nel dubbio vado avanti

Stamattina vado a camminare.
Vedere le montagne innevate ben nitide davanti a me e respirare l’aria fresca già mi mette di buonumore in questa bella mattina di sole.

Mi immagino che da un momento all’altro possa passare Azzurra, la postina di questa zona.
Vedo case abbandonate, altre in vendita, altre in ristrutturazione e noto che i cani dai cortili mi abbaiano fastidiosamente anche se sono in borghese.

Ad un certo punto seguo una stradina sterrata che va verso delle fattorie, mentre mi inoltro nel verde comincio a sentire un profumo che sembra incenso.. quello della chiesa…
poi diventa odore di brace, non so, ma è gradevole ed evocativo.

Arrivo ad una delle ultime case prima dei campi e chiedo ad una signora bionda con mollettone in testa e mocio alla mano se per caso quella stradina è chiusa o se prosegue.
Lei mi risponde in una lingua che immagino sia dell’est europeo, mi fa segno di continuare… io mi fido, ma arrivo ad un cancello chiuso.

Torno dalla bionda che lava per terra e con i gesti cerco di dirle che di là non si passa, lei mi fa segno di continuare per l’altro lato della casa. mi fido ancora.

Arrivo in un grande orto, riconosco i finocchi, il resto mi sembra tutto fogliame verde di varie tipologie. se non avessi perso le mie origini contadine avrei potuto sapere i nomi di tutti gli ortaggi.. peccato!

So che di certo sto camminando in una proprietà privata, ma proseguo, in caso qualcuno venga a dirmi qualcosa mi scuserò e sorriderò, ma camminare in una valleverde non capita tutti i giorni e voglio gustarmi il momento.

Di fianco agli orti ci sono file di ulivi ancora piccoli, piantati da poco, guardo l’orizzonte e gruppi di uccelli con il loro volare fluido creano forme elastiche nel cielo, che bellezza… anche qui mi rammarico di non saper riconoscere gli uccelli, solo le gazze ladre e gli aironi cenerini… e sì che mio nonno li conosceva tutti, ma io lui non l’ho mai conosciuto.

Mi fermo un attimo a respirare e a contemplare quel paesaggio incantevole che mi fa pensare che forse vivere in una zona che ancora conserva la propria ruralità non è poi così male… ma subito si fa più presente alle orecchie il brusio di fondo della superstrada, mi soffermo ad ascoltarlo e penso a come sarebbe stata tutta un’altra situazione se non ci fosse stato.

Che silenzio ci sarebbe stato lì ai tempi di mia nonna?

Quel silenzio in cui puoi distinguere molti suoni vicini e lontani che ormai non sentiamo più a meno che non si possa viaggiare e ritrovarsi in posti lontani dalla civiltà.

Nel libro “come funziona la musica”, David Byrne scrive che gli uccelli che vivono nei pressi dei centri urbani per sentirsi devono cantare più forte, dato che l’aria è piena di suoni che disturbano le loro frequenze.

Un po’ come quando noi cerchiamo di parlare in posti con brusio di fondo o musica forte.

Dovrò fare un giro sull’altipiano e allontanarmi dal sottofondo molesto di automobili e camion.

Ho fatto delle foto dell’orto e le ho inviate a mamma, di certo gradirà!
Poco dopo mi arriva un messaggio: CLAMOROSO! da oggi puoi fare l’abbonamento alla tua palestra con soli 19.90 al mese!

Mi viene un sorriso un po’ amaro, nell’essere riportato subito alla realtà della vita contemporanea fatta di wifi, banner, offerte, telefonate dei call centre, like, cuoricini, gatti e pornografia.
Tutto quello che vediamo sugli schermi compreso il mio blog e qualsiasi altra cosa stiate guardando nel frattempo.

Questa modernità online e on screen è un grande mercato, con un sottofondo musicale che ti spari direttamente nelle orecchie con le tue cuffie!

Continuo la mia passeggiata e dico buongiorno a chi incontro.
non conosco nessuno qui intorno, ma mi piace salutare.

Mi chiedo se sarei così anche se vivessi all’estero…

Chi lo sa? Magari se vivessi in una grande città cosmopolita il mio grindr esploderebbe di bonazzi e non avrei nemmeno il tempo di pensare al silenzio, ai campi, alle castagne e al profumo delle stalle..

