viaggiare leggeri

Stavo frequentando un corso in un’azienda due anni fa.

Uno di quei progetti finanziati dall’Unione Europea per aprire delle startup innovative.

Il corso non fu un successo, ma tutto fa brodo!

Una delle insegnanti era una tipa tutto carisma e fascino, ci faceva passare le ore a fare brain storming su parole attinenti al percorso che stavamo facendo… prima con la C, poi con la N, poi con la A, eccetera… ma si può?

Di tutte le slide che ci ha mostrato e che ho dimenticato mi è rimasto impresso un concetto espresso con una metafora che più o meno diceva: se hai un portachiavi troppo pieno, meglio che lo alleggerisci.

Un po’ come quando facendo mindfulness capisci che una mente piena di pensieri è appesantita e pensa peggio.

Se nel portachiavi hai quelle 3 o 4 chiavi che ti servono sei a posto, le trovi subito, mentre con un mazzo pieno di chiavi perdi sempre un sacco di tempo a cercare quella giusta.

Quindi ora che sto facendo poco rispetto ai miei ritmi passati, smetto di sentirmi in ansia per questo. Ho trovato un lavoro che non era previsto, ma per ora non mi dispiace.

Ho trovato un compagno che non era previsto, ma al momento mi sento così bene…

Abbiamo girato un videoclip musicale io e Alessandro, uscirà nel giro di una settimana, massimo due. non vedo l’ora!

Quando uscirà scriverò anche riguardo “Chiamami col tuo nome”

Ora vado a sentirmi la puntata di Divanati Hot su Radio Stonata 🙂

Comunque oggi ho sentito Gessica Bicego, alle superiori cantavamo insieme.

Chiunque lavori nel marketing dovrebbe ascoltarla!

Castelgomberto Rocks! 🙂

 

A presto… respirate e sorridete!

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sorrisi e lacrime

everytime it rains

it rains pennies from heaven

don’t you know?

each cloud contains pennies from heaven

you’ll see your fortune falling allover town

be sure you’re ombrella is upside down

trade it for a pack of joy, sunshine and flowers

if you want the thing you love

you might have showers

so when the storm is coming don’t run under a tree

there will be pennies from heaven

for you and me

Alessandro Bergamini io sono follemente innamorato di te

Variazioni sul tema

La sentite anche voi dappertutto l’ultima canzone di Pink?

What about us.

Carina no? però il testo mi cozza un po’ con la musica…

Sarà che dopo i Coldplay, Beyoncè e Sia le è presa bene anche a lei di voler fare quella che in 3 minuti vuole salvare il mondo!

Cosa che un po’ ha fatto anche Michael Jackson prima di tutti loro.

Però è un peccato che alla fine un così bel messaggio, pure forte, venga confezionato in modo a parer mio un po’ troppo orecchiabile.

Che tanto poi qualsiasi cosa dicano in inglese, quel che ci resta in mente è la melodia, quindi alla fine è quella che vende.

Oggi all’ultima consegna dei pacchi telefono al destinatario per farmi dire dov’è di preciso l’abitazione, mi risponde una che parla inglese, quindi mi adeguo e al momento della firma la signora mi fa i complimenti perché l’inglese lo parlo davvero bene e non se l’aspettava…

Perché si sa che gli italiani l’inglese tanto bene non lo parlano, figuriamoci a Casoni di Mussolente!

Ma già in due aziende nei giorni scorsi ho sentito che parlavano inglese dagli uffici.

Allora forse i tempi son cambiati, oppure il business lo fanno quelli scaltri interfacciandosi con il mondo, mentre i cittadini basici rimangono a parlare dialetto con qualche hit internazionale di sottofondo…

What about us?

Sta di fatto che a me l’ultima di Fabri Fibra mi piace tantissimo, anche se “vedi mi sentivo strano” cantata così fa sembrare “vedi” una parola tronca anzichè piana. Ma tanto anche Tiziano Ferro mette gli accenti dove vuole!

