sedotto e abbandonato

Prendo la decisione di non badare troppo a quel che penso dovrei fare a favore di quel che mi fa star bene.

Vado in conservatorio perchè è bello sentire strumenti che rilasciano note nell’aria, mi ricorda certi pomeriggi a Venezia e pure il mio periodo delle scuole medie, quando suonavo nell’orchestra.

Stupidamente ignaro di esser capitato lì in pieno periodo dei saggi (con quanta facilità la memoria si scorda di cose che un tempo erano ovvie!) prendo appunti e mi organizzo per tornare a sentire le esibizioni.

Un caro amico di Facebook qualche giorno prima mi aveva chiesto se sto leggendo, io gli rispondo che ho un po’ di libri lì che aspettano, alcuni cominciati, altri mai aperti…

Mi chiede di fargli vedere che libri sono, non ne è particolarmente entusiasta. dice che se scegliessi dei libri belli di sicuro li leggerei fino alla fine.

La sua osservazione mi piace e siccome lui mi aveva fatto qualche proposta di lettura, guardo nella mia libreria in casa e trovo uno dei titoli da lui elencati.

Ottimo! mi porto il libro al conservatorio e mentre ascolto leggo. estasi!

Il programma è succulento: si va al conservatorio per sentire una maratona di musica da camera nel pomeriggio leggendo La morte a Venezia di Thomas Mann e si conclude con il concerto serale dei migliori studenti.

Mi tratto bene.

La lettura lì in sala non è fluente come speravo, mi accorgo di far fatica a mantenere lo sguardo sulle pagine, molto spesso devo rileggere ciò che ho appena letto perchè i pensieri mi portano da un’altra parte o perchè mi accorgo che quel che sto ascoltando è talmente bello che non posso non prestargli totale attenzione.

Incantevole è l’amalgama del flauto traverso con il violino quando trillano insieme…

Cala un po’ il sole e una professoressa accende le luci nella sala, la lettura mi diventa fastidiosa, così mi alzo e vado vicino ad una finestra, fortunatamente nascosta dietro ad una tenda tipo quinta teatrale, fantastico nascondiglio per stravaccarmi e ogni tanto guardare whatsapp senza sentirmi in colpa con gli altri che stanno ritti sulle sedie!

Chiacchiero con un bel ragazzo sconosciuto che mi chiede l’amicizia su facebook, leggo ancora un po’ di morte a Venezia e quando la maratona finisce mi sposto nell’altra sala dove si svolgerà il concerto serale.

Vado subito in fondo alla sala, nell’ultima fila di poltroncine, sperando di potermi alienare dal resto del pubblico, ma ecco che poco dopo l’inizio del concerto due vecchie maldestre vengono a sedersi proprio vicino a me, facendo rumore con le seggiole e parlando a voce troppo alta per i miei gusti.

“Ma è toscana?” dice una delle due rifedendosi al soprano cinese che stava cantando.

Un po’ volevo sgridarla ma un po’ mi inteneriva… questa vecchietta probabilmente mezza sorda, mezza orba e/o mezza matta che faceva commenti a voce alta come se stesse guardando la TV in soggiorno.

“No… è orientale!” le risponde la sua amica che mi sembra più in bolla.

Leggere Mann è sempre più complicato: il mio deficit dell’attenzione, la musica sublime e le vecchie rimbambite…

Fortuna che il telefono è riposto nello zainetto.

Sono anche abbastanza felice di notare che nessuno dei presenti sul palco e in sala sia particolarmente bello da distrarmi… perchè il radar è sempre acceso e se ti capita il bonazzo è finita!

Mi assaporo un bellissima romanza per trombone e pianoforte che mi commuove, la mente libera dai pensieri. penso di aver raggiunto l’apice dell’emozione… quando ad un certo punto…entra lui.
Si vede dall’inchino che ha un qualcosa in più degli altri, il suo viso e i suoi capelli mentre si accomoda al piano mi ricordano un mio ex tastierista che mi piaceva tantissimo, con una bocca da baci e il sorriso killer.