Ieri sera ho visto il film “Dimenticare Venezia” con Mariangela Melato ed Eleonora Giorgi.
Un film noiosissimo e recitato da cani nel tentativo di ricreare un piccolo mondo veneto antico, senza riuscirci molto bene… ma con delle immagini molto suggestive.

Mi torna in mente la notizia che Venezia affonda ogni anno di qualche millimetro, per colpa del Mose, delle grandi navi e del sovraffollamento dato dai turisti.

Probabilmente è vero che l’Italia fra un po’ fallirà totalmente, rimarrà solo Milano, che magari diventerà uno stato a parte come il Vaticano e San Marino.

Come le speciazioni di cui parla Igor Sibaldi, ci sono quelli che evolvono e quelli che rimangono indietro.

Uno evoluto potrebbe essere Fedez, una rimasta indietro potrebbe essere mia madre.

La sfida è ardua!

Nel dubbio continuo per la mia strada non battuta, che non so dove mi porterà, ma mi riesce meglio fare a modo mio.

Buona giornata.

 

 

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Umani: gente strana.

Oggi scopro che “Oceania” della Disney esiste solo in Italia.

Che il titolo originale è Moana, come il nome della protagonista, che da noi (e in Spagna) diventa Vaiana. In pratica chiamare un film per bambini “Moana” in Italia è sconveniente.

Ma un bambino oggi lo sa chi è Moana Pozzi?

Perché gli adulti sono molto bravi a mettere davanti i bambini come giustificazione, soprattutto quando si tratta di sesso.

Non puoi parlare di sesso se ci sono dei bambini, non puoi nemmeno avere atteggiamenti omosessuali se ci sono dei bambini intorno.. non puoi stare nudo davanti ai bambini, cazzo ma questi genitori che problemi hanno?

Hanno figliato per mitosi?

Si sono dimenticati della loro adolescenza? delle scopate giovanili? dell’amore che li ha resi una famiglia?

Il sesso è la vita, pure i fiori sono organi sessuali, sì… quelle cose tanto dolci e romantiche, sono sessi!

Ma Moana è un nome imbarazzante.

E Pornhub rimane sempre il sito internet più cliccato del web, anche da noi.

Pierpaolo Mandetta ieri ha scritto un pezzo molto bello sul suo blog: vagamentesuscettibileblog.wordpress.com

Lo consiglio a tutti quelli che ancora non l’avessero letto.

Il sesso mette ansia agli adulti e a pagarne sono i bambini.

Che poi probabilmente quando diventeranno grandi faranno i gogo per arrotondare o si faranno l’account su onlyfans.

Keep calm and talk about sex with children.

Il sesso è bene! bisogna smettere di castigarlo.

I bambini non sono stupidi e se spieghi loro la vita di sicuro la capiscono!

In caso di imbarazzo: dillo con un fiore.

Per tutto il resto: #foodporn.

Umani dopo tutto… ancora.

 

Ieri sono andato a vedere uno spettacolo di danza contemporanea:

Felicità Interna Lorda della compagnia Ersilia danza (Italia).

L’estate appena trascorsa ero andato a vedere uno spettacolo di danza contemporanea:

Animal Triste della compagnia Mayday dance (Canada).

Già dai due titoli si nota la specularità dei due progetti.

Eppur l’impianto delle due performance è lo stesso:

Quattro ballerini in scena, due femmine e due maschi. palco spoglio, regia luci incisiva e musiche registrate, ogni tanto parola.

Curioso come la danza contemporanea ad un certo punto abbia bisogno del teatro, delle parole, della recitazione… forse per rendere il tutto meno criptico ad uno spettatore poco abituato ai linguaggi del movimento corporeo.

Lo spettacolo di Ersilia indaga sulla ricerca della felicità mediante figure abbastanza convenzionali, le femmine in gonna e i maschi in pantalone.
Tutti hanno atteggiamenti che richiamano all’infanzia, le interazioni fisiche fra i danzatori che ogni tanto ridono, altre litigano per poi fare pace arrivano anche a momenti romantici e di pseudo corteggiamento, ma senza mai toccare la dimensione sessuale.

