Falando serio

Qualche giorno fa mi sveglia una telefonata di un numero romano.

Io quando vedo illuminarsi sullo schermo un numero che comincia con 06 o 02 penso subito che da Roma o Milano mi stia arrivando qualche proposta lavorativa della madonna in televisione o simili… ma anche stavolta niente di tutto ciò!

Mi viene invece proposto di andare (in sostituzione ad un operatore malato) a controllare il volantinaggio fatto per un noto supermercato nelle zone di Brendola/Vò (che se non siete di Vicenza vi consiglio di fare una ricerca immagini su google così capite un po’ la morfologia del posto) e siccome qualche entrata in più fa sempre comodo, accetto l’offerta e parto a fare questa nuova esperienza.

Non è male come situazione, finisco spesso a chiacchierare con qualcuno che sta falciando il prato e scopro case bellissime che dall’autostrada uno neanche se ne accorge.

Mentre cammino per le viuzze con il mio report in mano ogni tanto penso a questa dimensione silenziosa della vita in mezzo ai campi, che non è più a sei chilometri di curve dalla vita come cantava Samuele Bersani, perchè ormai la fibra ottica passa dappertutto e ci sentiamo tutti immersi nella rete sempre e comunque, finchè c’è campo e finchè c’è batteria.

Oggi stare in posti un po’ fuori mano come Vò di Brendola è un lusso!

Apri le finestre di casa e vedi tanto verde, non hai i vicini che dal loro divano controllano se hai la polvere sui mobili, i rumori delle automobili sono un’eco lontana e comunque lo sai che il casello dell’autostrada è a cinque minuti, quindi te ne stai tranquillo a prendere il sole in giardino senza rattristarti troppo del fatto che non vivi a New York o a Singapore e che intorno a te non capiti quasi mai nulla di avventuroso, come invece potrebbe accadere se fossi immerso nel caos delle grandi megalopoli del mondo.

Forse l’unica pecca di stare così fuori mano è che se apri un’app da incontri non concludi granchè, ma questa potrebbe essere una buona spinta a socializzare con i tuoi vicini, magari con la vecchia scusa del “ho finito lo zucchero”!

Ma loro… gli abitanti di questi comuni in bilico fra due ere geologiche, abitano lì per scelta o perchè avevano vecchi possedimenti di famiglia che tutto sommato venderli era un peccato?

Questo è un interrogativo universale declinabile ad ogni cosa: quanti fanno quello che fanno perchè lo vogliono veramente e non perchè sono portati a credere di volerlo/doverlo fare?

Poco tempo fa ho beccato un’intervista recente di Cher che diceva di non essere una sua grande ammiratrice, perchè non è mai troppo soddisfatta di se stessa… e io ho pensato: se tu che hai cavalcato 5 decadi di musica, cinema e stile, che hai appena venduto la tua super villa di Malibù a Beyoncè e Jay-Z, che sei una leggenda vivente (insomma tu che sei Cher) non sei troppo contenta di essere Cher, allora tutti gli altri come devono essere messi?

Che poi il web è pieno di motivatori, di gente che ti insegna ad amarti di più, a vivere meglio e a raggiungere i tuoi obiettivi… ma quegli obiettivi sono davvero i tuoi?

Mi viene spesso chiesto se ho deciso cosa voglio fare da grande e rispondere a questa domanda ancora mi riesce difficile, perchè tanti anni fa quando ho avuto una delle esperienze più belle della mia vita frequentando un corso di teatro d’improvvisazione, mi sono innamorato perdutamente delle regole di quel gioco e ho cominciato a metterle in pratica anche nella vita… perciò non sono uno che ha sviluppato una grande capacità di programmare le cose.

Personalmente penso che pressochè chiunque alla domanda “cosa faresti nella tua vita se fossi libero di scegliere senza vincoli?” risponderebbe: pompini! (che tradotto per chi ha gusti diversi potrebbe diventare: spassarsela!)

Battute a parte, se uno è fortunato che la sua più grande passione è il marketing al giorno d’oggi gli va bene, ma se uno guarda dentro di sè e vede che la sua vocazione è far pompini, lì son dolori! non è che hai grandi possibilità di sviluppare il tuo potenziale senza che qualcuno cerchi di farti pensare che sei un pervertito o un malato di mente!

Che poi anche lì non è che ti accontenti del pene di chiunque, di sicuro vorresti anche poter scegliere i membri, le situazioni e le modalità dell’atto. fantascienza!

Qualcuno a questo punto potrebbe sorridere pensando che io i pompini di certo non me li sono fatti mancare nella vita, ma di quelli non ci vivo e non ci ho mai vissuto, quindi andiamo avanti che il sole mangia le ore.

La cosa sconcertante è che oggi è davvero complicato ascoltare il proprio io e fare qualcosa per noi stessi, senza cadere vittima di qualche sordida logica di mercato, perchè viviamo in un sistema fatto di servizi quasi sempre inutili travestiti da necessità. Come l’andare a controllare che qualcuno abbia inserito correttamente i volantini promozionali del supermercato nelle cassette della posta, che tutti li odiano e li cestinano, però a qualcuno importa che ci siano e che passino nelle mani dei consumatori, anche solo per essere buttati via.

Che poi quei 50 euro lordi mi arriveranno fra 90 giorni, magari sarebbe stato più utile spendere quelle 5 ore ad imparare come si fa il formaggio di soia! però le cose realmente utili le fanno davvero in pochi.

In un mondo ideale tutti noi sapremmo coltivare i nostri ortaggi e prepararci dei pasti bilanciati senza bisogno che la Unilever ci produca dal gelato al dentifricio, passando per i detergenti da piatti e da wc. in un ideale mondo perfetto, ognuno di noi saprebbe confezionarsi un abito su misura, conoscendo i tessuti e i colori, senza che qualcuno debba gettare la propria vita a copiare disegni di altri e qualcunaltro a scansionare codici a barre e a fare resi di merce fallata. Nel mulino che vorrei, ogni persona saprebbe crearsi da sè l’energia elettrica, oppure conoscerebbe il modo per vivere bene anche senza.

Ma il mondo è quel che è e io ho appena speso metà della mia mattina a battere i tasti di un computer, sperando che le mie considerazioni sulla vita riescano a toccare qualcuno nel mondo, quasi sicuramente qualcuno che non conosco personalmente, ed ora farò colazione, ovviamente alle dipendenze del frigorifero e del fornello, da brava persona del mio tempo.

Comunque… ricordiamoci che i pompini allontanano la depressione!

E come cantavano i neri per caso: “fare sesso è naturale e fa bene ad ogni età, non c’è nulla di immorale e beato chi lo fa”.

Para nossa alegria!

Buona giornata e buon fine settimana a tutti.

Namastè.

Annunci

8 thoughts on “Falando serio”

  1. Forse è questo il bello della vita. Non sappiamo ascoltarci a fondo, chi vuole ci prova, per il semplice fatto che noi non ci conosciamo. E questo perché noi stessi cambiamo nel corso della vita, anzi nel momento in cui pensiamo di avere o meglio abbiamo consapevolezza di sé per una data situazione, in quel momento tutto torna come prima . Abbiamo imparato qualcosa di noi, ma mancano ancora altri che il futuro ci riserva.. intanto godiamoci la vita

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...