Isabelle… non hai bisogno del suo permesso!

Guardo “The Dreamers” di Bertolucci… con un ritardo di 15 anni ma finalmente riesco a vederlo.

Da parecchie settimane penso che non sto scrivendo e vorrei scrivere, perchè mi stanno succedendo molte cose e il blog andrebbe curato di più… ma sono sempre stanco e di mettermi a scrivere non ne ho troppa voglia, però mi tengo sempre a mente le cose che vorrei scrivere e di giorno in giorno ne aggiungo di nuove.

Ora c’è la scena in cui si vede il pene barzotto del biondo americano che si frequenta con i gemelli siamesi ossessionati dal cinema e dal loro rapporto perverso.

Come fa uno così bono ad avere un uccello così piccolo?

Nessuno è perfetto 🙂

Comunque non è questo l’argomento di oggi.

Scrivo questo breve componimento di parole per ufficializzare un (momentaneo?) allontanamento dal blog, causa forza maggiore.

La narrazione richiede tempo, rilassatezza e ispirazione.

Si scrive tutti troppo e male… oggigiorno… e se ne perde un po’ l’arte.

Prima o poi mi leggerò anche qualcosa di Fabio Volo… così, per capire delle cose!

Stanno per formare l’ennesimo governo di questa dittatura mascherata che si protrae nel tempo da parecchi anni ormai, io mi sono trasferito a Ravenna, non so se è meglio o peggio di Vicenza, ma comunque sono rimasto in Italia e come dice Gali nella sua hit commerciale “Cara Italia” la minestra è quella.

A Marina di Ravenna ora lavoro per un sogno, non il mio, ma di qualcunaltro.

Non male comunque, mi sento di fare del bene.

Rimugino molto perchè la realtà riprodotta, la cultura, il Vip Lounge, il mondo dei vincenti mi sussurra all’orecchio che dovrei perseguire il Mio sogno, la mia felicità…

Io.

Io.

Io.

Io.

…ma non posso sempre pensare di essere nel posto sbagliato e/o fare la cosa non giusta.

Ora sono qui e sto facendo questo.

Rilassati e goditela… cerca di dare il meglio e ricevere il massimo che puoi.

Sono al mare, sto disegnando tanto, il mio titolare mi stima e nel locale in cui lavoro metto pure la musica che mi piace e posso vestirmi come preferisco.

Per ora mi sento molto meglio rispetto alla vita del postino che vive ancora in casa di mamma e che non parla quasi mai durante la giornata.

  • “Potresti fare il regista teatrale… no?”
  • “Può essere.”

Continuo a guardare il film, ora i tre ragazzi sono addormentati nella vasca da bagno dopo essersi fumati canne…

Bertolucci, chissà se avessi visto questo film 15 anni fa…

Daniele Parolin chissà se lo avessi visto con te questo film 15 anni fa.

Spero tu stia bene a Londra. Ti penso.

Buona notte.

 

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Un’estate al mare

Fra una settimana sarò in partenza per Ravenna.

Mi ci trasferisco.

Vado a lavorare in un posto che in qualche modo è un po’ come me.

Il titolare mi ha colto di sorpresa mentre stavo portando il secondo di 50 curricula che Ale mi aveva stampato per battere a tappeto il litorale, mi fa cenno di seguirlo e mi dice che guardandomi gli avevo fatto simpatia.

Reciproca.

Assoldato in 2 minuti.

Il locale è una grande scommessa, un po’ come la mia convivenza con Ale, ormai son sette mesi che ci conosciamo e frequentiamo, ma finora stavamo a 300 km di distanza e ci si vedeva solo nei fine settimana.

Dal 1 Maggio vivremo culo a culo, in un bilocale stracolorato con un aspirapolvere superaccessoriato e un ignoto vicino di casa che una tantum riempie la tromba delle scale di profumo di marijuana.

Speriamo bene!

Abbiamo entrambi le auto nere… se fossero state color sabbia ci sarebbe andata meglio, ma non siamo tipi fissati con la perfezione, proprio per niente!

Marina di Ravenna non è Bora Bora, ma ai tropici le piadine buone non le fanno mica.

Di certo sarà un’estate intensa.

Chissà se dimagrirò o ingrasserò… intanto mi basterebbe dimenticare la psoriasi!

Voglio ritrovarmi ad ottobre abbronzatissimo, con i capelli lunghi alle spalle e le vacanze prenotate.