Che ormai le cose vere o le dici con il rap oppure ciao! se vuoi cantare intonato devi fare i jingle natalizi e le grandi canzoni d’amore.

Ma alla fine anche il rap è come il pop. tutto business. Scrivi la qualsiasi… purché si venda!

Ci eravamo illusi che i cantanti fossero poeti che ci risvegliano le anime, ma alla fine devono pagare le bollette pure loro.

O forse è perché siamo in guerra, quindi il sistema cerca di spaventare (con i giornali) e anestetizzare (con le canzoni).

Se penso a tutti i grandi standard jazz che sono stati scritti fra le due guerre mondiali mi vien facile pensare che funzioni così: ci son problemi? non tormentiamoci troppo, sdrammatizziamo battendo le mani!

L’economia deve continuare a girare.

And the beat goes on…

Mi ero messo a scrivere varie volte nelle settimane addietro, ma poi mi trovavo a voler scrivere per forza il pezzo eclatante per far vibrare le anime e far fioccare a pioggia i like e le condivisioni, quindi mi fermavo.

Non sono mica Pink io! …o Sia, o Chris Martin o Beyoncè o Michael Jackson.

Ancora devo decidere se archiviare Zander Craze e volatare pagina, ricominciando da Sandro Busolo il “postino positivo” o se trovare qualche idea geniale per sfruttare i miei follower del porno a favore di una futura impresa nel mondo dell’entertainment.

Nel frattempo aspetto l’anno nuovo, forse stavolta qualche proposito lo farò anche io.

Se Mariah Carey è tornata in forma nel giro di due mesi, giusto giusto per la tourné natalizia, allora è vero che basta la determinazione per fare le cose!

Pure Paola Iezzi ha fatto il pezzo di natale.

Io è da quest’estate che dovrei scrivere la mia autobiografia, ma dopo esser partito in quarta mi sono fermato, perché durante la stesura ho pensato: perché lo sto facendo? solo perché qualcuno me l’ha consigliato?

Perché, perché perché…

Intanto ho scritto un altro articolo.

What about us?

What about me?

What about you?

E voi… state scrivendo?

La lettera a Babbo Natale, i propositi per il 2018, il diario segreto, poesie e componimenti ad libitum…

Scrivere fa bene a tutti, sarebbe meglio a mano, se no poi arrivo io a farvi fare la firma per la consegna dei pacchi Amazon e come le signore di una certa età qui in campagna mi direte: oh che scrittura da gallina!

O se siete più vergognosi: mi scusi ho dimenticato gli occhiali.

Comunque, testo delle canzoni a parte, l’importante è sempre il ritornello!

Il ritornello è quello che ti rimane in testa.

Quindi chiediamoci sempre dove stiamo andando e cosa stiamo facendo.

Marzullo non passa mai di moda!

What about…

Lo sapevate che con le nuove penne si può scrivere perfettamente a mano anche sui tablet?

Scrivete, scrivete, scrivete.

Buone feste!

 

 

nel dubbio vado avanti

Stamattina vado a camminare.
Vedere le montagne innevate ben nitide davanti a me e respirare l’aria fresca già mi mette di buonumore in questa bella mattina di sole.

Mi immagino che da un momento all’altro possa passare Azzurra, la postina di questa zona.
Vedo case abbandonate, altre in vendita, altre in ristrutturazione e noto che i cani dai cortili mi abbaiano fastidiosamente anche se sono in borghese.

Ad un certo punto seguo una stradina sterrata che va verso delle fattorie, mentre mi inoltro nel verde comincio a sentire un profumo che sembra incenso.. quello della chiesa…
poi diventa odore di brace, non so, ma è gradevole ed evocativo.

Arrivo ad una delle ultime case prima dei campi e chiedo ad una signora bionda con mollettone in testa e mocio alla mano se per caso quella stradina è chiusa o se prosegue.
Lei mi risponde in una lingua che immagino sia dell’est europeo, mi fa segno di continuare… io mi fido, ma arrivo ad un cancello chiuso.