Comincia a suonare uno struggente brano contemporaneo, pieno di cambi di ritmo, dinamiche e molte pause. non riesco a staccargli gli occhi di dosso.

Quando lascia la testa cadere all’indietro, come a godersi le note, io perdo la mandibola, ogni volta che un suo polso si alza per andare da un’altra parte della tastiera il mio sguardo lo segue. sono ipnotizzato… e ancora alza il mento, con gli occhi chiusi, io sospiro.

Lo spartito non c’è… quel brano è dentro di lui, vibra con lui e io sono totalmente rapito.

Non ho nemmeno fatto pensieri sessuali… ammiravo la bellezza, del brano e dell’esecutore, chissà se le mie vicine di seggiola erano ammaliate come me. io non ho distolto gli occhi da lui un secondo.

Finita l’esecuzione. mi verrebbe da alzarmi in piedi e urlare “Bravo!” ma essendo un saggio penso che il pubblico è composto principalmente da parenti e amici, quindi non voglio dare nell’occhio. mi limito a seguirlo con lo sguardo mentre soddisfatto si inchina di nuovo, che sia gay? poco importa… mi ha regalato un momento magico.

Dopo di lui l’ultima esibizione. neanche la seguo… già penso che se poi lo dovessi incontrare nel chiostro mi farebbe piacere congratularmi, stringergli la mano e guardarlo da vicino. ci spero mentre tutti si alzano ed escono dalla sala. lo cerco, chissà se da vicino lo riconosco… sì sì, il taglio di capelli me lo ricordo… ma dove sei?

Andato.

Prendo il programma di sala, trovo il suo nome e lo cerco sui social. niente da fare…

Sarebbe stato bello.

Amen!

Quando ero all’accademia di belle arti di Venezia per l’esame di “teoria e metodo dei mass media” con Carlo Montanaro (che sia benedetto!) ho girato un cortometraggio in cui due persone che casualmente si notano ad un mercatino, vengono distratte dal pensiero d’amore e si perdono tra le bancarelle, intraprendendo una ricerca che li porterà alla fine davanti alla possibilità di incontrarsi e conoscersi, ma poi non succede.

La dinamica non è la stessa… il sensuale pianista non mi aveva rivolto attenzioni (penso!) ma comunque ho dovuto prenderla con filosofia, come i due personaggi del mio corto.in effetti è stato bello lo stesso.

Viva la musica!

Se qualcuno fosse curioso di vedere il cortometraggio di cui ho appena parlato, ecco il link:https://www.youtube.com/watch?v=WTIzABL-vus&t=136s

Strizzacervelli’s karma

Amo andare in terapia! se non fosse che costa tantissimo ci andrei tutti i giorni, come i buddisti recitano daimoku tutte le mattine e poi la vita gli sorride.

(non è sbagliato dire GLI sorride anche se si parla in plurale, vero? perchè a me verrebbe anche da mettere “sorride loro” ma mi suona tanto scopa nel culo! qualcuno mi salvi…)

Sta di fatto che dopo un post operatorio abbastanza pesante e provante (ho fatto l’ernia) che ancora non mi ha fatto cantare vittoria, ma ci siamo vicini, stamattina la mia giornata è cominciata alla grande vedendo per la prima volta il quinto operatore della psiche della mia vita (se contiamo anche Monica del corso di meditazione è il sesto, ma lei non mi ha mai fatto la seduta canonica in cui parlo dei miei casini in vista di un percorso, quindi rimango a quota 5!).

Una cosa che mi ha sempre affascinato dei film di Woody Allen è che quasi sempre i personaggi che li popolano sono gente del mondo dello spettacolo con un rimorchio di psicosi e psicanalisti… quella nel mio cuore è sempre stata l’idea di casa!

Io, il mio inconscio e lo strizzacervelli. in qualche modo oggi mi sono sentito parte di una sorta di nucleo familiare. a parer mio converrebbe anche la Meloni.

Insomma… incontro conoscitivo, io parlo e lui prende appunti, ma già in un’ora di flusso di coscienza qualcosa di buono è uscito!

