Prato a parte.. parliamo di noi:

Dopo tutta la baraonda sulla sieropositività di Prato e il travaso della mia bile sono andato a riguardarmi “Chemsex”, il documentario che consigliavo vivamente a tutti di vedere.

All’inizio skippavo alcune parti, perchè ci sono tante scene esplicite o momenti emozionali che cercavo di evitare con l’obiettivo di farmi un Bignami espresso delle cose più importanti per rinfrescarmi la memoria, ma arrivato a metà mi son detto: non ho un’ora e venti per guardare un bel documentario per intero? sono a casa con la febbre e l’alternativa è la tv… quindi ho ricominciato a vederlo da capo. director’s cut 🙂

La scena più bella per me è quella in cui ,con le immagini in rallenty di un gay pride, la voce fuori campo parla di quanto la comunità gay lotti contro la discriminazione e cerchi di costruirsi sempre le sue dimensioni all’interno di un sistema sociale che non la prende in considerazione veramente, in quanto questi personaggi bizzarri che sono gli omosessuali sembrano sempre troppo difficili da prendere sul serio!

Ma secondo voi perchè i gay pride somigliano sempre alla parata di un carnevale? perchè non ci riusciamo proprio a fare la sfilata vestiti in completo di Zara composti ed educati?

Gli omosessuali sono ALTRO. Altro dall’idea standardizzata dell’uomo e della donna tradizionali, ma con questo non significa che si invertono i vestiti e che l’uomo mette la gonna mentre la donna fa crescere i baffi. questo potrebbe essere solo il punto di vista limitato di una persona con poca fantasia che è rimasta al medio evo.

Un omosessuale è qualsiasi cosa si senta di essere. perchè quando il mondo che ti circonda (e ricordiamoci che viviamo in un mondo di immagini) non ti rappresenta, come fai a prendere una forma standard e incollartela addosso? alcuni ci provano, ma l’operazione non riesce così bene.. le pulsioni represse vengono sempre fuori in un modo o nell’altro.

Di gran lunga è più efficace e sano essere se stessi, quindi durante un gay pride ognuno prende le sembianze di quello che vorrebbe essere ogni giorno della sua vita senza pensare al giudizio esterno.. se non fosse così complicato in un mondo di stronzi come il nostro!

Riassumendo: un omosessuale è perennemente in cerca del proprio posto nella società, poichè il mondo come lo conosciamo è plasmato per un’altro tipo di persone.

Quindi emerge che la vita di una persona gay è in media meno spensierata rispetto a quella di una persona eterosessuale. ebbene sì.. anche nel nuovo millennio, in cui ci immaginiamo di colonizzare altri pianeti e di incontrare forme di vita aliene, non riusciamo ancora ad accettare le nostre differenze e peculiarità. chi se lo sarebbe mai aspettato?

E l’allarme che arriva da Londra ci parla di tante anime in pena che trovano rifugio in una dimensione parallela, quella generata dal cervello sotto effetto di sostanze stupefacenti e di stimoli sessuali prolungati. l’acme dell’eccitazione sensoriale.. Matrix praticamente.

Se pensiamo che le nostre vite stanno diventando sempre di più un’attività di channeling per assomigliare ogni giorno di più all’idea di noi stessi che vogliamo far vedere agli altri e quindi fondamentalmente siamo sempre attori che recitano una parte, direi che non è così strano pensare che a uno gli possa prendere la voglia di assentarsi dalla realtà il tempo di un fine settimana e starsene chiuso all’interno delle sue sensazioni animali. anche in gruppo. tante persone che stanno insieme a premersi gli occhi con le dita fino a vedere le stelline. capito come?

Meditiamo…

 

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