Mayday porta in scena quattro post-umani no-gender che si dimenano nel dramma angoscioso del male di vivere.
Tutti cominciano nudi, si mettono tutti tante collane di perle al collo, si vestono e cominciano a danzare con movimenti che ricordano dei primati.
Scimmie postconsumistiche.

Molto più carnali loro, molto più sporchi, tormentati… si vedono seni nudi e simulazioni di orgasmi.

Entrambe le situazioni presentano un momento in cui la compagnia assume pose da fotografia e parte il gioco della competizione fra i quattro.

Questo è molto interessante. L’esercito del selfie allora esiste davvero!

Homo Sapiens Instagrammer.

Per il resto entrambi gli spettacoli sperimentano codici coreografici basati sull’esperienza dei danzatori e sulle possibilità del movimento corporeo.

un sacco di contatto con il pavimento, cadute, scivolate, capriole…

Conflitto e introspezione.

Arriva in entrambi gli spettacoli il momento in cui i ballerini si rivolgono al pubblico smascherandosi dal loro personaggio e si crea l’empatia.

Alla fine siamo tutti sulla stessa barca.

Mi piace notare come seppur l’evoluzione e la tecnologia siano arrivate a livelli pazzeschi, l’essere umano sia ancora fermo ai grandi pilastri esistenziali che dall’antica Grecia a Kubrick ai social network ancora ci fanno domandare: chi sono? come sto? cosa voglio?

Oggi sul Giornale di Vicenza è stato pubblicato un articolo un po’ spaventoso, un po’ imbarazzante, un po’ triste, che parla di un uomo sui 50 anni, tale Antonio, che dopo sei mesi di frequentazione con una donna si sente dire da quest’ultima che è sieropositiva.

Lui perde il controllo e si allontana dalla donna, allontanandosi pure dalla sua giovane figlia per paura di contagiarla… ma sei serio? contagliarla con cosa? con una carezza?

Antonio parla di untori che vanno fermati, perché la legge tutela più loro che le vittime reali… perché lui avrebbe voluto vendicarsi di lei sputtanandola online, ma qualcuno gli ha detto che lei avrebbe potuto denunciarlo per violazione della privacy.

Ciccio… se la tua ex fidanzata ti ha detto di essere in terapia e tu al momento sei ancora negativo: SORPRESA!!!

Non sei stato contagiato.

Non puoi contagiare.

Non fare la lagna ipocondriaca…

…e soprattutto NON permetterti di dire che la tua compagna avrebbe dovuto avvertirti subito e che in giro ci sono persone come lei che spargono il virus.

Ogni persona ha il suo mondo di paure, fragilità e ha i suoi tempi per elaborare le cose.

Se lei non te l’ha detto subito sarà stato perché forse non ti sei dimostrato una persona molto aperta e ragionevole… di sicuro non hai molto tatto, lasciatelo dire!

 

Antonio se hai da ridire sono tutto tuo.

Comunque la cosa più triste è che al giorno d’oggi ancora non si parli di HIV in maniera rilassata e serena.

Serena sì… perché se è vero che di AIDS non si muore più essendo aderenti alle terapie antiretrovirali e l’infezione da HIV può essere tenuta sotto controllo come qualsiasi altra malattia autoimmune del caso, non vedo il motivo di continuare a mantenere l’argomento nascosto sotto il velo della vergogna.

Sono 30 anni che l’umanità fa i conti con questa tematica e ce ne ricordiamo (chi se lo ricorda) solo il 1 Dicembre e quando qualche improbabile giornalista ha voglia di vincere facile tirando fuori il mostro!

Ma forse chiedo troppo… in fin dei conti siamo ancora fermi a domandarci se siamo felici o tristi e se siamo gay, etero o bisex.

Ci interessa di più apparire sul giornale, ma tanto alla fine sul giornale ci finiamo tutti lo stesso… alla pagina dei morti.

