io e un mio amico abbiamo cominciato a scrivere l’episodio pilota di una serie!

Chiusa la parentesi.

Torno a casa per cena dopo questi due incontri pomeridiani e ripenso al fatto di aver bellamente ignorato l’invito della sposa per il taglio della torta… avevo capito che andare a presenziare solo perchè ero stato invitato in una circostanza per cui invitarmi sembrava carino ed educato non mi andava.

Il vestito della sposa l’avevo visto e le mie considerazioni sul mio rapporto con quella famiglia le avevo già fatte in chiesa durante la messa… chiuso.

La cena con mamma è tranquilla e veloce, parliamo un po’ dopo lo scontro del pranzo, ci chiariamo un po’ e facciamo tornare la quiete.

Mi metto in camera pensando che mi sarei messo a continuare La morte a Venezia, invece sento Lee, il mio amico americano della caserma e mi dice che deve raccontarmi una cosa troppo divertente.

Videochiamata.

“Sai Sandro che ho mostrato il tuo curriculum al mio capo? ecco… ieri mi chiama tutto agitato perchè deve parlarmi urgentemente, si fionda a casa mia e tenendo in mano il tuo CV mi mostra un video porno dove ci sei tu chiedendomi se sei realmente tu. La cosa bizzarra è che solitamente lui è un tipo schivo e riservato, non è in confidenza con nessuno dell’ufficio e il fatto che si fosse catapultato da me per mostrarmi questa cosa mi ha confermato, dopo tanti anni che sospettavo, la sua omosessualità. Io gli dico che quello nel video sei tu, ma gli domando come mai lui sia a conoscenza della Lucas Entertainment, essendo una casa di produzione porno gay. Il mio capo cerca in modo imbarazzato di dire qualcosa ma non ci riesce, suda e dopo un po’ che ci pensa mi dice che gli ho chiesto di aiutare a trovar lavoro ad uno che succhia cazzi, tu in questo caso! Io allora gli dico che la nostra politica è quella di non discriminare nessuno per la propria sessualita e soprattutto noi non possiamo discriminare qualcuno perchè ha un talento e la tua sessualità, Sandro, è un talento! Quindi nei prossimi giorni ti farò sapere, però grazie a questa cosa oggi in ufficio lui sembrava un’altra persona, mi sono divertito tantissimo… grazie boo, sei matto!”

Insomma… non so se inserire nel mio curriculum la mia esperienza nel porno sia stata una buona idea, ma adesso sto cercando di organizzare questa cena in cui conoscerò il capo di Lee e spero di riuscire a convincerlo a darmi un lavoretto in caserma.

Lee poi mi dice che ha voglia di ballare e lo porto a Padova che c’è il Beardoc.

Bella serata, un sacco di amici da salutare, tante palpate al culo e poi, mentre sono vicino al dj che ballo un pezzo che mi piace.. arriva Lee e mi mostra il telefono.

L’attentato a Londra…

Gavettone gelato.

Ora mi fermo perchè il resto conta poco.

 

C’è tensione, c’è ribollio, c’è paura e c’è speranza.

 

Oggi ripenso a ieri e sembrano due giorni così lontani l’uno dall’altro…

– What a difference a day makes… twentyfour little hours –

 

 

 

pensieri della buona notte

Sto guardando Costantino della Gherardesca che parla di matrimonio ad una classe di bambini delle elementari… chissà se il comitato genitori della classe avrà fatto una votazione dato il rischio contaminazione gender!

Lo amo! e non solo perchè ha i polpacci gigantesci…

Poco prima vedevo Cheryl Porter (la mia prima insegnante di canto) da Virginia Raffaele e mi son chiesto come un artista del calibro di Tiziano Ferro abbia potuto rovinare un capolavoro della musica contemporanea come Joyful Joyful di Sister Act 2…

Ancora prima ero a vedere il saggio del laboratorio teatrale dell’istituto tecnico industriale di Vicenza, dove sono praticamente tutti maschi e quindi nella rappresentazione ci sono maschi che devono interpretare le femmine!

Prima di tutte queste cose, però, ero al cinema a vedere il documentario su Maurizio Cattelan.

Che bellissimissimissimo!