In pratica la scoperta dell’acqua calda: se spesso ho un caratteraccio e mi perdo per vicoli ciechi dei labirinti cerebrali è perchè la vita nel mio appartamento natio di Monticello Conte Otto senza attività che mi portino fuori di qui (fisicamente e mentalmente) mi sta stretta…

Il fatto che ora papà e nonna siano fuori gioco cambia tutte le dinamiche familiari, per cui fino a poco tempo fa potevo godere di una rete di salvataggio che mi ha sempre agevolato nelle mie numerose sperimentazioni, nel mio essere in costante movimento e mutamento professionale, che tanto anche se facevo merda qualcuno a darmi una mano per salvarmi ci sarebbe stato.

Ora c’è solo mamma, che dire “solo” è riduttivo data la quantità di situazione che riesce a gestire con amore ed energia, ma il fatto che ci sia solo lei come riferimento è deleterio per il nostro rapporto perchè al primo turbamento comincio a ringhiarle addosso come un toro che vede il rosso. si lo so… i tori non ringhiano, ma prendetela come una figura retorica. (tra l’altro sono appena stato su skuola.net per leggermi la lista delle figure retoriche e mi si è aperto in faccia un pop-up con scritto “se vuoi essere promosso metti il like” …un minuto di silenzio.)

Quindi l’obiettivo per l’estate è muovere il culo! che il meglio tardi che mai non può essere una scusa per aspettare ancora.

Vai Sandro! chi cerca trova…

Non sono bravo a darmi degli obiettivi, ma vorrei tanto riuscire a considerarmi indipendente prima dell’autunno e festeggiare il mio 33simo compleanno con un mazzo di chiavi in più (santi protettori, dea bendata e colpi di culo.. tutti avvisati!).

Chiedo scusa a chiunque avesse sentito la mia mancanza, sono umano e non ho un ufficio stampa, quindi a volte devo mettere sui piatti della bilancia le priorità.

Evviva l’analisi!

Che sia benedetta… nei secoli dei secoli.

 

 

 

Maledetta Beyoncè!

Ormai ci siamo.. queen B sta per partorire i gemelli e allora sarà il delirio!

Ieri sera guardavo lo show di Virginia Raffaele con emozioni contrastanti, un po’ perchè non riuscivo a non pensare alle persone che lavorano intorno a lei che conosco personalmente e ho perso per strada, un po’ perchè lei è bravissima, ma con la storia della nonna cavallerizza mi ha tirato fuori quell’invidia che poi ti rovina tutto il resto dello show!

Insomma.. non basta essere la più figa del reame, deve avere pure l’albero genealogico da sogno! eh no Virgi… qualche gioia lasciala anche a noi! 😉

La chiamavano: Asso piglia tutto!

Comunque lo spettacolo mi piace, poi ci sono un sacco di momenti che strizzano l’occhio al pubblico gay (Gabbani, Bolle, Garko e il monologo finale) …per essere Rai2 hanno fatto un bel lavoro per accontentare tutti e son curioso di vedere le prossime serate.

Ma che centra questo con Beyoncè?

Un cazzo. però centra con i motivi per cui parlo di Beyoncè.

L’avete visto il video di “I was here”? dove lei performa per le Nazioni Unite con quel mega schermo dietro che fa vedere un sacco di realtà tristi e povere del mondo accomunate dal fatto che comunque “IO C’ERO, HO AMATO, HO VISSUTO” quindi sono una persona dignitosa che ha diritto ad essere riconosciuta nel mondo…

Quel video mi ha commosso più di una volta, poi la canzone è bellissima e lei ha un grande pathos mentre canta, fra inquarature di bambini del terzo mondo e il pianeta che viene tutto collegato dal computer grafica alla google maps. quindi per molto tempo ho pensato che Beyoncè fosse il nuovo messia!

Ma quel “io ero qui” a volte mi sa di assoluto (perchè ognuno di noi ha un universo di storie ed emozioni dentro) e a volte mi sa di 15 minuti di celebrità alla Warhol, come tutti quelli che continuano a farsi i selfie con i personaggi famosi… ma perchè?

