Femmine, Donne e Mimose

Qual’è la prima associazione di idee partendo dalla parola “donna”?

Di sicuro “mamma” e/o “tette-figa”…se a pensare è un uomo.

Se invece il brainstorming partisse da una donna sono certo che comincerebbe un giro del mondo in 8 secondi, passando per le parole: “diritti” “uguaglianza” “mercificazione” “bellezza” “vita” “gonna” “taccododici” “infibulazione” “sindrome premestruale” “trucco e parrucco”, “borse”, “allattamento”, “menopausa” e via dicendo.

(non ho messo le virgole apposta… comunque!)

Perchè se oggi è la festa della donna (ma sono sicuro che a calendarizzarla fosse stato un uomo!) dobbiamo fare quella bellissima operazione che si fa in tutte le ricorrenze speciali, quindi dire: certo, auguri per oggi, ma dovrebbe essere festa della donna tutto l’anno!

Soprattutto in questo presente che per le donne è così denso e importante.

Io, dal mio punto di vista di omosessuale a cui qualche volta parte la scheccata, non posso dire di poter avvicinarmi al pensare e al sentire di una donna, ma avendo quella parte femminile più sviluppata rispetto agli eterosessuali posso azzardarmi a scrivere queste cose (e se sbaglio correggetemi! vi prego).

Penso che la storia ci abbia insegnato che viviamo in un mondo formato da un pensiero maschilista, dove la femmina è in ogni civiltà un oggetto da interpretare.

L’uomo è semplice: lavora, comanda, esige. penso pressochè ovunque… ma la donna no.

Le donne del mondo sono inquadrate in schemi, inserite in modelli studiati e progettati per fare di loro oggetto di campagne commerciali, sogno erotico e capro espiatorio, mogli, commesse, segretarie, cameriere, modelle, schiave, icone, madonne e vallette.

La maternità lasciamola per un attimo da parte perchè è un mondo a sè.

Una donna oggi è vittima di un sistema arcaico che la vuole performante in modo da aiutare l’uomo a far girare il suo business. Eva nacque dalla costola di Adamo.

Ci vuol poco a capire che le lotte di grandi personalità pop come Madonna o Beyoncè per liberare la donna dalle catene delle aspettative che l’uomo ha, non sono soltanto trovate di marketing, ma veicolano un grande messaggio che deve farci ricordare che la vita è un eterno divenire.

Quindi è ormai arrivato il momento di andare oltre.

Io ho sempre avuto una grandissima ammirazione per figure femminili di carattere e stile.

Partendo da mia madre (che mi ha insegnato come si possa arrivare in alto partendo da zero e che ha sempre avuto la famiglia in cima alla lista delle sue priorità) fino ad arrivare alla donna della mia vita, colei che in un mondo ideale vedrei sull’altare al mio fianco.

Barbara Pedrazzi, in arte La B. Fujiko (Zelig Milano) è l’esempio perfetto di come una donna non abbia bisogno del permesso di nessuno per realizzare i propri sogni.

Come Alicia Keys agli esordi si mise in linea con i mostri sacri della musica a voce e pianoforte (Jamie Cullum, Stevie Wonder, Ray Charles) e partendo da una rivisitazione di “A man’s world” di James Brown (Fallin’) è diventata oggi un faro del cantautorato americano (decidendo negli ultimi anni di non truccarsi più perchè una donna è bella a prescindere dal suo make-up), Barbara ha cominciato a ballare Waacking e Vogueing alle battle di break dance e hip hop , creandosi il suo spazio rosa in una competizione tutta fra uomini, fregandosene nel non essere in categoria e diventando la migliore in Italia.

Pensate a “Vogue” di Madonna. il famoso ballo iconico degli anni ’90.

Quello stile di danza nato nelle comunità gay americane vent’anni prima e portato alla ribalta da miss Ciccone, oggi è lo stile imperante in scuole, club, videoclip e televisione.

Ero a New York, nell’estate del 2008, e dall’ultima fila della lezione alla Peridance vedo questa ragazza dal lungo capello e l’eyeliner perfetto che si muove davanti allo specchio come se la classe fosse la sua. Bella, fiera, incantevole.

Non andai a presentarmi, non mi interessava conoscerla, ma me l’ero portata nel cuore.

Da lì a poco ho avuto la fortuna e l’onore di lavorare con lei in molte occasioni, fino al famoso video di J. Ax e Fedez “Vorrei ma non posto” e con grande gioia e riconoscenza ho partecipato ai suoi eventi “Bballroom”, contribuendo a creare una scena che sta prendendo sempre più piede fra i ballerini del mondo e anche in Italia.

Grazie a Lei.

Cari uomini, noi che pensiamo con l’uccello anzichè con il cervello, lasciamo che le donne prendano il potere, permettiamo loro di salvare il mondo. ci conoscono molto bene ormai, hanno osservato il nostro sistema vedendone i punti deboli e convivendo con essi, sopportando come una studentessa che vuole alzare la mano per dare la soluzione al problema, ma il docente non le dà la parola.

Loro lo sanno come si fa, è intrinseco nel loro essere mestruate. Loro sono la creazione.

Non abbiamo paura di leader con le autoreggenti o l’ombretto azzurro (anche se sotto dovessero avere il pisello.. di certo un uomo col naso aquilino non viene demonizzato!).

Diamo carta bianca a queste donne che tanto temiamo, ma che sono la risposta.

8 marzo tutto l’anno!

Auguri a tutte.

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6 thoughts on “Femmine, Donne e Mimose”

  1. Una parte che tutti dimenticano è che sono proprio le donne ad avere lo strumento per cambiare il mondo. Parlo dell’educazione della prole.
    Il femminismo degli anni ’70 ha tralasciato l’educazione delle donne a divenire artefici del cambiamento del mondo.

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  2. se tutti i paesi del mondo fossero governati da donne, non ci sarebbero più guerre. Forse è anche per questo che gli uomini fanno tanta fatica ad abbandonare il potere politico

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