E adesso quando sentirò qualcuno dire che Madonna e Lady Gaga hanno origini italiane e quindi questa è la prova che in Italia c’è del genio, potrò rispondere che Maurizio Cattelan all’asta vale molto di più delle due popstar e che per di più lui è di Padova, quindi se al referendum per l’autonomia veneta il 22 ottobre vincerà il sì diventeremo tutti dei super ricchi di strasuccesso.

Ma torniamo a Costantino.

Adesso è in un bordello svizzero per farsi spiegare da una prostituta che guadagna un minimo di 20mila euro al mese come trovare un uomo.

Io mi chiedo: ma perchè se sulla TV di stato posso vedere i bordelli degli altri paesi dove la gente che lavora con il sesso lavora e guadagna bene, in totale regolarità e pagando pure le tasse, poi nella realtà del mio stato le persone che si prostituiscono devono vivere nascoste nella vergogna e rimaniamo fermi al 1958 quando è passata la legge Merlin?

Comunque non voglio far polemica, solo che l’ha detto anche la Raffaele nel monologo sul cambiamento la settimana scorsa: in Italia qualcosa non va perchè non cambia nulla.

Eppure Victoria Cabello nel documentario su Cattelan ha detto che Maurizio le ha insegnato che tutto è possibile…e Maurizio è un italiano senza diploma di maturità che oggi è quotato milioni di dollari sulle aste d’arte internazionali…e ora da Costantino c’è Manuel, altro padovano di qualità, gay, che ha fatto pure una figlia naturalmente ed è sulla Tv di stato anche lui a mostrare realtà possibili.e ora che passa la pubblicità di Radio2 mi torna in mente che due mesi fa Antonello Dose di Radio2 ha fatto coming out sulla sua sieropositività…ma allora forse, piano piano, timidamente qualcosa sta cambiando… almeno in Rai!Comunque io adesso vado a dormire. avevo solo voglia di scrivere un altro articolo e vantarmi del fatto che conosco Cheryl Porter e l’autore di Virginia Raffaele, Manuel e pure Francesco dello speed gayte che ha fatto la puntata di Undressed con me ;)La Cabello non la conosco, ma la amo da sempre e un giorno potrò dirglielo di persona.Perchè tutto è possibile
intanto domani è un altro giorno e io in mattinata ho lezione di canto…e comunque… Maurizio Cattelan deve avere un pene enorme!Ciao.

 

sedotto e abbandonato

Prendo la decisione di non badare troppo a quel che penso dovrei fare a favore di quel che mi fa star bene.

Vado in conservatorio perchè è bello sentire strumenti che rilasciano note nell’aria, mi ricorda certi pomeriggi a Venezia e pure il mio periodo delle scuole medie, quando suonavo nell’orchestra.

Stupidamente ignaro di esser capitato lì in pieno periodo dei saggi (con quanta facilità la memoria si scorda di cose che un tempo erano ovvie!) prendo appunti e mi organizzo per tornare a sentire le esibizioni.

Un caro amico di Facebook qualche giorno prima mi aveva chiesto se sto leggendo, io gli rispondo che ho un po’ di libri lì che aspettano, alcuni cominciati, altri mai aperti…

Mi chiede di fargli vedere che libri sono, non ne è particolarmente entusiasta. dice che se scegliessi dei libri belli di sicuro li leggerei fino alla fine.

La sua osservazione mi piace e siccome lui mi aveva fatto qualche proposta di lettura, guardo nella mia libreria in casa e trovo uno dei titoli da lui elencati.

Ottimo! mi porto il libro al conservatorio e mentre ascolto leggo. estasi!

Il programma è succulento: si va al conservatorio per sentire una maratona di musica da camera nel pomeriggio leggendo La morte a Venezia di Thomas Mann e si conclude con il concerto serale dei migliori studenti.

Mi tratto bene.

La lettura lì in sala non è fluente come speravo, mi accorgo di far fatica a mantenere lo sguardo sulle pagine, molto spesso devo rileggere ciò che ho appena letto perchè i pensieri mi portano da un’altra parte o perchè mi accorgo che quel che sto ascoltando è talmente bello che non posso non prestargli totale attenzione.