Che sia di AIDS, di tumore al colon, di sclerosi, di incidente, di omicidio, di suicidio, di vecchiaia, di orgasmo, di overdose, di sfiga…

Moriremo tutti, molti di noi passeranno pure gli ultimi anni in una casa di riposo o attaccati a qualche costoso macchinario ospedaliero, quindi perchè non cominciamo a parlare di sieropositivi come si può parlare di diabetici, celiaci, ipertesi e aracnofobici?

Riusciamo a fare un passo evolutivo in avanti?

Scontriamoci su cose per cui abbia davvero importanza farlo…

per favore.

Ah si… su Disney channel il primo coming out gay in una serie TV, Andi Mack.

Son più di duemila anni che i maschi si inchiappettano, abbiamo scoperto che lo fanno pure gli animali (per dire) e ricordo che pure le femmine si accoppiano fra di loro.

Ma dai?

Non aspettiamo altri 2000 anni per parlare di AIDS e di HIV dopo che avremo visto una serie tv con un personaggio che prende una pillola al giorno…

Il tempo corre così veloce e c’è ancora chi perde tempo con le baruffe chioggiotte.

Life as a talk show.

Che Goldoni noi…

Buio.

Sono ancora vivo!

Ammetto.. ho avuto un periodo di blocco.

Sarà che a parte i piccoli accadimenti epifanici che ogni tanto danno il buonumore, il lavoro del postino è di base molto pesante e stancante, magari non fisicamente, ma mentalmente.

Ogni mattina in ufficio mentre cerco di concentrarmi a smistare, registrare e incasellare la posta, i colleghi veterani si lamentano di qualsiasi cosa, fanno battutacce che si ripetono e che ad un certo punto riesci anche a prevedere, si parlano l’uno sull’altro entrandoti nelle orecchie e nella testa senza via di scampo..

A quanto mi pare di aver capito da questi tre mesi di ascolto della lamentela interna, l’azienda (Poste Italiane) non ha molto riguardo dei portalettere, richiedendo prestazioni sempre superiori alle loro effettive possibilità.

Questo il filo rosso di tutte le disquisizioni del mattino.

Capita qualche volta che qualche gruppo di colleghi si metta a parlare di moto e di gite in montagna.

Ma di rado…

Capita qualche volta che la mia “collega tutor”, colei che di solito mi aiuta quando sono in difficoltà, si metta di fianco a me per velocizzare il mio lavoro e magicamente ci mettiamo a parlare di uomini!

Come oggi.

Stamattina Anna mi ha fatto molto ridere.

Sono partito in largo anticipo rispetto le altre mattine, ho consegnato molto più del solito e sono rientrato a tempo record!

La gita (così si chiama l’uscita in motorino per consegnare la posta) si è svolta con una grande energia e voglia di essere efficiente.

Al ritorno in ufficio tutta la posta che avevo lasciato in postazione era perfettamente incasellata.

Un sogno!

Grazie Anna 🙂

Mi serviva proprio questa performance per evitare che mi si chiedesse di fare straordinario sabato.

Sì, perché domani pomeriggio appena finisco il turno parto per Forlì!

Plus Onlus di Bologna ha organizzato un laboratorio su identità sessuale e sierodiscordanza, si chiama “+ o – diversi” e io ci vado!

Ultimamente mi ero accorto che avendo affidato alla mia immagine pubblica il compito di informare le persone sul mio stato sierologico, poi quando mi capitava qualche incontro che andava oltre la conoscenza, mi trovavo in quella dinamica del “lo dico o non lo dico?” che ti fa sentire sempre scomodo e che mi ha accompagnato fra alti e bassi da settembre 2007 ad oggi.

Quindi fare un po’ di confronto con altre persone che vivono situazioni simili alle mie penso che mi farà molto bene!

Vi racconterò.

Comunque due weekend fa ero a Milano, al Blue Note per sentire le Sorelle Marinetti.

Divertente che l’ultima volte che ero stato in quel locale ero andato a sentire quello stesso gruppo!

La fedeltà.

Sempre brave, il locale era pieno.

Max, il marito del mio caro amico Sebastian sapeva quasi tutte le canzoni come me.

Sono stati proprio loro due a farmi notare che era da un po’ che non scrivevo più e che non dovevo assolutamente smettere.

Ci ho messo un po’ a trovare la voglia e l’ispirazione, ma conto di riprendere a pubblicare con costanza.