Hai la fortuna di incontrare, incrociare, vedere, spiare una persona che stimi (che qui la facciamo molto più nobile di quel che spesso è!) e non ti ricapiterà forse mai più perchè quel tipo di persone non è che le rivedi poi al supermercato… e invece di avere uno scambio di valore, invece di cercare un’esperienza unica, ti limiti a chiedere lo scontrino, la ricevuta dell’incontro, l’attestato da mostrare agli amici (che sia un selfie, un autografo o un pezzo di calzino strappato a morsi!) perchè devi dire che “io l’ho incontrato, io l’ho toccato, eravamo insieme nello stesso momento e nello stesso luogo e ci siamo scambiati due parole.. guarda guarda!!!!

Che poi, come ho accennato prima, tanti di quei personaggi da selfie non sono neanche artisti che segui e che ami, ma solo persone che riconosci essere dei VIP, quindi diventa quasi automatico farcisi la foto.. perchè alla fine i VIP di oggi, quelli che nascono in TV e sui social esistono solo per e grazie a: la fama.

Mi piacerebbe andare indietro nel tempo e sentire com’era il vivere quando non si era ossessionati dal gradimento degli altri, dai followers, dal ranking, dal fattore “FAMOSO”.

Fino a poco tempo fa le persone che diventavano “qualcuno”, che diventavano interessanti per la stampa e il pubblico facevano qualcosa di speciale, avevano dei motivi particolari per cui si differenziavano dalla massa… ed erano meno, molti meno, ma eravamo tutti meno.

Oggi siamo in tantissimi e grazie ai vari talent show sappiamo che tantissimi di noi fanno dei numeri assurdi! ci sono artisti incredibili in giro, persone che davvero vorresti guardare, ascoltare, ancora, ancora e ancora, ma quelli non diventano “i famosi”.

I famosi sono spesso persone che hanno un certo sex appeal e che hanno fatto della visibilità la loro professione.

Puoi anche non avere nessun merito speciale, ma se fai ascolti prima o poi ti verrà riconosciuto un premio alla carriera!

Io non penso che Chiara Ferragni debba essere derisa per la sua adolescenza con le “k” e le Fornarina.. quello è veramente un colpo basso! Però non capisco cos’abbia lei di migliore rispetto a tutti gli altri fashion blogger del pianeta.

Boh.. di sicuro è bellissima, quindi è già avvantaggiata.

Insomma: “I was here” è un po’ il mantra della vita per tutti. Registriamo tutta la nostra vita con foto, video e aforismi come se stessimo già girando il documentario autobiografico da lasciare ai cari dopo la nostra morte, perchè in un mondo complicato in cui spesso non si capisce il senso di vivere, comunque il fatto di aver vissuto vale.

Vale l’esserci stati, l’aver fatto il giro in giostra, anche senza chissà che scoperte, rivelazioni o illuminazioni.

Forse nessuno sogna più di essere Galileo, Jules Verne, Thomas Edison o Gandhi, ma avere i soldi di Fedez o di Beyoncè piacerebbe a molti!

“I lived, i loved, i was here”.

Trovare l’amore non è mai stato così difficile e sembra sempre più importante.

Magari basterebbe trovare l’amore per l’ambiente, le piante, il proprio lavoro, la propria famiglia, oppure l’amore per i giorni in cui piove col sole, per i calzini spaiati, per affondare le dita nei facioli come Amelie…

Invece in qualche modo i fotoromanzi hanno fatto scuola.

Maria De Filippi vecchia volpona! ci hai incollati allo schermo come Alvaro Vitali che spia il culo della Fenech.. tutti pronti ad applaudire al primo vero bacio d’amore!

Peccato che qui nessuno si sveglierà da un sonno mortale, ma piuttosto porterà ad un sonno mortale lo spettatore!

Lo so, lo so… nulla vieta di non guardare la TV, di non stare sui social, di non vivere online, i miei discorsi partono dall’interno di questo meccanismo perchè io ne sono totalmente vittima e lo riconosco, ma siccome l’evoluzione porta innovazione e questo mondo fatto di elettricità e pollici è comunque una parte della contemporaneità, non posso far finta che non ci sia, anche perchè tutti sanno che c’è e molti se ne lamentano già! io compreso.