Incantevole è l’amalgama del flauto traverso con il violino quando trillano insieme…

Cala un po’ il sole e una professoressa accende le luci nella sala, la lettura mi diventa fastidiosa, così mi alzo e vado vicino ad una finestra, fortunatamente nascosta dietro ad una tenda tipo quinta teatrale, fantastico nascondiglio per stravaccarmi e ogni tanto guardare whatsapp senza sentirmi in colpa con gli altri che stanno ritti sulle sedie!

Chiacchiero con un bel ragazzo sconosciuto che mi chiede l’amicizia su facebook, leggo ancora un po’ di morte a Venezia e quando la maratona finisce mi sposto nell’altra sala dove si svolgerà il concerto serale.

Vado subito in fondo alla sala, nell’ultima fila di poltroncine, sperando di potermi alienare dal resto del pubblico, ma ecco che poco dopo l’inizio del concerto due vecchie maldestre vengono a sedersi proprio vicino a me, facendo rumore con le seggiole e parlando a voce troppo alta per i miei gusti.

“Ma è toscana?” dice una delle due rifedendosi al soprano cinese che stava cantando.

Un po’ volevo sgridarla ma un po’ mi inteneriva… questa vecchietta probabilmente mezza sorda, mezza orba e/o mezza matta che faceva commenti a voce alta come se stesse guardando la TV in soggiorno.

“No… è orientale!” le risponde la sua amica che mi sembra più in bolla.

Leggere Mann è sempre più complicato: il mio deficit dell’attenzione, la musica sublime e le vecchie rimbambite…

Fortuna che il telefono è riposto nello zainetto.

Sono anche abbastanza felice di notare che nessuno dei presenti sul palco e in sala sia particolarmente bello da distrarmi… perchè il radar è sempre acceso e se ti capita il bonazzo è finita!

Mi assaporo un bellissima romanza per trombone e pianoforte che mi commuove, la mente libera dai pensieri. penso di aver raggiunto l’apice dell’emozione… quando ad un certo punto…entra lui.
Si vede dall’inchino che ha un qualcosa in più degli altri, il suo viso e i suoi capelli mentre si accomoda al piano mi ricordano un mio ex tastierista che mi piaceva tantissimo, con una bocca da baci e il sorriso killer.

Comincia a suonare uno struggente brano contemporaneo, pieno di cambi di ritmo, dinamiche e molte pause. non riesco a staccargli gli occhi di dosso.

Quando lascia la testa cadere all’indietro, come a godersi le note, io perdo la mandibola, ogni volta che un suo polso si alza per andare da un’altra parte della tastiera il mio sguardo lo segue. sono ipnotizzato… e ancora alza il mento, con gli occhi chiusi, io sospiro.

Lo spartito non c’è… quel brano è dentro di lui, vibra con lui e io sono totalmente rapito.

Non ho nemmeno fatto pensieri sessuali… ammiravo la bellezza, del brano e dell’esecutore, chissà se le mie vicine di seggiola erano ammaliate come me. io non ho distolto gli occhi da lui un secondo.

Finita l’esecuzione. mi verrebbe da alzarmi in piedi e urlare “Bravo!” ma essendo un saggio penso che il pubblico è composto principalmente da parenti e amici, quindi non voglio dare nell’occhio. mi limito a seguirlo con lo sguardo mentre soddisfatto si inchina di nuovo, che sia gay? poco importa… mi ha regalato un momento magico.

Dopo di lui l’ultima esibizione. neanche la seguo… già penso che se poi lo dovessi incontrare nel chiostro mi farebbe piacere congratularmi, stringergli la mano e guardarlo da vicino. ci spero mentre tutti si alzano ed escono dalla sala. lo cerco, chissà se da vicino lo riconosco… sì sì, il taglio di capelli me lo ricordo… ma dove sei?

Andato.

Prendo il programma di sala, trovo il suo nome e lo cerco sui social. niente da fare…

Sarebbe stato bello.

Amen!

Quando ero all’accademia di belle arti di Venezia per l’esame di “teoria e metodo dei mass media” con Carlo Montanaro (che sia benedetto!) ho girato un cortometraggio in cui due persone che casualmente si notano ad un mercatino, vengono distratte dal pensiero d’amore e si perdono tra le bancarelle, intraprendendo una ricerca che li porterà alla fine davanti alla possibilità di incontrarsi e conoscersi, ma poi non succede.

