Untitled

Oggi sarei dovuto partire per due giorni di mare a Latisana, dalla madre di Andrea che ha un b&b molto carino, ma dato che Andrea è stato confermato da Armani per acconciare le modelle io devo riorganizzarmi la giornata.

La mattina vado a farmi il vaccino per il papilloma virus, torno, mangio, faccio un po’ di conversazione social e poi mi perdo nelle paranoie.

Decido di andare di nuovo al parco per leggere (non La morte a Venezia.. Giuseppe porta pazienza!) perchè ieri mi aveva portato bene…

Mi metto la crema solare e mi preparo con canotta, acqua, chiavi e portafogli. il telefono lo lascio a casa. Parto per il parco.

Vicino casa mia ci sono diversi parchi giochi, mentre sto seduto a leggere in quello più vicino mi viene l’idea di cambiare parco ad ogni capitolo, perchè se è vero che leggere all’ombra è più rilassante e godibile, però io sono anche uscito per prendere un po’ di sole, quindi ad ogni capitolo finito mi incammino verso il parco successivo facendo un piccolo bagno di sole.

Insieme alla lettura di questa sorta di guida alla scoperta dei meccanismi giornalistici, la mia testa passa a rassegna tutti i pensieri che come le palline delle estrazioni del lotto mi frullano nella mente da quando mi sveglio a quando mi corico (a meno che non ci sia qualche buona distrazione!).

Chi sono? cosa voglio? Chi sono i miei amici? Dove posso andare a vivere? che lavoro riuscirei a fare? come faccio a conciliare l’attività di cantante con un lavoro normale? Se finora non sono riuscito a fare qualcosa di significativo in ambito artistico, perchè non chiudo il capitolo e ricomincio da capo con qualcosaltro? ma questa cosa del blog non sarà soltanto l’ennesimo modo per attirare attenzione? perchè tutte le persone che stimo stanno avendo grandi successi e io sono sempre qui a farmi seghe?

Insomma.. acqua stagna.

Dovrei meditare, potrei anche farlo, la prossima volta…

Chiederò a mia madre di smettere di prepararmi la colazione, così evito di svegliarmi già con l’umore rovescio perchè avevo messo la sveglia alle 9:30 e lei mi viene a portare il frullato alle 8:00.

Arriva un signore che comincia a impacchettare il tavolo di cemento del parco con una tovaglia di carta a rullo (rossa), di sicuro più tardi ci saranno festeggiamenti.

Arriva pure una signora più anziana che si mette a parlare con lui… si era alzata dalla pennica sul divano convinva che fossero le 16:00 e invece erano ancora le 15:00 quindi non c’era ancora nessuno in giro e bla bla bla…

Decido di avviarmi verso il prossimo parco anche se non ho terminato il capitolo.

Quella signora è davvero fastidiosa!

Piega all’angolo della pagina.

Arrivo al terzo parco del circondario, lì ad accogliermi un chiacchiericcio in lingua rumena suppongo o moldava… non lo so. Però il fatto di non capire i discorsi di quelle quattro signore al tavolo da picnic non mi infastidisce, anzi mi siedo sulla panca vicina a loro e guardo il fogliame degli alberi mosso dal vento.

Probabilmente sono giunto nel posto più indicato per leggere, è molto ventilato e fresco, con un sottofondo sonoro gradevole e conciliante.

La lettura riprende accompagnata da questo quartetto di badanti in Sol maggiore.

Il libro parla del sistema con cui i media bombardano lo spettatore di notizie catastrofiche in ordine sparso, senza dare la possibilità di riflettere sui singoli fatti ed analizzarli in modo efficace, creando così quell’indifferenza che contraddistingue la nostra società di persone che si abituano a questa slot machine delle disgrazie intervallate da qualche gossip e dagli spot pubblicitari.

Nel frattempo il quartetto dell’est sta ancora eseguendo il suo repertorio, quando ad un certo punto fra i suoni al mio orecchio incomprensibili ecco che capisco qualcosa:

“Tortellini in brodo”

Cosa?

Il mio orecchio ha sentito bene, allora è un madrigale quello che sento…

“Verdure e mozzarella”

Si parla di cibo…

“Condiriso”

Non so perchè, la cosa dapprima mi diverte e poi mi commuove.

Una badante rumena/moldava (ma poteva essere anche polacca, montenegrina o ucraina… io non capisco le differenze) nel suo eloquio in lingua natia inserisce parole italiane e sono nomi di pietanze.

Io verso lacrime…

Probabilmente sono sull’orlo (o nel pieno) di una crisi di nervi, sarò impazzito, boh…

…però in quel momento ho percepito qualcosa di bello.

Tornerò in quel parco… magari anche a meditare.

In passato quando sentivo parlate est-europee mi indispettivo, perchè mi sembravano fastidiose all’orecchio, ma oggi quando le signore se ne sono andate dal parco sentivo la mancanza del loro chiacchiericcio.

ho sbagliato qualche tempo verbale di certo, amen!

Sta di fatto che la realtà non si percepisce sempre allo stesso modo…

Magari anche quelli di casa pound in realtà hanno solo un gran giramento di palle!

 

 

 

 

 

 

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1 thought on “Untitled”

  1. Caro Sandro, ma sì ispiriamoci pure a Rossella O’Hara e rimandiamo anche le nostre meditazioni che ‘tanto domani è un altro giorno’…se lo ha detto lei…possiamo stare sereni.😜
    In bocca al lupo per la serata
    Andrea

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