Spero che aver fatto il postino per quasi un anno mi renda rapido e preciso nel servizio al cliente.

Vi faremo sapere…

Buon ponte del 25 aprile – 1 maggio a tutti.

Io lavorerò, ma non mi sarà di peso.

Maison Waimea arrivo!

Berga preparati 🙂

 

 

Cara Italia

Sto guardando I Girasoli di Vittorio De Sica, la Loren e Mastroianni discutono su come si frigge la frittata, col burro o con l’olio…

Che serena leggerezza!

Ultimamente la vita da postino si è fatta un po’ pesante, ho rimediato facendo un piccolo abbonamento promozionale Sky e per un mese e mezzo sono tornato il cinefilo di un tempo.

Mi sono rivisto un sacco di film di una volta… un altro mondo!

Poi sabato sera scorso ho visto Amici e la curiosità sulle canzoni di Biondo mi ha portato a scoprire Charlie Charles e Sfera Ebbasta, scoprendone il collegamento con Ghali.

Non capisco se è il solito effetto “quello che fanno gli americani da noi arriva 20 anni dopo” o se è un’altra cosa, ma il rap è davvero “the big thing” nella musica oggi.

E quel tarzanello di Fabio Fazio (perchè ultimamente è davvero fastidioso) che decanta quanto sia necessaria questa musica oggi per descrivere il nostro paese e i tempi che corrono.

Ma davvero?

Andando e tornando dal lavoro mi ascolto due orette di radio al giorno e anche senza ascoltare “Cara Italia” lo specchio del paese e dei tempi che corrono è ben chiaro, così come è chiaro che siamo tutti talmente presi dal gestire le nostre entrate e uscite fra una battuta di merda e una del cazzo che le speculazioni filosofiche diventano inevitabilmente imbarazzanti tentativi di riempire spazi fra una pubblicità e l’altra.

ahahhahahah

canzone

ahahahhaha

video

ahahhaha

giornale

ahahahahah

gossip

ahahahah

intervista

ahahah

ahahahah

ahahahahahhah.

Da qualche giorno ascolto più volentieri la radio della caserma americana, almeno alleno un po’ l’inglese.

Anche lì si parla della dipendenza da social come lo facciamo noi italiani.

Sarà che ormai non ci sono più i 20 anni di differita, la globalità ci ha messi tutti sullo stesso piano immobile, finchè siamo connessi siamo tutti millennials.

Oggi in radio sento di uno studio sulle persone nate con la rete, che sono da sempre sovrastimolate e per questo annoiate e spesso depresse.

Gli intenti del progresso informatico erano altri.

Si pensava che l’accesso ad internet ci avrebbe resi più liberi e intelligenti, ma l’avvento dei social ha dato agli imprenditori l’occasione di imprigionarci nel confronto con gli altri e nell’autocelebrazione o commiserazione di noi stessi, rendendoci players di un gioco di ruolo di cui non abbiamo il controllo.

Guardando Marie Antoniette di Sofia Coppola sono rimasto incantato dalla messinscena della vicenda di due sovrani troppo giovani che non sanno gestire il potere, ma intanto se la spassano perchè sono poco più che adolescenti e hanno i mezzi per poter sbagliare tutto senza troppi pensieri.

E io pago… (cit.)

I nostri politici sono tanti piccoli  sheriffi di Nottingham, che racimolano i nostri risparmi disseminando gli autovelox come se piovesse.

 

Come se non ci fosse un domani.

 

Intanto guardiamo film, serie, programmi vari, dirette degli amici, gif e video di sconosciuti diventati virali.

Tutto sto casino moderno di grattacieli, petrolio e fibra ottica per ipnotizzarci davanti alle ombre cinesi mentre la nostra vita passa senza grossi colpi di scena.

I più fortunati diventeranno il titolo di testa dei giornali per un giorno o la storia che vincerà il premio Strega o l’Academy award.

Fabiano di Bitchy dice che i miei articoli sono un po’ sempre senza senso, senza filo, sconclusionati… penso sia anche vero.

Probabilmente anche io come Ghali rispecchio la realtà del mio tempo.

Ci sono quelli determinati a far successo e come i cavalli da corsa col paraocchi corrono verso i loro traguardi a molteplici zeri e miliardi di followers.

Ci sono quelli che guardano il cielo la sera e si chiedono perchè abbiamo sostituito le stelle con lampioni, finestre accese, fari di auto, lampeggianti vari, insegne al led e inquinamenti di ogni tipo, che se comparisse il faro col pipistrello di Batman si perderebbe nel brusio.

