distrazione-distruzione di massa

Seguo il blog di una ragazza che a 30 anni ha cominciato il percorso di cambio del sesso ed ora parla di sè al maschile col nome “Leo”. –> https://transmc.wordpress.com/

Stasera, dopo che il mio amico Paolo Tuci ha videobacchettato un suo follower che ha usato la materia “trans” come oggetto offensivo riguardo la sessualità di Lady Oscar (il video della canzone uscirà il 3 Aprile ed è una bomba!!!!), mi sono letto l’ultimo articolo di Leo.

Da quest’articolo molto interessante in cui, tra l’altro, una persona trans F to M si accorge di star giudicando male una persona trans M to F per dinamiche di transfobia interiorizzata, il pensiero mi porta a tutti i vari tipi di discriminazione che viviamo oggi, tutte le peculiarità che dividono le persone in giusti e sbagliati, in normali e diversi.

Da quello che mangiamo a quello che indossiamo passando per la religione, l’etnia, il credo politico, la sessualità, il rapporto altezza/peso, se siamo belli o brutti, intelligenti o stupidi, ricchi o poveri e se ai referendum votiamo si o no, tutto può essere usato per attaccare un nostro simile con l’accusa di essere un po’ meno simile a noi.

E’ la natura dell’essere umano: l’unico animale maligno dell’ecosistema Terra.

Ma se 32 anni di vita mi hanno insegnato che si può gestire la propria indole e modificare il proprio comportamento in virtù dell’intelligenza che ognuno di noi dovrebbe avere…

Perchè continuiamo a cercare il conflitto? come mai tutte le scoperte tecnologiche dell’umanità non ci hanno portati in una realtà idilliaca alla “Imagine” di John Lennon?

Cerco la risposta a questa domanda tenendo a mente la distrazione delle masse (un tema che mi è sempre molto caro), perchè di sicuro c’è lo zampino di banche e multinazionali… la guerra dei poveri non deve finire… il bullismo è figlio degli status symbol…

…ma…

La ricerca su google mi porta fuori strada, facendomi così leggere un articolo che parla di distrazione più in senso stretto (quella da smartphone che ci incurva il collo come quella bella illustrazione sulla copertina di The New Yorker) e inaspettatamente arriva l’insight.

La tecnologia supportata da internet ci sta rubando la concentrazione, il mondo dei pollici e dei cuori ci rende notifica-dipendenti impedendoci di concludere quello che abbiamo cominciato e tenendoci incollati nel bilico fra il nostro semi-privato e quello degli altri, mentre guardiamo video amatoriali, spot pubblicitari e serie tv… una vita in streaming.

Questo nostro vivere nel “cyber vaso di pandora globale” ci porta a conoscere tantissime cose in modo molto rapido, ma molto superficiale, un po’ come quando eravamo bambini, innescando così meccanismi che fanno scaturire in noi reazioni istintive e puerili.

E cosa fanno i bambini di solito? ne vogliono ancora e di più. Così un brutto vizio come quello dello stare online ci tenta e ci vince, tenendoci in ostaggio tutto il giorno, tutti i giorni, in perenne ricerca di un caricabatterie e di una presa della corrente.

La pesante influenza che lo stare tutto il giorno connessi ad internet ha nella nostra vita reale si traduce nel fatto che finiamo poi per comportarci nella vita come facciamo online.

Quindi:

Parliamo molto di meno con le persone in modo diretto (inviare messaggi vocali non allena la capacità colloquiale, perchè mentre registriamo parliamo a noi stessi) siamo molto più concentrati a giudicare dettagli dell’immagine degli altri e a confrontarli con quelli della nostra (instagram-snapchat), infine ci abituiamo a formulare pensieri sempre più piccoli, spesso fatti solo di piccole icone colorate, di Gif animate e di “buahahahhaha”.

Secondo voi da una persona che non parla spesso con gli altri guardandoli negli occhi, che è egocentrica, vanitosa, ficcanaso e che parla a frasi di tre parole quando va bene… cosa ci si deve aspettare?

Con questo non voglio demolire le nuove tecnologie, perchè a tutto c’è rimedio, basta agire in modo consapevole, ma se non ci rendiamo conto che la nostra esposizione ad internet e ai social dev’essere moderata se vogliamo salvarci dal diventare come i concorrenti di un reality show, si prevede sciagura!

Oggi tocca ai/alle transessuali

Domani ai figli degli extracomunitari

Poi toccherà a chi non si sarà fatto/a un intervento di chirurgia estetica entro i 18 anni.

Ci saranno sempre nuovi motivi per discriminarsi e tenersi impegnati nell’infamia collettiva, mentre generazione dopo generazione l’essere umano si dimenticherà di come sia vivere, cedendo la propria fantasia a qualche network, in cambio di serie tv illimitate.

Keep up with the Kardashians.

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6 thoughts on “distrazione-distruzione di massa”

  1. Che pessimista (per quanto concordo con te sui rischi dei social).
    Però bisogna anche ammettere che le cose sono migliorate C’è molto più rispetto verso trans, migranti etc. Semplicemente oggi i mezzi di informazione parlano molto di più discriminazione.
    Sarebbe interessante fare una ricerca storica e vedere com’è la vita dei/delle trans negli anni ’30/’40/’50. Credo che o manifestavano la loro vera natura oppure vivevano una vita in solitudine.

    C’è ancora tanto da fare! Ma mi piace guardare il bicchiere mezzo pieno 🙂

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  2. l’unica cosa che l’uomo avrebbe dovuto imparare nei millenni della propria storia ma non c’è ancora riuscito è a gestire con la propria parte razionale l’indole istintiva che tutti abbiamo. Identificare il “diverso” per poi neutralizzarlo fa parte dell’indole istintiva dell’uomo; la caccia al “diverso” parte con l’origine della civiltà e dura fino ai giorni nostri. Solo la Cultura (con la C maiuscola) è in grado di aiutare l’uomo a gestire la sua indole istintiva. E’ evidente che la tecnologia non è in grado da sola ad aumentare la diffusione della Cultura anzi è molto più facile che solleciti ancora di più la parte istintiva dell’uomo

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  3. Finalmente noto con piacere che c’è qualcuno oltre me che si è accorto di quello che sta succedendo e che ha notato quali danni ha fatto il mondo virtuale. Sapessi a quante persone fa tanta paura anche il solo vedersi dal vivo! Oppure quando vedo le persone che vanno a cena insieme e poi spiattellano il cell sul tavolo e invece di parlare stanno lì a controllare i social….spero che tu tutte queste cose non le faccia. Se ti sei reso conto di questo allora vuol dire che sei uno di noi, pochi rimasti, che non abbiamo preso la malattia. Purtroppo stiamo cercando di parlarne, risvegliare gli altri, far capire in quale schiavitù sono entrati ma è tutto molto difficile perchè molti ormai sono persi del tutto nello spazio virtuale. Sapessi per esempio come mi giudicano male quando gli dico che non sto sempre al pc e non sono sempre connessa, pensano che sia all’antica, che abbia problemi magari. Invece la mia è solo una scelta, di vivere la vita vera, reale, là fuori. Come vedi c’è poca gente qui che ti ha commentato. Ce ne sarebbe stata moltissima se avessi parlato di calcio o di gnocche o di qualche social. Siamo pochi ma buoni 🙂 Resisti anche tu 🙂

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