Che Pierpaolo Mandetta sia con me!

A presto.

 

 

Integrazione

Oggi è stata una bella giornata al lavoro: un moderato carico di posta, una temperatura clemente, incontri cordiali.

In particolare un signore di via Papa Giovanni XXIII, che stava fuori in strada a sistemare una siepe.

(in realtà dopo il forte temporale di Sabato sera che ha anche sradicato degli alberi, in tutta Rossano Veneto c’era gente che potava le piante. sembrava la giornata mondiale del giardinaggio!)

Si mette a parlare con me come se fossimo amici del bar appena gli porgo la busta, così senza motivo, scherza dicendo qualcosa riguardo lettere che arrivano da parte di fidanzate.

Il briciolo di senso del dovere che ho sviluppato in questi due mesi mi dice che dovrei tagliare corto e riprendere la gita, ma dopo un attimo di indecisione penso che ascoltare un signore a cui è presa bene di sicuro farà bene anche a me, quindi decido di spegnere il motorino ed ascoltarlo.

“Quando ero giovane e avevo la morosa, mia madre si sedeva in mezzo a noi sul divano perché non potevamo neanche toccarci.
Un giorno che io ero malato e la mia morosa era venuta a trovarmi, mia mamma si sentiva sicura perché stavo male e allora è uscita nei campi.
Nel giro di tre ore con la morosa mi era passato tutto e stavo bene!”

Come fa bene l’amore.

Ridacchiamo insieme e dopo averlo ringraziato e salutato, riparto.

Alla fine non ho nemmeno perso tutto questo tempo e sicuramente è stato molto meglio di qualcuno di quelli che sbottano in esplosioni di rabbia quando gli porto una multa…

Un altro giorno, qualche settimana fa, un signore di via XI Febbraio mi ha chiesto come stesse andando con il lavoro, erano quei giorni caldissimi di fine luglio e doveva aver notato in me un certo affaticamento.

Mi dice che ogni lavoro bisogna farlo con amore, stringendo i denti e cercando di dare il meglio, perché non è che se vai all’estero come fanno in molti i soldi te li regalano.
Lui da giovane era andato in Canada e là ha lavorato per un anno ad un dollaro l’ora, finchè il suo titolare non decise di dargli un altro incarico e pagarlo bene.

Se ti impegni in quello che fai poi i risultati arrivano.

Da lì poi ha cominciato a parlare dell’Italia e di come il paese oggi sia stato rovinato, mentre i suoi nonni durante la guerra erano morti per difenderlo.

Si era messo a piangere mentre mi parlava dei suoi avi uccisi sui monti e io ho versato qualche lacrima con lui nell’ascoltarlo…

Alla fine gli stringo la mano e riprendo la gita.

Oggi, sempre in via XI Febbraio, qualche civico dopo la casa del signore con cui mi ero commosso, una bimba era dietro al cancello che mi guardava sorridente mentre tiravo fuori le buste da imbucare, le consegno la posta in mano rispondendo al sorriso.

“Ero qui fuori che ti aspettavo!”

Corre in casa e parla di me con la sorellina più piccola, la madre mi saluta dalla porta.

Fare il postino non è poi così brutto…

Pure di Lunedì!

Ultime dalla campagna veneta.

Chiedo scusa per la mia latitanza.

Ho cominciato a fare il postino, neanche tanto vicino a casa, quindi quando rientro dal lavoro sono molto stanco.

Per quanto sia un lavoro duro, un po’ mi piace.

Mi sta mettendo alla prova, questo è certo.

La prima parte del turno di lavoro si svolge in ufficio, tra i casellari dove si infilano le lettere nell’ordine del giro che poi si farà per la consegna.

Ogni giorno tantissime buste, pacchetti vari, giornali e riviste.

Io e i miei colleghi siamo come le api nell’aveare, ognuno ha il suo piccolo spazio e nell’insieme c’è un gran brusìo di fondo.

Dopo le 8:15 circa sono pronte le raccomandate.

Da quel fatidico momento capirai se la tua giornata sarà più o meno un inferno, perchè le raccomandate (e a seguire le varie prioritarie) hanno la precedenza sulla posta ordinaria e richiedono molto più tempo per essere consegnate, dato che le persone non sono tutte in casa pronte ad aspettarti di fianco al citofono con la penna in mano!