Ecco… adesso dallo stereo canta Fedez. tutto torna!

Io ripenso a Beyoncè e ai gemelli che sta per partorire… auguro loro di innamorarsi incestuosamente e mostrarlo a tutti fino alle nozze, portando il mondo ad un passo avanti tale per cui essere gay o trans non sia più occasione per discriminare.

Spero che il mondo tracolli, che ci siano guerre e distruzioni, che muoia tanta gente e in malo modo. Perchè se mi hanno sempre detto che la storia serve a imparare dagli errori passati, ora comincio a pensare che quelli che me lo dicevano non avevano capito nulla!

Siamo portati ad adagiarci sugli allori delle vittorie raggiunte e quando abbiamo il potere non ci interessa più di nulla se non di mantenere e accrescere il nostro potere.

Abbiamo sempre fatto guerre e sempre le faremo, abbiamo sempre ucciso e continueremo a farlo, con le migliori tecnologie possibile.

Allora venga la distruzione totale!

Finalmente poi torneranno motivi più nobili per aver voglia di fare le cose ed essere qualcuno, non perchè qualcunaltro sa chi siamo, ma perchè noi sappiamo qual’è la nostra importanza, il nostro ruolo, la nostra specialità e la nostra posizione nel cerchio della vita.

Ad oggi ci frega solo di avere un attico su di un grattacielo ed il passaporto pieno di timbri.

Nulla di male, ma a mio parere rispetto alle infinite possibilità della vita è alquanto riduttivo.

Cara Beyoncè… mi raccomando, stavolta che stai portando a termine una gravidanza vera… stupiscici!

Se hai letto tutto l’articolo hai vinto un selfie con la Ferragni (autografato)! 😉

Ciaone!

compensazione emotiva

Sapete perchè forse ci sta bene di non voler fare la rivoluzione?

Perchè abbiamo allenato il cervello a compensare emotivamente situazioni non del tutto soddisfacenti, accumulando nella memoria esperienze nostre e altrui per avere un archivio da cui attingere al momento opportuno, per trasformare il “mai una gioia” in un “poteva andar peggio”.

E anche quando le cose vanno bene, non è che ci ammazziamo di danze e celebrazioni… ci basta alterare un po’ i sensi chimicamente.. anche con caffè e sigaretta, purchè sia elaborato e raffinato, umano.

Come ci accontentiamo di ascoltare musica a bassa qualità e mangiare cibo che ci ricorda come si vede nella pubblicità  perchè quel che manca della pietanza che mangiamo comunque lo mettiamo noi con le nostre capacità sensoriali.

America.

Fuck yeah!

La vita è gaia in Europa

Eurovision song contest 2017, la creme de la creme del pop europeo.

L’industria discografica europea (e israeliana, australiana e presto brasiliana!) che presenta progetti musicali pop del vecchio continente, il festival di Sanremo meets Giochi senza Frontiere… la TV che vorrei, che c’è e che sta facendo i bei numeri… ed è la festa gay più grande che ci sia!

L’italia rappresenta un buffone simpaticone, che porta l’arcobaleno!

Celebriamo le diversità..

Gabbani va bene in questa gara olimpica della performance live.

Ma anche gli altri, con voci, stili, coreografie, trovate fighe!

Un bel ventaglio di possibilità discografiche e di live show.

Portogallo davvero impressive, come il folk Bulgaro, sul podio le cose meno commerciali e i bimbi mainstream con i videomapping, mentre contemporanee Andrews sisters cantano come le Destiny’s Child, ma chiunque vincerà, nella sua favolsità lo farà con merito, peccato per noi e per gli altri che non hanno vinto, ma la sfida è come i mondiali di calcio tutti in una notte:

Notte Magica!

Namastè Alè.

In questo momento molto delicato di equilibri internazionali vacillanti, dramma e gossip, bombe e attentati, ma comunque famiglia, amore, resistenza e dignità.

tanti casini tante liti

tanto business e interessi infiniti.