La dinamica non è la stessa… il sensuale pianista non mi aveva rivolto attenzioni (penso!) ma comunque ho dovuto prenderla con filosofia, come i due personaggi del mio corto.in effetti è stato bello lo stesso.

Viva la musica!

Se qualcuno fosse curioso di vedere il cortometraggio di cui ho appena parlato, ecco il link:https://www.youtube.com/watch?v=WTIzABL-vus&t=136s

Strizzacervelli’s karma

Amo andare in terapia! se non fosse che costa tantissimo ci andrei tutti i giorni, come i buddisti recitano daimoku tutte le mattine e poi la vita gli sorride.

(non è sbagliato dire GLI sorride anche se si parla in plurale, vero? perchè a me verrebbe anche da mettere “sorride loro” ma mi suona tanto scopa nel culo! qualcuno mi salvi…)

Sta di fatto che dopo un post operatorio abbastanza pesante e provante (ho fatto l’ernia) che ancora non mi ha fatto cantare vittoria, ma ci siamo vicini, stamattina la mia giornata è cominciata alla grande vedendo per la prima volta il quinto operatore della psiche della mia vita (se contiamo anche Monica del corso di meditazione è il sesto, ma lei non mi ha mai fatto la seduta canonica in cui parlo dei miei casini in vista di un percorso, quindi rimango a quota 5!).

Una cosa che mi ha sempre affascinato dei film di Woody Allen è che quasi sempre i personaggi che li popolano sono gente del mondo dello spettacolo con un rimorchio di psicosi e psicanalisti… quella nel mio cuore è sempre stata l’idea di casa!

Io, il mio inconscio e lo strizzacervelli. in qualche modo oggi mi sono sentito parte di una sorta di nucleo familiare. a parer mio converrebbe anche la Meloni.

Insomma… incontro conoscitivo, io parlo e lui prende appunti, ma già in un’ora di flusso di coscienza qualcosa di buono è uscito!

In pratica la scoperta dell’acqua calda: se spesso ho un caratteraccio e mi perdo per vicoli ciechi dei labirinti cerebrali è perchè la vita nel mio appartamento natio di Monticello Conte Otto senza attività che mi portino fuori di qui (fisicamente e mentalmente) mi sta stretta…

Il fatto che ora papà e nonna siano fuori gioco cambia tutte le dinamiche familiari, per cui fino a poco tempo fa potevo godere di una rete di salvataggio che mi ha sempre agevolato nelle mie numerose sperimentazioni, nel mio essere in costante movimento e mutamento professionale, che tanto anche se facevo merda qualcuno a darmi una mano per salvarmi ci sarebbe stato.

Ora c’è solo mamma, che dire “solo” è riduttivo data la quantità di situazione che riesce a gestire con amore ed energia, ma il fatto che ci sia solo lei come riferimento è deleterio per il nostro rapporto perchè al primo turbamento comincio a ringhiarle addosso come un toro che vede il rosso. si lo so… i tori non ringhiano, ma prendetela come una figura retorica. (tra l’altro sono appena stato su skuola.net per leggermi la lista delle figure retoriche e mi si è aperto in faccia un pop-up con scritto “se vuoi essere promosso metti il like” …un minuto di silenzio.)

Quindi l’obiettivo per l’estate è muovere il culo! che il meglio tardi che mai non può essere una scusa per aspettare ancora.

Vai Sandro! chi cerca trova…

Non sono bravo a darmi degli obiettivi, ma vorrei tanto riuscire a considerarmi indipendente prima dell’autunno e festeggiare il mio 33simo compleanno con un mazzo di chiavi in più (santi protettori, dea bendata e colpi di culo.. tutti avvisati!).

Chiedo scusa a chiunque avesse sentito la mia mancanza, sono umano e non ho un ufficio stampa, quindi a volte devo mettere sui piatti della bilancia le priorità.

Evviva l’analisi!

Che sia benedetta… nei secoli dei secoli.

 

 

 

Maledetta Beyoncè!

Ormai ci siamo.. queen B sta per partorire i gemelli e allora sarà il delirio!

Ieri sera guardavo lo show di Virginia Raffaele con emozioni contrastanti, un po’ perchè non riuscivo a non pensare alle persone che lavorano intorno a lei che conosco personalmente e ho perso per strada, un po’ perchè lei è bravissima, ma con la storia della nonna cavallerizza mi ha tirato fuori quell’invidia che poi ti rovina tutto il resto dello show!