Quando hai intorno alle 40 raccomandate sai che potrai consegnare tutto il carico di posta abbastanza tranquillamente, ma ci sono giorni in cui te ne arrivano dalle 80 alle 100 e più… lì ti caghi in mano!

Se non le consegni tutte non muore nessuno, una volta rientrato in ufficio le lavori come non consegnabili e te le ritrovi il giorno dopo in aggiunta a quelle nuove che ti arriveranno.

Quindi in pratica il sabato mattina, che non arriva posta nuova, si va a consegnare tutto quello che è rimasto dai giorni precedenti e nonostante questo rimane sempre qualcosa che si accumulerà il lunedì successivo.

E’ una maratona di imprevisti, imprechi e improvement.

Il lunedì ti sembra sarà impossibile arrivare al mercoledì, ma poi il giovedì arriva così veloce che sei contento sia già venerdì… e il fine settimana vola che non te ne accorgi!

Magari per molti di voi che sono abituati a questo genere di dinamiche verrà da sorridere… anche a me in effetti!

Mi sembra come vivere in un’altra dimensione rispetto quella a cui ero abituato.

Eppure quella corsa contro il tempo, in cui anche la pausa pranzo viene sacrificata per non perdere l’occasione di consegnare di più e poter rientrare un po’ più soddisfatto, mi stimola a dare il massimo e mi fa sentire come Super Mario, in lotta per la sopravvivenza fra cani rabbiosi che saltano fuori dai cortili e sciami di vespe che si nascondono nelle cassette di campagna, pronte a pungerti le mani!

Chissà come arriverò alla fine dei primi due mesi di contratto…

Magari nelle prossime settimane il tragitto mi verrà più naturale, i civici e i cognomi comincerò a ricordarli e andrò spedito come una freccia!

Imparerò quali sono le cassette bomba con i nidi di vespe e diventerò un senior nel dribbling dei semafori e nel riconoscimento degli edifici.

Oggi in una via ho anche notato per la prima volta un terreno edificabile in vendita, è bellissimo, un piccolo parco con grandi piante fra due file di casette.

Mi vien voglia di comprarlo per salvare quegli alberi maestosi e invece di raderli al suolo per costruire una villetta come penso farebbe chiunque dato il contesto residenziale, portarci una roulotte ed essere proprietario di tutto quel verde.

Vedremo…

Comunque “il postino suona sempre due volte” non ha nulla a che vedere con la realtà dei fatti e no, non capitano bonazzi in asciugamano che ti aprono la porta chiedendoti se ti va un pompino!

Il mood generale di chi incontri per le case è questo: “porti disgrazie? sarà mica una multa, no? di nuovo? ma me n’è arrivata una l’altro giorno!” (bestemmie).

Ecco…

Pacco…

Stacco.

🙂

 

 

 

 

 

A che ora è la fine del mondo?

Stamattina in sala d’attesa per i vaccini c’era un monitor su cui si vedeva Focus TV.

Animali dell’Africa: Giraffe, Elefanti, Leoni…

Ma perchè gli animali africani sono così giganteschi rispetto a quelli europei? forse per lo stesso motivo per cui i neri ce l’hanno più grande dei bianchi!

Pubblicità: Come finirà il mondo, stasera alle 22:00.

Il ragazzo dell’accettazione è tutta la mattina che batte il tallone a terra, ha i capelli lunghi e una flemma abbastanza fastidiosa, ma almeno non parla in dialetto!

Dopo lunghe attese tocca a me, entro in ambulatorio convinto di fare i miei vaccini e invece mi mancano i documenti delle mie ultime visite… a me non sembrava mi fossero state richieste e secondo loro non gliel’avevo detto che sono sieropositivo.

Io mi irrito, discutiamo un po’, io cerco di farmi vaccinare anche senza documenti, ma la dottoressa tira fuori l’argomentazione vincente: “ci accusano di leggerezza e i vaccini che sei venuto a fare sono molto forti, quindi non ti somministrerò nulla finchè non saprò come stai di salute”.

Ritornerò la settimana prossima.