Ma mica ci son solo questi due tipi di “quelli”… mica è così facile.

“Non è vero, di italiani vivi ce ne sono, quelli feriti, quelli… quelli che non si ricordano più niente… e come no? succede!”

Dice la Loren a questo punto del film e del mio articolo.

Coincidenze?

Boh!

Forse vivere a Singapore o a Dubai è diverso.

Forse l’adrenalina di puntare alle stelle e inseguire i propri sogni infischiandosene della decadenza, delle case di riposo e della cronaca nera è il segreto della felicità.

Boh!

Io dal mese prossimo mi trasferisco a Ravenna e torno a fare il cameriere.

Al mare.

Speriamo bene!

 

La via d’uscita da…

Ho appena cancellato i miei due account di Instagram.

Perché? non era meglio cancellare Facebook?

sto per cancellare anche uno dei due profili Facebook.

Poi rimarranno i due account Twitter, quello YouTube, Linkedin, WordPress, Planetromeo, Grindr, Hornet, Tumblr.

Me ne rimarranno 10, da sfoltire ulteriormente.

Un ragazzo di 19 anni che ho conosciuto a Bassano nei mesi scorsi e che fa il consulente social per commercianti e aziende mi ha detto che non ha senso avere instagram se non si deve vendere qualcosa, quindi alla soglia dei 3900 follower ho pensato di aver avuto abbastanza soddisfazione, ma che in effetti non mi serviva, se non per masturbarmi.

In questo momento sono sul divano a scrivere dopo aver sistemato le piante del soggiorno e in tv ho messo “gruppo di famiglia in un interno” di Luchino Visconti, film del 1974.

Un altro mondo.

Guardo fuori dalla finestra e penso a tutto il tempo in cui il mio sguardo rimane fisso a 30 cm di distanza dallo schermo del telefono, il più delle volte senza un motivo importante.

I social sono i nostri specchi trasparenti in cui valutiamo noi stessi, lasciando che anche gli altri ci guardino e gli altri si lasciano guardare e giudicare a loro volta, in un ridondante scambio di reazioni ai contenuti che si pubblicano per vantarsi o lamentarsi.

Instagram è di gran moda perché sognare di sentirsi influencer è dolce, così come è aspro stare su Facebook a vedere le brutture del mondo condivise per generare quel disgusto funzionale a rendere virali i post, che sono creati sempre da qualcuno che ci lucra sopra.

Tutto su internet è privato, commerciale, industriale.

Per esserci devi essere iscritto, per fruirne devi concedere l’utilizzo dei tuoi dati, niente per niente.

L’entrata nel mondo delle meraviglie, nel paese dei balocchi, nel luna park… non è libera.

Vuoi le gambe? mi prendo la tua voce.

Che poi gran parte dei contenuti sono fake… quindi che senso ha?

Stamattina mentre andavo dal medico per farmi il certificato di malattia ho visto una ragazza che stava maldestramente cercando di buttare un pacco di libri non legati insieme all’interno del cassonetto della carta.

Ho valutato in una minima frazione di tempo se darle una mano o ignorare.

Mi sono avvicinato al cassone e l’ho tenuto aperto in modo da facilitare la ragazza a buttare i libri.

Grazie!

Figurati!

Ciao.

L’abitudine all’uso dei social ci rende più inclini a rimanere chiusi nella nostra relazione con il telefono e tutto quello che ci accade intorno diventa argomento di cronaca, come se fossimo dei reporter.

O dei pettegoli di paese.

Mi fa sempre impressione guardare certi video in cui si vedono scene di violenza o di sofferenza, perché penso che in quel momento la persona che teneva in mano il telefono si è persa un’occasione di agire, di essere utile o quantomeno di provarci… di dimostrare senso civico o umanità.

Osservare e commentare è molto più facile e sicuro.

Attenzionel’utilizzodeisocialnetworkpuòcrearedipendenzaepuòfardimenticareafaretuttelealtrecosedellavitachenonsianopostareecommentarecommentareepostareritwittareecondividereerepostareancorapeccatochenoncisiailfogliettoillustrativoperrendersicontochequestamerdapuòfarpiùmaledelfumoedelladroga.

il nulla della storia infinita è qui.

matrix è qui.

cube è qui.

(Cube è un super film del 1997 di Vincenzo Natali che consiglio a tutti.)