Io sono cresciuto con la televisione, da spettatore e da tecnico del tubo catodico

e Gabbani con Maria de Filippi stasera tengono incollati allo schermo… e lo schermo ci accompagna sempre, con le trasmissioni trash e i vip dei red carpet!

il diavolo veste Drama.

Virginia Raffaele rendi la prossima stagione televisiva ricca di ironia intelligente e bellezza! Hai un autore straordinario, che vive per scriverti le cose migliori.

tanta stima

a tutti

siamo tutti i migliori, ogni tanto cadiamo in fallo, ma siamo umani!

o scimmie 😉

il dado è tratto

Ho condiviso un post di una persona che parlava di quanto la nostra vita social ci consizioni nei nostri comportamenti, facendoci creare un’io virtuale che usiamo per accogliere consensi dagli altri in rete, che a loro volta agiscono per via del loro io virtuale.

Proiezioni dei nostri ego.

Tutti in cerca di visibilità, cuori, pollici, visualizzazioni, followers.

Tutto fila, in piena filosofia alla “Black Mirror”, gli extraterrestri non sono arrivati dal cielo, ma sono stati mandati in cielo (anzi… in cloud) da noi terrestri, che ad essere solo noi stessi ci annoiavamo un po’!

Noi che abbiamo tanti/troppi dati sensibili da tutelare, che dobbiamo indossare la maschera dell’impassibilità per uscire di casa, ma appena entriamo in rete diamo sfogo a qualsiasi tipo di fantasia e non abbiamo freni, anche da account diversi.

Ma noi siamo ancora noi, come nell’Europa a due velocità della Merkel, ci sono quelli che corrono nella banda larga e quelli che rimangono sull’asfalto, ma siamo ancora esseri umani, che hanno una vita fisiologica di base e poi possono avere una vita online.

Infatti quel post che ho condiviso è stato subito commentato da un mio amico di quelli che non hanno instagram, snapchat, twitter, tinder, wordpress, youtube, ecc…

Lui usa solo Facebook, per il resto è una persona che vive gran parte del suo tempo lontano dal monitor del telefono o del pc/tablet. uno “corporeo”.

Quest’amico molto semplicemente commenta dicendo che lui tutta questa morte di anime vendute all’indicizzazione SEO non la vede, ma che dei suoi amici su facebook le uniche persone che rispecchiano questa descrizione decadente siamo io e un altro.

Mi ha stroncato!

In effetti non ha torto per niente

Me ne sono accorto guardando mia madre, che fino a qualche mese fa facebook non sapeva nemmeno come si pronunciasse ed ora come me e i miei fratelli passa parte del tempo libero a scrollare bacheche e a scambiare opinioni e contenuti.

Perchè comunque essere collegati è divertente, è come essere seduti ad un tavolo, ma si è infinitamente di più!

Se poi siamo di quelli socievoli che amano condividere, di sicuro leggeremo della nuova serie di netflix o ci arriveranno di volta in volta le varie viralità (challenge e affini), che come le influenze battono a tappeto la popolazione e prima o dopo passano anche per te!

Ma questo è come si diventa, non siamo obbligati, non è irreversibile.

Si può ancora decidere di vivere con il corpo intero e non solo con le dita e gli occhi!

Alcuni di noi si faranno prendere la mano (in tutti i sensi) dalla modernità, ma altri potrebbero rimanere persone “corporee” …non intubate, ipnotizzate dal touchscreen.

Sono sicuro che se non dovessi coltivare il mio blog e i miei social con cui anche lavoro, potrei benissimo passare il tempo in modo “old school” come tante persone ancora fanno. In effetti ogni tanto lo faccio anche io!

La cosa pericolosa è che la rete è talmente vasta che si moltiplica esponenzialmene grazie a tutti gli utenti che la vivono e la interpretano, perchè ogni opinione diversa ci fa rivedere gli stessi contenuti in modo diverso! ogni notifica ci fa tornare nel mondo di Alice, al di là dello specchio, un mondo che ormai conosciamo molto bene…

Che poi oltre ai contenuti personali c’è anche la TV che entra sempre di più nei social, grazie ai reality, ai talent, alle gare, ai festival e così via..