Torno dalla bionda che lava per terra e con i gesti cerco di dirle che di là non si passa, lei mi fa segno di continuare per l’altro lato della casa. mi fido ancora.

Arrivo in un grande orto, riconosco i finocchi, il resto mi sembra tutto fogliame verde di varie tipologie. se non avessi perso le mie origini contadine avrei potuto sapere i nomi di tutti gli ortaggi.. peccato!

So che di certo sto camminando in una proprietà privata, ma proseguo, in caso qualcuno venga a dirmi qualcosa mi scuserò e sorriderò, ma camminare in una valleverde non capita tutti i giorni e voglio gustarmi il momento.

Di fianco agli orti ci sono file di ulivi ancora piccoli, piantati da poco, guardo l’orizzonte e gruppi di uccelli con il loro volare fluido creano forme elastiche nel cielo, che bellezza… anche qui mi rammarico di non saper riconoscere gli uccelli, solo le gazze ladre e gli aironi cenerini… e sì che mio nonno li conosceva tutti, ma io lui non l’ho mai conosciuto.

Mi fermo un attimo a respirare e a contemplare quel paesaggio incantevole che mi fa pensare che forse vivere in una zona che ancora conserva la propria ruralità non è poi così male… ma subito si fa più presente alle orecchie il brusio di fondo della superstrada, mi soffermo ad ascoltarlo e penso a come sarebbe stata tutta un’altra situazione se non ci fosse stato.

Che silenzio ci sarebbe stato lì ai tempi di mia nonna?

Quel silenzio in cui puoi distinguere molti suoni vicini e lontani che ormai non sentiamo più a meno che non si possa viaggiare e ritrovarsi in posti lontani dalla civiltà.

Nel libro “come funziona la musica”, David Byrne scrive che gli uccelli che vivono nei pressi dei centri urbani per sentirsi devono cantare più forte, dato che l’aria è piena di suoni che disturbano le loro frequenze.

Un po’ come quando noi cerchiamo di parlare in posti con brusio di fondo o musica forte.

Dovrò fare un giro sull’altipiano e allontanarmi dal sottofondo molesto di automobili e camion.

Ho fatto delle foto dell’orto e le ho inviate a mamma, di certo gradirà!
Poco dopo mi arriva un messaggio: CLAMOROSO! da oggi puoi fare l’abbonamento alla tua palestra con soli 19.90 al mese!

Mi viene un sorriso un po’ amaro, nell’essere riportato subito alla realtà della vita contemporanea fatta di wifi, banner, offerte, telefonate dei call centre, like, cuoricini, gatti e pornografia.
Tutto quello che vediamo sugli schermi compreso il mio blog e qualsiasi altra cosa stiate guardando nel frattempo.

Questa modernità online e on screen è un grande mercato, con un sottofondo musicale che ti spari direttamente nelle orecchie con le tue cuffie!

Continuo la mia passeggiata e dico buongiorno a chi incontro.
non conosco nessuno qui intorno, ma mi piace salutare.

Mi chiedo se sarei così anche se vivessi all’estero…

Chi lo sa? Magari se vivessi in una grande città cosmopolita il mio grindr esploderebbe di bonazzi e non avrei nemmeno il tempo di pensare al silenzio, ai campi, alle castagne e al profumo delle stalle..

Ieri sera ho visto il film “Dimenticare Venezia” con Mariangela Melato ed Eleonora Giorgi.
Un film noiosissimo e recitato da cani nel tentativo di ricreare un piccolo mondo veneto antico, senza riuscirci molto bene… ma con delle immagini molto suggestive.

Mi torna in mente la notizia che Venezia affonda ogni anno di qualche millimetro, per colpa del Mose, delle grandi navi e del sovraffollamento dato dai turisti.

Probabilmente è vero che l’Italia fra un po’ fallirà totalmente, rimarrà solo Milano, che magari diventerà uno stato a parte come il Vaticano e San Marino.