Stavo cominciando a sentirmi dipendente, per questo sto diminuendo i miei account.

Voglio tornare a vivere di più.

Prometto che non diventerò come Claudia Koll o Eleonora Brigliadori, niente illuminazioni divine, niente colpi di matto, solo mi sono accorto che la ricerca della visibilità online può creare invisibilità nel mondo sensibile.

a che giova avere migliaia di followers se poi non ho 4 amici con cui andare al bar?

Il mio numero ce l’hai, se ti va usalo!

Baci stellari.

 

 

 

Cuore / Core

Attendo per caso alla diretta di un nuovo amico, marito di un caro vecchio amico.

Parla del suo blog e di blogger in genere.

Mi sento preso in causa e ascolto con attenzione…

“Parlate di voi, metteteci le cose vere, il cuore.”

Barbara D’Urso (che per molti ha sempre troppe maiuscole) mi ricorda che il mondo è davvero bizzarro, l’Italia è peculiare, ma ognuno di noi sta nel suo uovo elettrico fatto di memoria sociale, con la mente impegnata a inseguire i propri sogni e fare progetti e raggiungere obiettivi.

Siamo al sicuro nella nostra distrazione intenzionale.

Il nostro cuore, la nostra anima, le nostre emozioni, celate mostruosamente dietro un’emoji o una gif.

Il mondo fuori dall’abitacolo è per i replicanti, pochi sorrisi, occhiali da sole quando si può, ci si vuole fare gli affari propri.

Socializziamo mutamente con le tastiere e i vocali registrati.

L’attenzione sugli altri e su se stessi sono il varco da cui entrano le major commerciali, le aziende che ci riempiono i sogni con i loro prodotti.

Queste imprese sono dirette da persone che detengono il potere imperativo.

Queste persone sono molto poche.

In Italia si stava molto bene durante la monarchia probabilmente, anche ora si sta bene, per questo il cittadino accetta di vivere con equitalia alle calcagna, per poter stare a casa guardando Sanremo.

Non facciamo nulla per cercare di favorire l’interazione con gli immigrati, per insegnare loro che vivere da occidentali può essere divertente se ci metti quel po’ di cortesia ed educazione, ma questo vale anche per i nativi italiani originali.

Penso sempre a dove altro vivere se non nella pianura padana e penso a qualche grande capitale sul mare…

Sia in Colombia, Thailandia, Islanda o Sudafrica, passando per Malta o Instanbul.

  • maxguide.it

Al matrimonio di Sebastian e Max io ho letto un componimento che finiva con l’augurio di trovare un amore così bello come il loro.

Il mio messaggio ha trovato risposta in una persona per me ormai indispensabile alla felicità.

E grazie all’amore cerco di non pensare al brutto che appare nelle notizie, curando le piante del mio soggiorno e ammirando la luce del tramonto.

Ma se solo ci dimenticassimo chi eravamo e pensassimo a chi vogliamo diventare penso che tutti ci si sveglierebbe da questo incubo del governo.

Cominciamo a praticare la cooperazione e il lavoro in team come se fossimo noi un buon governo, ognuno di noi sia un ministro e pensi da tale, ognuno nel suo con l’aiuto degli altri.

Allora sì che sarà organico e naturale formare un’elite di prescelti che governino.

Il blog ci ha ricordato come si fa, se ci si vuol credere.

Siamo esseri umani, sappiamo uccidere, per controllare la nostra ira abbiamo mille modi diversi, taluni più pericolosi di altri.

L’amore è il migliore.

Buon San Valentino a tutti!

Sanremo2018

La gara di chi vuol dimostrare di meritarsi la gloria del festival.

Una volta all’anno negli anni d’oro qualcuno potevs diventare il re o la regina dell’estate successiva grazie ad una canzone.

Un colpo di celebrità.

Ancora oggi funziona, Sanremo c’è.

Soldi e soldi ancora

Fino alla fine

Le vostre figlie sentono voci femminili graffiate ruvide e di fiato corto. Urlatrici da microfono, con i pugni alzati.

Tutti calanti i cantanti… comunque!

Attenzione alla televisione.

In televisione si vive, sembra si viva strameglio

comunque Il giovane che canta Bianca ha una voce che grazie al cielo!

Vorrei la pelle nera e le treccine lunghe come Corona

Ma i vostri postini sono bravi?

Il festival migliore di sempre, la rai in versione big band.

Ciaone Festivalbar