Il sabato del villaggio

Sono cresciuto e tutt’ora vivo a Monticello Conte Otto, tranquillo comune Vicentino che mio padre mi ha sempre detto essere l’unico in Italia ad essere più piccolo delle sue frazioni, che sia vero non l’ho mai verificato, ma mi va bene così!

Stamattina mi sono alzato presto per fare del giardinaggio pesante con mia madre e uno dei suoi tanti fratelli. Mai avrei pensato di divertirmi così tanto…

A far lavori di bricolage in compagnia saltano fuori tutti quegli argomenti tipici del pourparler tipo i ricordi di infanzia, la gente morta, la politica ladra e i gossip di paese, gentilmente animati dalla mia vicina di casa vamp che è uscita dal portoncino per far due chiacchiere mentre potavamo le piante.

Io e i miei numerosi zii non abbiamo questo gran rapporto, ma se c’è del lavoro da fare non è che ci si faccia problemi per gli argomenti della chiacchiera, ognuno parla degli affari propri e a turno si ascolta, così fra un racconto e l’altro… l’epifania! anzi, due!

In pratica mamma e zio parlavano del loro passato in campagna, quando ad un certo punto, andando a nominare vecchie amicizie perdute, salta fuori che una ragazza che conoscevano in quel di Laghetto si era fatta intrattenere sessualmente da cinque uomini, non ho ancora capito se tutti insieme o uno alla volta, ma cambia poco.

Passati neanche dieci minuti (o forse erano di più, ma quando ci si diverte il tempo vola!) un altro aneddoto a riguardo del sesso di gruppo… e mia madre che non batteva ciglio, anzi.. in modo molto naturale argomentava con lo zio su queste persone “mate come cavai!” (matte come i cavalli).

Tutto d’un tratto mi trovo catapultato nell’immaginario della campagna veneta dei miei genitori (anni ’60 e ’70), incredulo ma divertito nel pensare che dinamiche a me familiari per cui mi son sempre sentito quello estremo e perverso, in realtà prendevano vita anche lì dove pensavo che fosse tutto in stile casa e chiesa.

Bello no?

Mio zio a parlar di fighe, io a parlar di cazzi, mia mamma a parlar di orge!

Certo è uno di quegli avvenimenti che succedono una volta e mai più, però è bastato per farmi riappacificare un po’ con il mio perenne senso di alienazione da ex porno attore che vive in provincia.

Evviva le belle sorprese del sabato mattina!

La campagna vicentina pratica il sesso libero, da sempre e per sempre 🙂

Porsei Veneti

Buon fine settimana a tutti!

 

 

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7 thoughts on “Il sabato del villaggio”

  1. Sul commento finale “porsei veneti” vorrei aggiungere: non per altro Pietro Germi ambientò lo scandalosissimo (e bellissimo) “signore e signori” proprio in una cittadina veneta!

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  2. Ho riso come un pazzo, mentre seduto sulla cyclette in palestra leggevo questo aneddoto . La realtà rurale è da preservare in tutto e per tutto!!! Conosco un po’ del Veneto essendo mio padre di origini vicentine, seppure mi sia stato ‘rubato’ a 12 anni. Quanta nostalgia.

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