Come le speciazioni di cui parla Igor Sibaldi, ci sono quelli che evolvono e quelli che rimangono indietro.

Uno evoluto potrebbe essere Fedez, una rimasta indietro potrebbe essere mia madre.

La sfida è ardua!

Nel dubbio continuo per la mia strada non battuta, che non so dove mi porterà, ma mi riesce meglio fare a modo mio.

Buona giornata.

 

 

Umani: gente strana.

Oggi scopro che “Oceania” della Disney esiste solo in Italia.

Che il titolo originale è Moana, come il nome della protagonista, che da noi (e in Spagna) diventa Vaiana. In pratica chiamare un film per bambini “Moana” in Italia è sconveniente.

Ma un bambino oggi lo sa chi è Moana Pozzi?

Perché gli adulti sono molto bravi a mettere davanti i bambini come giustificazione, soprattutto quando si tratta di sesso.

Non puoi parlare di sesso se ci sono dei bambini, non puoi nemmeno avere atteggiamenti omosessuali se ci sono dei bambini intorno.. non puoi stare nudo davanti ai bambini, cazzo ma questi genitori che problemi hanno?

Hanno figliato per mitosi?

Si sono dimenticati della loro adolescenza? delle scopate giovanili? dell’amore che li ha resi una famiglia?

Il sesso è la vita, pure i fiori sono organi sessuali, sì… quelle cose tanto dolci e romantiche, sono sessi!

Ma Moana è un nome imbarazzante.

E Pornhub rimane sempre il sito internet più cliccato del web, anche da noi.

Pierpaolo Mandetta ieri ha scritto un pezzo molto bello sul suo blog: vagamentesuscettibileblog.wordpress.com

Lo consiglio a tutti quelli che ancora non l’avessero letto.

Il sesso mette ansia agli adulti e a pagarne sono i bambini.

Che poi probabilmente quando diventeranno grandi faranno i gogo per arrotondare o si faranno l’account su onlyfans.

Keep calm and talk about sex with children.

Il sesso è bene! bisogna smettere di castigarlo.

I bambini non sono stupidi e se spieghi loro la vita di sicuro la capiscono!

In caso di imbarazzo: dillo con un fiore.

Per tutto il resto: #foodporn.

Umani dopo tutto… ancora.

 

Ieri sono andato a vedere uno spettacolo di danza contemporanea:

Felicità Interna Lorda della compagnia Ersilia danza (Italia).

L’estate appena trascorsa ero andato a vedere uno spettacolo di danza contemporanea:

Animal Triste della compagnia Mayday dance (Canada).

Già dai due titoli si nota la specularità dei due progetti.

Eppur l’impianto delle due performance è lo stesso:

Quattro ballerini in scena, due femmine e due maschi. palco spoglio, regia luci incisiva e musiche registrate, ogni tanto parola.

Curioso come la danza contemporanea ad un certo punto abbia bisogno del teatro, delle parole, della recitazione… forse per rendere il tutto meno criptico ad uno spettatore poco abituato ai linguaggi del movimento corporeo.

Lo spettacolo di Ersilia indaga sulla ricerca della felicità mediante figure abbastanza convenzionali, le femmine in gonna e i maschi in pantalone.
Tutti hanno atteggiamenti che richiamano all’infanzia, le interazioni fisiche fra i danzatori che ogni tanto ridono, altre litigano per poi fare pace arrivano anche a momenti romantici e di pseudo corteggiamento, ma senza mai toccare la dimensione sessuale.

Mayday porta in scena quattro post-umani no-gender che si dimenano nel dramma angoscioso del male di vivere.
Tutti cominciano nudi, si mettono tutti tante collane di perle al collo, si vestono e cominciano a danzare con movimenti che ricordano dei primati.
Scimmie postconsumistiche.

Molto più carnali loro, molto più sporchi, tormentati… si vedono seni nudi e simulazioni di orgasmi.