Insomma.. non basta essere la più figa del reame, deve avere pure l’albero genealogico da sogno! eh no Virgi… qualche gioia lasciala anche a noi! 😉

La chiamavano: Asso piglia tutto!

Comunque lo spettacolo mi piace, poi ci sono un sacco di momenti che strizzano l’occhio al pubblico gay (Gabbani, Bolle, Garko e il monologo finale) …per essere Rai2 hanno fatto un bel lavoro per accontentare tutti e son curioso di vedere le prossime serate.

Ma che centra questo con Beyoncè?

Un cazzo. però centra con i motivi per cui parlo di Beyoncè.

L’avete visto il video di “I was here”? dove lei performa per le Nazioni Unite con quel mega schermo dietro che fa vedere un sacco di realtà tristi e povere del mondo accomunate dal fatto che comunque “IO C’ERO, HO AMATO, HO VISSUTO” quindi sono una persona dignitosa che ha diritto ad essere riconosciuta nel mondo…

Quel video mi ha commosso più di una volta, poi la canzone è bellissima e lei ha un grande pathos mentre canta, fra inquarature di bambini del terzo mondo e il pianeta che viene tutto collegato dal computer grafica alla google maps. quindi per molto tempo ho pensato che Beyoncè fosse il nuovo messia!

Ma quel “io ero qui” a volte mi sa di assoluto (perchè ognuno di noi ha un universo di storie ed emozioni dentro) e a volte mi sa di 15 minuti di celebrità alla Warhol, come tutti quelli che continuano a farsi i selfie con i personaggi famosi… ma perchè?

Hai la fortuna di incontrare, incrociare, vedere, spiare una persona che stimi (che qui la facciamo molto più nobile di quel che spesso è!) e non ti ricapiterà forse mai più perchè quel tipo di persone non è che le rivedi poi al supermercato… e invece di avere uno scambio di valore, invece di cercare un’esperienza unica, ti limiti a chiedere lo scontrino, la ricevuta dell’incontro, l’attestato da mostrare agli amici (che sia un selfie, un autografo o un pezzo di calzino strappato a morsi!) perchè devi dire che “io l’ho incontrato, io l’ho toccato, eravamo insieme nello stesso momento e nello stesso luogo e ci siamo scambiati due parole.. guarda guarda!!!!

Che poi, come ho accennato prima, tanti di quei personaggi da selfie non sono neanche artisti che segui e che ami, ma solo persone che riconosci essere dei VIP, quindi diventa quasi automatico farcisi la foto.. perchè alla fine i VIP di oggi, quelli che nascono in TV e sui social esistono solo per e grazie a: la fama.

Mi piacerebbe andare indietro nel tempo e sentire com’era il vivere quando non si era ossessionati dal gradimento degli altri, dai followers, dal ranking, dal fattore “FAMOSO”.

Fino a poco tempo fa le persone che diventavano “qualcuno”, che diventavano interessanti per la stampa e il pubblico facevano qualcosa di speciale, avevano dei motivi particolari per cui si differenziavano dalla massa… ed erano meno, molti meno, ma eravamo tutti meno.

Oggi siamo in tantissimi e grazie ai vari talent show sappiamo che tantissimi di noi fanno dei numeri assurdi! ci sono artisti incredibili in giro, persone che davvero vorresti guardare, ascoltare, ancora, ancora e ancora, ma quelli non diventano “i famosi”.

I famosi sono spesso persone che hanno un certo sex appeal e che hanno fatto della visibilità la loro professione.

Puoi anche non avere nessun merito speciale, ma se fai ascolti prima o poi ti verrà riconosciuto un premio alla carriera!

Io non penso che Chiara Ferragni debba essere derisa per la sua adolescenza con le “k” e le Fornarina.. quello è veramente un colpo basso! Però non capisco cos’abbia lei di migliore rispetto a tutti gli altri fashion blogger del pianeta.

Boh.. di sicuro è bellissima, quindi è già avvantaggiata.

Insomma: “I was here” è un po’ il mantra della vita per tutti. Registriamo tutta la nostra vita con foto, video e aforismi come se stessimo già girando il documentario autobiografico da lasciare ai cari dopo la nostra morte, perchè in un mondo complicato in cui spesso non si capisce il senso di vivere, comunque il fatto di aver vissuto vale.