Ma non dimentichiamoci che mentre navighiamo mentalmente, c’è ancora qualcuno che ci passa vicino in bicicletta, magari fischiettando!

Sarà per questo che le scuole sono in crisi.. perchè la scuola nuova è il tempo che passiamo online, scambiandoci informazioni, guardando tutorial, leggendo, studiando, imparando a vivere questa modernità in cui se ricevi molta attenzione per quello che fai poi puoi fare tutto! e poi ogni tanto c’è qualche intervallo, in cui distogli gli occhi dallo schermo, magari guardi il cielo, appena il tempo di accorgerti che sei pronto per rituffarti in rete!

Ora son tutti a guardare Chiara Ferragni quant’era ridicola da adolescente, ma lei e Fedez rappresentano il futuro.. di quelli che vorranno essere “selfie-made people”.

Forse non è poi così catastrofico come può sembrare…

Chissà com’erano le persone prima delle rivoluzioni industriali.. e come giudicherebbero la vita delle persone negli anni ’80 del XX secolo.

Quindi accogliamo il nuovo cercando di vederne il lato positivo.

Non starò qui ad elencare cosa per me è positivo di questa modernità perchè penso che ci metterò un po’ a capirlo. seppur io ci viva dentro fino al collo e di più..

Alla consapevolezza ci si arriva prima o poi

Intanto osserviamo con curiosità!

Meditiamo e descriviamo quel che ci succede. C’è tutto un nuovo mondo da scoprire.

E se il futuro fosse fatto di quasi completa comunicazione virtuale con piccoli momenti in cui dopo aver accuratamente selezionato le persone con cui di volta in volta avere delle esperienze “corporee” ci si concede di poter parlare o fare qualcosa di fisico?

Lo scopriremo solo vivendo.

La prima volta che ho visto Wall-E della Pixar, me l’ero un po’ presa per la proiezione di un futuro in cui erano tutti grassoni seduti davanti ad un monitor e non si accorgevano che stavano parlando a un centimetro di distanza l’uno dall’altro…

Magari non sarà esattamente così, magari impareremo a gestirla meglio questa modernità, ma qualche intuizione buona ce l’hanno avuta sul serio!

Come Jules Verne che aveva teorizzato i sommergibili prima che venissero inventati!

(questo era uno dei cavalli di battaglia di papà)

Allora non abbiamo paura di entrare in Matrix… Il nostro tempo bisogna viverlo!

Geronimooooooooooooooo!!!!!

Incontri ravvicinati a Mediaset…

Qualche giorno fa sono andato a fare un provino per partecipare ad una trasmissione tv, stranamente in orario, felicità a valanghe!

Alla convocazione telefonica mi ero fatto mettere nel primo turno la mattina, così da sbrigarmela in fretta per poi poter andare a fare una visita medica, quindi non mi aspettavo di incontrare persone conosciute e ad ogni modo ero proiettato più alla buona riuscita dell’audizione, ma non appena entro nella sala d’attesa per i casting a prendere il mio modulo da compilare… “ciao Sandro”.

Mi giro e con grande sorpresa trovo seduto lì vicino un ragazzo che fatalità mi era tornato in mente qualche giorno prima e che dai tempi del liceo turbava i miei pensieri.

Il mio livello di felicità si alza ulteriormente, mi avvicino a lui, faccio due chiacchiere, già mi immagino di rivederlo poi, di essere diventato magicamente il suo tipo dopo tanto tempo passato a dirmi di no. mi partono sorrisi mentadent e risate come se mi fossi fatto una canna (se il buon giorno si vede dal mattino…).

Mi accorgo che non riesco a compilare i moduli necessari per la registrazione, quindi mi allontano un momento e faccio il mio dovere.

Una delle ultime parti del modulo chiede di inserire i nomi di persone conosciute che hanno già fatto quel provino o che sapevo l’avrebbero fatto… mi parte un altro sorriso e fra gli altri scrivo anche il suo nome.

Ritorno vicino a lui e colgo l’occasione per chiedergli se avevo scritto giusto il suo cognome, così da essere sicuro di ricordarmelo bene e magari poi fare una ricerca su facebook per cominciare un’eventuale azione di stalking! (lo so… sono pessimo!)