Entrambe le situazioni presentano un momento in cui la compagnia assume pose da fotografia e parte il gioco della competizione fra i quattro.

Questo è molto interessante. L’esercito del selfie allora esiste davvero!

Homo Sapiens Instagrammer.

Per il resto entrambi gli spettacoli sperimentano codici coreografici basati sull’esperienza dei danzatori e sulle possibilità del movimento corporeo.

un sacco di contatto con il pavimento, cadute, scivolate, capriole…

Conflitto e introspezione.

Arriva in entrambi gli spettacoli il momento in cui i ballerini si rivolgono al pubblico smascherandosi dal loro personaggio e si crea l’empatia.

Alla fine siamo tutti sulla stessa barca.

Mi piace notare come seppur l’evoluzione e la tecnologia siano arrivate a livelli pazzeschi, l’essere umano sia ancora fermo ai grandi pilastri esistenziali che dall’antica Grecia a Kubrick ai social network ancora ci fanno domandare: chi sono? come sto? cosa voglio?

Oggi sul Giornale di Vicenza è stato pubblicato un articolo un po’ spaventoso, un po’ imbarazzante, un po’ triste, che parla di un uomo sui 50 anni, tale Antonio, che dopo sei mesi di frequentazione con una donna si sente dire da quest’ultima che è sieropositiva.

Lui perde il controllo e si allontana dalla donna, allontanandosi pure dalla sua giovane figlia per paura di contagiarla… ma sei serio? contagliarla con cosa? con una carezza?

Antonio parla di untori che vanno fermati, perché la legge tutela più loro che le vittime reali… perché lui avrebbe voluto vendicarsi di lei sputtanandola online, ma qualcuno gli ha detto che lei avrebbe potuto denunciarlo per violazione della privacy.

Ciccio… se la tua ex fidanzata ti ha detto di essere in terapia e tu al momento sei ancora negativo: SORPRESA!!!

Non sei stato contagiato.

Non puoi contagiare.

Non fare la lagna ipocondriaca…

…e soprattutto NON permetterti di dire che la tua compagna avrebbe dovuto avvertirti subito e che in giro ci sono persone come lei che spargono il virus.

Ogni persona ha il suo mondo di paure, fragilità e ha i suoi tempi per elaborare le cose.

Se lei non te l’ha detto subito sarà stato perché forse non ti sei dimostrato una persona molto aperta e ragionevole… di sicuro non hai molto tatto, lasciatelo dire!

 

Antonio se hai da ridire sono tutto tuo.

Comunque la cosa più triste è che al giorno d’oggi ancora non si parli di HIV in maniera rilassata e serena.

Serena sì… perché se è vero che di AIDS non si muore più essendo aderenti alle terapie antiretrovirali e l’infezione da HIV può essere tenuta sotto controllo come qualsiasi altra malattia autoimmune del caso, non vedo il motivo di continuare a mantenere l’argomento nascosto sotto il velo della vergogna.

Sono 30 anni che l’umanità fa i conti con questa tematica e ce ne ricordiamo (chi se lo ricorda) solo il 1 Dicembre e quando qualche improbabile giornalista ha voglia di vincere facile tirando fuori il mostro!

Ma forse chiedo troppo… in fin dei conti siamo ancora fermi a domandarci se siamo felici o tristi e se siamo gay, etero o bisex.

Ci interessa di più apparire sul giornale, ma tanto alla fine sul giornale ci finiamo tutti lo stesso… alla pagina dei morti.

Che sia di AIDS, di tumore al colon, di sclerosi, di incidente, di omicidio, di suicidio, di vecchiaia, di orgasmo, di overdose, di sfiga…

Moriremo tutti, molti di noi passeranno pure gli ultimi anni in una casa di riposo o attaccati a qualche costoso macchinario ospedaliero, quindi perchè non cominciamo a parlare di sieropositivi come si può parlare di diabetici, celiaci, ipertesi e aracnofobici?

Riusciamo a fare un passo evolutivo in avanti?