Vale l’esserci stati, l’aver fatto il giro in giostra, anche senza chissà che scoperte, rivelazioni o illuminazioni.

Forse nessuno sogna più di essere Galileo, Jules Verne, Thomas Edison o Gandhi, ma avere i soldi di Fedez o di Beyoncè piacerebbe a molti!

“I lived, i loved, i was here”.

Trovare l’amore non è mai stato così difficile e sembra sempre più importante.

Magari basterebbe trovare l’amore per l’ambiente, le piante, il proprio lavoro, la propria famiglia, oppure l’amore per i giorni in cui piove col sole, per i calzini spaiati, per affondare le dita nei facioli come Amelie…

Invece in qualche modo i fotoromanzi hanno fatto scuola.

Maria De Filippi vecchia volpona! ci hai incollati allo schermo come Alvaro Vitali che spia il culo della Fenech.. tutti pronti ad applaudire al primo vero bacio d’amore!

Peccato che qui nessuno si sveglierà da un sonno mortale, ma piuttosto porterà ad un sonno mortale lo spettatore!

Lo so, lo so… nulla vieta di non guardare la TV, di non stare sui social, di non vivere online, i miei discorsi partono dall’interno di questo meccanismo perchè io ne sono totalmente vittima e lo riconosco, ma siccome l’evoluzione porta innovazione e questo mondo fatto di elettricità e pollici è comunque una parte della contemporaneità, non posso far finta che non ci sia, anche perchè tutti sanno che c’è e molti se ne lamentano già! io compreso.

Ecco… adesso dallo stereo canta Fedez. tutto torna!

Io ripenso a Beyoncè e ai gemelli che sta per partorire… auguro loro di innamorarsi incestuosamente e mostrarlo a tutti fino alle nozze, portando il mondo ad un passo avanti tale per cui essere gay o trans non sia più occasione per discriminare.

Spero che il mondo tracolli, che ci siano guerre e distruzioni, che muoia tanta gente e in malo modo. Perchè se mi hanno sempre detto che la storia serve a imparare dagli errori passati, ora comincio a pensare che quelli che me lo dicevano non avevano capito nulla!

Siamo portati ad adagiarci sugli allori delle vittorie raggiunte e quando abbiamo il potere non ci interessa più di nulla se non di mantenere e accrescere il nostro potere.

Abbiamo sempre fatto guerre e sempre le faremo, abbiamo sempre ucciso e continueremo a farlo, con le migliori tecnologie possibile.

Allora venga la distruzione totale!

Finalmente poi torneranno motivi più nobili per aver voglia di fare le cose ed essere qualcuno, non perchè qualcunaltro sa chi siamo, ma perchè noi sappiamo qual’è la nostra importanza, il nostro ruolo, la nostra specialità e la nostra posizione nel cerchio della vita.

Ad oggi ci frega solo di avere un attico su di un grattacielo ed il passaporto pieno di timbri.

Nulla di male, ma a mio parere rispetto alle infinite possibilità della vita è alquanto riduttivo.

Cara Beyoncè… mi raccomando, stavolta che stai portando a termine una gravidanza vera… stupiscici!

Se hai letto tutto l’articolo hai vinto un selfie con la Ferragni (autografato)! 😉

Ciaone!

compensazione emotiva

Sapete perchè forse ci sta bene di non voler fare la rivoluzione?

Perchè abbiamo allenato il cervello a compensare emotivamente situazioni non del tutto soddisfacenti, accumulando nella memoria esperienze nostre e altrui per avere un archivio da cui attingere al momento opportuno, per trasformare il “mai una gioia” in un “poteva andar peggio”.

E anche quando le cose vanno bene, non è che ci ammazziamo di danze e celebrazioni… ci basta alterare un po’ i sensi chimicamente.. anche con caffè e sigaretta, purchè sia elaborato e raffinato, umano.

Come ci accontentiamo di ascoltare musica a bassa qualità e mangiare cibo che ci ricorda come si vede nella pubblicità  perchè quel che manca della pietanza che mangiamo comunque lo mettiamo noi con le nostre capacità sensoriali.

America.

Fuck yeah!