Continuamo le chiacchiere e mi dice che non sa se se la sente di entrare, forse se ne va, non gli va più tanto di farlo, perchè lui è attore di teatro e forse non sarebbe dovuto andare ad un provino per una cosa televisiva così trash…

Colto in questa inaspettata crisi da prestazione (mi era sempre sembrato uno molto sicuro di sè) si mostra nervoso, così gli dico che comunue è un provino, che sia di qualità dubbia intanto fa esperienza, che se va bene potrà sempre rifiutare in seguito e che comunque sono sempre soldi che fan comodo e poi non è che le comparsate TV rimangano nella storia per sempre come macchie sulla fedina penale!

A quanto pare lo convinco, al suo turno entra e quando esce mi chiede di seguirlo un attimo.

Io subito ritorno a fantasticare su situazioni furtive nel bagno o scambi di cellulare per vedersi fuori, innamoramenti, passioni, lo seguo fuori dalla stanza con il massimo delle buone aspettative e lì, come da copione… il colpo di scena!

  • Sandro… ascolta… lì dentro la tipa che mi ha fatto il provino mi ha chiesto se sono omosessuale…
  • e quindi? che gli hai detto?
  • le ho detto di no.
  • ma come?
  • bè… non lo sono…
  • dai… sarai pure bisessuale, pansessuale, quel che vuoi, ma comunque tutto etero non lo sei e comunque si vede, che problemi ti fai?
  • senti, ho visto che hai messo il mio nome nella lista di amici che fanno il provino, non è che puoi togliere il mio? che non vorrei capissero vedendo il mio nome nel tuo modulo?

Mi cadono le braccia, le palle, mi viene il latte alle ginocchia, non mi ricordo neanche più che gli ho risposto, ma comunque lui se ne va e io prendo in mano il mio modulo.

Nella tabella di fianco allo spazio per i nomi c’è quello per il grado di conoscenza o parentela, di fianco al suo nome c’era scritto come per tutti gli altri “amico”.

Ci penso un po’ e dopo aver scartato l’ipotesi dispettosa di cambiare “amico” con “scopamico/amante/succhiacazzi” cancello semplicemente le prime tre lettere e trasformo quel “amico” in “conoscente”.

Se non avevo ancora trovato un buon motivo per non desiderarlo più e mettermi l’anima in pace perchè anche se poteva avere l’uccello più grande del mondo era comunque un coglione e non valeva la pena di darsi tanta pena… ora quel motivo l’avevo trovato!

Ho fatto il provino, ho raccontato tutto di me, erano interessati! spero sia andato bene.

Prima, segretamente, ero andato ad origliare un po’ il suo e col senno di poi ero felice di aver sentito che la sua performance era stata molto mediocre.

Sarei tentato di scrivere nome e cognome, ma non è nemmeno su facebook, non ha senso buttare merdoni a vuoto… se serve a qualcosa vendicarsi è per centrare il bersaglio.

Gli auguro vivamente che col tempo lui e tutti quelli come lui, che non contribuiscono a rendere la società migliore, imparino che a vergognarsi di se stessi si alimenta soltanto il potere di chi discrimina, di chi bullizza, di chi offende e attacca le persone diverse da quell’idea di normalità che ostinatamente viene perpetrata dalla maggioranza.

Una camicia bianca e un pantalone scuro non riusciranno a nascondere la tua anima.

Con questo non dico che tutti dovrebbero fare outing, ma chiedere di far togliere il tuo nome da una lista di amici per paura che si possano far collegamenti e trasformare un dubbio in certezza è davvero una poracciata!

Gli uomini vengono da Marte

Le donne vengono da Venere

Qualcunaltro viene da Ur-ano…  e che lo si voglia o no… si vede!

 

You can run, but you can’t hide.

 

Ragazzi/e… già è difficile vivere in questo mondo caotico, con le disuguaglianze sociali, le malattie, le incomprensioni fra persone… non complichiamo ulteriormente le cose.

Essere se stessi è la cosa più bella che c’è!

Pace e Amore.