secondi intenti

Scarico subito la mia dose di sesso per togliere a tutti il pensiero.

Sto messaggiando con un caro amico che si è trovato un fidanzato in Repubblica Ceca ed è sempre a Praga quando può. ieri è andato al cinema a vedere il documentario su Rocco Siffredi e mi ha detto che comincia con un primo piano del suo pene a riposo.

Fine della parte in cui si parla di sesso.

In effetti a pensarci su è un po’ come nella vita fisica: noi maschi finchè non abbiamo realizzato il sesso (l’orgasmo) ce l’abbiamo in mente sempre e non ci da tregua finchè non riusciamo a farlo. Non dimentichiamoci le erezioni mattutine!

Una volta ho fatto una battuta sul fatto che la mattina il pene si sveglia prima del cervello, è per questo che noi maschi siamo fottuti!

“L’uomo pensa col pisello, non con il cervello” il luogo comune più vero che c’è.

Bene bene… adesso arriva il bello.

Ieri è stata una giornata emotivamente forte, perchè questo blog sta interagendo con la mia vita molto più di quello che avrei potuto pensare.

Mi fa molto piacere che quello che scrivo sia preso talmente sul serio da farsì che le persone lo possano usare come “arma contro di me”, nel bene e nel male.

Comincio a sentirmi un po’ Selvaggia Lucarelli… e non è perchè mi son tinto i capelli!

Oggi vorrei fare delle scuse, ma siccome il mio grande amico Andrea Fabbretti mi dice sempre che “scusa” è la parola che io pronuncio di più, prenderò questa cosa da un altro lato, così non dovrò scusarmi solo perchè è buona educazione.

Sì, perchè è grazie alla buona educazione che nascono i malintesi, che la gente si fraintende, perchè gran parte del nostro comunicare si basa su “quel che sta bene” rispetto a “quello che è”.

Provate a pensare: quante volte diciamo cose perchè vanno dette?

Già dal “come va?/bene grazie” cominciamo quasi ogni nostra conversazione con un’informazione che può essere anche completamente l’opposto della realtà.

Certo… qualcuno a cui va bene sul serio ci sarà, ma è la ritualità in questa forma di saluto standard che poi ci diventa automatica e ci porta a pensare che si debba sempre fare così. In realtà è una sorta di tecnica da coach interiorizzata! come una “stroke”, una carineria che fai nei confronti dell’altro per bendisporlo a parlare con te.

Fate il conto di quante volte chiedete ad un altro “come stai?” e pensate a quante di queste volte vi interessava davvero saperlo. il risultato tenetelo per voi 🙂

Tutto quello scritto finora era propedeutico a questo:

I personaggi in cerca d’autore hanno lasciato tempo e spazio ai personaggi con autore unico. Essere autentici e/o diversi dall’omogeneità dei replicanti crea grossi problemi di comunicazione… e avere un dispositivo con due obiettivi fotografici a portata di mano tutto il giorno, che diventa il nostro “specchio delle mie brame” non aiuta di certo.

Ci si può talmente innamorare di se stessi che nessunaltro sembri alla nostra altezza.

Concludo.

Non chiederò scusa a tutte le persone che si sono sentite sedotte e abbandonate da me, per tutti quelli che si sono innamorati e poi non hanno avuto quello che si erano aspettati. Se le persone non sono abituate ad interfacciarsi con qualcuno come me non è un problema mio, anzi non è un problema affatto, perchè se la malizia è nell’occhio di chi guarda, il problema esiste per colui che l’ha nominato.

Io continuo ad essere me stesso, è quello che mi fa star bene e non ci rinuncerò per avere più possibilità di trovare un fidanzato o di far carriera o perchè quel che faccio e dico possono essere malinterpretati da qualcunaltro.

Finirò solo e in miseria magari… ma non importa.

Certi senzatetto hanno più dignità di molti premier.

Io stasera sarò al Teatro della Luna di Milano per il concerto dei Postmodern Jukebox.

So che piangerò tanto e sarò molto felice.

Non vedo l’ora!

Buona giornata.

 

 

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4 thoughts on “secondi intenti”

  1. Articolo simpatico e schietto .. anche se non ho capito la relazione tra il pene e la scelta di chiedere o meno scusa.. non importa, va bene così. Continua a scrivere.. mi piaci

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