Bisogna saper perdere, non sempre si può vincere

Marian Hill mi sta proprio facendo star bene!

Un po’ AlunaGeorge, un po’ Major Lazer, un po’ Rosemary Clooney… un po’ che figo il tastierista!

Devo dire che dopo l’ultimo sfogo mi sento molto meglio. sarà che mi sono arreso alla necessità di essere me stesso davanti a tanti tentativi di lasciare che le esigenze altrui plasmassero il mio agire…

Mi sono ritrovato in un sacco di stereotipi psicotici: da quello del maniaco dell’amore che vuole innamorarsi al primo sorriso fino a quello dell’ossessionato per una persona al punto da volerle bene e male allo stesso momento (perchè se non riesci ad averla allora la vorresti veder soffrire come soffri tu), passando per il surfista delle onde emotive dello spasimante di turno.

Comunque finchè c’è lavoro c’è speranza!

Penso che gran parte del recupero della mia gioia e della mia positività che ultimamente dormivano sia da attribuirsi al mio ritorno al microfono.

Mi ha chiamato il manager di una band con cui avevo già cantato qualche volta anni fa e mi ha proposto di subentrare come frontman ufficiale insieme all’altra cantante con cui già ci si era trovati bene (e chi mi conosce sa quanto amo cantare in compagnia, armonizzare e fare controcanti).

La preparazione per il primo concerto è stata ricca di paura e paranoie… ma alla fine (complice anche una preghiera alla nonna prima di salire sul palco e il consiglio di un amico) mi sono buttato alle spalle tutte le ansie sul fatto che sembro essere sempre troppo gay per il target dei locali da musica dal vivo e me la sono goduta!

Risultato finale: tutti contenti. successone!

Ora mi preparo per questo weekend di concerti: venerdì a Rovigo, sabato a Padova e domenica a Udine.

Poi mi preparerò per l’intervento che aspetto da 5 mesi e spero che il recupero non sia così lungo, perchè ho proprio voglia di vivermi a pieno quest’estate di concerti.

Grazie a mia madre che mi ha sempre fatto cantare fin da piccolo.

Grazie alla musica pop contemporanea che mi ha fatto apprezzare di essere un cantante da sagra! perchè almeno si canta davvero 🙂

Shantay you stay.

Se davvero sta per scoppiare un’altra guerra mondiale, allora mi sento fortunato a fare ciò che amo mentre tanta gente nel mondo sarà costretta a soffrire per colpa di persone che non si meritano il potere che hanno.

Film consigliato: “il declino dell’impero americano” di Denys Arcand.

Speriamo che qualcuno in questo mondo cominci a ridimensionare le propie smanie!

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6 thoughts on “Bisogna saper perdere, non sempre si può vincere”

  1. Bravo.. dicono due proverbi. Impara l arte e mettila da parte, poi Canta che ti passa! Un’ultima cosa.. bellissima l immagine del cantante da sagra, perché significa cantare per la gente comune, quella di tutti i giorni, quella che fa fatica a tirare a fine mese ma trova la forza grazie al canto. Sandro tu non canti per noi ma con tutti noi indistintamente da sesso e condizione sociale, tu sogni con noi, ci fai sognare.. il tuo lavoro è una missione sociale.. a fine concerto torniamo a casa canticchiando e andiamo a letto tra le dolci note musicali. Grazie!

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  2. Caro Sandro, sono contento nel vederti scrivere un post positivo anche se spero che il verbo che hai usato “arrendersi” sia più equivalente a “prendere coscienza”, che sicuramente è molto meglio.
    Nella vita non bisogna arrendersi (forse solo davanti alla morte) ma piuttosto bisogna veramente imparare a prendere coscienza. Questa locuzione infatti esprimere bene il concetto che si è intrapreso un percorso che ci ha portato a diventare consapevoli di qualcosa. Soltanto dopo che una persona avrà interiorizzato e rafforzato questo “status” allora potrà proseguire nel proprio percorso di maturazione sicuro che le future esperienze andranno ad accumunarsi alle precedenti e, forse, non si intraprendano gli stessi errori.
    …io personalmente ci sto ancora lavorando.
    Per quanto riguarda la tua nuova avventura lavorativa, che poi mi pare di aver compreso sia più l’evoluzione di una precedente, ti auguro di vivertela serenamente e soprattutto senza farti troppe paranoie.
    In bocca al lupo
    Andrea

    PS: cavoli…non abbiamo parlato di sesso! Speriamo allora che non venga considerato troppo noioso

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  3. “sembro essere sempre troppo gay per il target dei locali da musica dal vivo”? non conosco bene la realtà dei locali veneti, ma se questa è la tua preoccupazione vieni a Milano; qui il problema è opposto: sono tutti smaccatamente gay (e, secondo me, molti fingono pur di riuscire a cantare nei locali, almeno tu saresti “originale”!)

    PS: voto anch’io per un po’ di sesso nel blog

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