Scontriamoci su cose per cui abbia davvero importanza farlo…

per favore.

Ah si… su Disney channel il primo coming out gay in una serie TV, Andi Mack.

Son più di duemila anni che i maschi si inchiappettano, abbiamo scoperto che lo fanno pure gli animali (per dire) e ricordo che pure le femmine si accoppiano fra di loro.

Ma dai?

Non aspettiamo altri 2000 anni per parlare di AIDS e di HIV dopo che avremo visto una serie tv con un personaggio che prende una pillola al giorno…

Il tempo corre così veloce e c’è ancora chi perde tempo con le baruffe chioggiotte.

Life as a talk show.

Che Goldoni noi…

Buio.

Sono ancora vivo!

Ammetto.. ho avuto un periodo di blocco.

Sarà che a parte i piccoli accadimenti epifanici che ogni tanto danno il buonumore, il lavoro del postino è di base molto pesante e stancante, magari non fisicamente, ma mentalmente.

Ogni mattina in ufficio mentre cerco di concentrarmi a smistare, registrare e incasellare la posta, i colleghi veterani si lamentano di qualsiasi cosa, fanno battutacce che si ripetono e che ad un certo punto riesci anche a prevedere, si parlano l’uno sull’altro entrandoti nelle orecchie e nella testa senza via di scampo..

A quanto mi pare di aver capito da questi tre mesi di ascolto della lamentela interna, l’azienda (Poste Italiane) non ha molto riguardo dei portalettere, richiedendo prestazioni sempre superiori alle loro effettive possibilità.

Questo il filo rosso di tutte le disquisizioni del mattino.

Capita qualche volta che qualche gruppo di colleghi si metta a parlare di moto e di gite in montagna.

Ma di rado…

Capita qualche volta che la mia “collega tutor”, colei che di solito mi aiuta quando sono in difficoltà, si metta di fianco a me per velocizzare il mio lavoro e magicamente ci mettiamo a parlare di uomini!

Come oggi.

Stamattina Anna mi ha fatto molto ridere.

Sono partito in largo anticipo rispetto le altre mattine, ho consegnato molto più del solito e sono rientrato a tempo record!

La gita (così si chiama l’uscita in motorino per consegnare la posta) si è svolta con una grande energia e voglia di essere efficiente.

Al ritorno in ufficio tutta la posta che avevo lasciato in postazione era perfettamente incasellata.

Un sogno!

Grazie Anna 🙂

Mi serviva proprio questa performance per evitare che mi si chiedesse di fare straordinario sabato.

Sì, perché domani pomeriggio appena finisco il turno parto per Forlì!

Plus Onlus di Bologna ha organizzato un laboratorio su identità sessuale e sierodiscordanza, si chiama “+ o – diversi” e io ci vado!

Ultimamente mi ero accorto che avendo affidato alla mia immagine pubblica il compito di informare le persone sul mio stato sierologico, poi quando mi capitava qualche incontro che andava oltre la conoscenza, mi trovavo in quella dinamica del “lo dico o non lo dico?” che ti fa sentire sempre scomodo e che mi ha accompagnato fra alti e bassi da settembre 2007 ad oggi.

Quindi fare un po’ di confronto con altre persone che vivono situazioni simili alle mie penso che mi farà molto bene!

Vi racconterò.

Comunque due weekend fa ero a Milano, al Blue Note per sentire le Sorelle Marinetti.

Divertente che l’ultima volte che ero stato in quel locale ero andato a sentire quello stesso gruppo!

La fedeltà.

Sempre brave, il locale era pieno.

Max, il marito del mio caro amico Sebastian sapeva quasi tutte le canzoni come me.

Sono stati proprio loro due a farmi notare che era da un po’ che non scrivevo più e che non dovevo assolutamente smettere.

Ci ho messo un po’ a trovare la voglia e l’ispirazione, ma conto di riprendere a pubblicare con costanza.

Che Pierpaolo Mandetta sia con me!

A presto.