Nel frattempo ritiro i miei documenti da mandare alle poste italiane perchè comincerò a fare il portalettere. chiamo il mio medico per chiedergli una dichiarazione di idoneità al lavoro. lui mi rimbalza al distretto sanitario.

Al distretto davanti a me ci sono due uomini brutti, il primo parla a voce altissima con un accento delle mie parti fastidiosissimo, deve vaccinare la figlia.

L’altro è appena diventato padre e con la voce roca di uno che fuma tanto o che lavora in laboratori chimici chiede di regolarizzare sua figlia Vittoria per avere un pediatra.

Entrambi sembravano non essere le persone più sveglie della terra.

Io mi chiedo perchè tanti casini per dare dei figli alle coppie omosessuali, mentre gli etero possono anche procreare per sbaglio e va tutto bene!

Arriva finalmente il mio turno e quando chiedo il certificato la signora allo sportello mi dice che per la normativa del 2013 non c’è n’è più bisogno per i lavori di dipendente pubblico, io le rispondo che poste italiane vuole quel certificato altrimenti non mi assume. Lei telefona ad un medico di sua conoscenza e ribadendo la sua tesi (facendomi anche fotografare il testo della normativa) mi rimbalza al mio medico di base.

Mi sento come in Asterix e le 12 fatiche quando va per uffici a Roma.

La ragazza che accoglie i pazienti dal mio medico di famiglia la vedo spesso in giro quando esco a bere con gli amici, quindi ogni volta scambiamo qualche chiacchiera. ero da solo in sala d’attesa e quindi abbiamo potuto sparlare del dottore, che anche a detta della signora del distretto non è di certo il meglio che c’è.

Parte una chat infinita fra il medico e la receptionist al computer, perchè parlarsi a voce aprendo la porta dello studio pare da uomini delle caverne, mentre faciliterebbe molto le cose, ma lui di là ha l’aria condizionata, lei di qua ha il ventilatore.

Il dottore ha molto da fare e non può rilasciarmi la carta al momento, devo tornare un’altra volta. gli faccio comunicare che ho urgenza, che mi serve per lavoro… lui risponde dal suo computer nell’altra stanza che anche lui è preso dal lavoro e non può ricevermi ora.

Se mi avesse detto di sì subito, mi avrebbe stampato un foglio in meno di 2 minuti e sarebbe tornato a fare le sue cose importantissime, ma alla fine vince lui. tornerò nel pomeriggio.

Qualcunaltro magari sarebbe stato più combattivo, avrebbe alzato la voce e cercato di avere quel che voleva, ma aspettare qualche ora non mi costa così tanto.

Torno a casa per mangiare e ripenso alle persone che ho visto stamattina nelle varie sale d’attesa e per la strada. Tante persone silenziose con il proprio cellulare in mano.

Magari stasera guarderanno “come finirà il mondo” su Focus TV.

Per me il mondo per come lo conoscevamo o pensavamo di conoscerlo è già finito.

Qualche settimana fa mi ha scritto un ragazzo di 12 anni su instagram, esordendo con: quanto ce l’hai lungo?

Da lì è partita una conversazione prolungata per tutto il giorno con videochiamata finale la sera. lui mi parlava con i suoi amici di 10 e 8 anni mentre giravano per un paesino calabrese con le biciclette parlando di come diventare famosi con le app, io gli ho presentato mia madre e ho cercato di capire se fossero stati promossi a scuola.

E poi se lui stesse vivendo bene la sua omosessualità.

La cosa che mi ha un po’ spaventato è che se non trovavo il modo di farlo smettere non si sarebbe fermato di scrivere, videochiamare, inserirmi in chat di gruppo con i suoi amici, mandarmi foto e chiedermi se gli volevo bene.

La cosa mi rimanda a quando facevo il cameriere e vedevo le famiglie a tavola con i bimbi incollati ai tablet per farli star buoni, li vedo ancora.

Mi immagino gli insegnanti che in classe non possono nulla contro il potere dei cellulari.

Poi alcuni ragazzi a 20 anni si suicidano, altri fanno i bulli a scuola, altri vengono ad infastidirmi al parco mentre sto leggendo, parlando di scarpe della Nike ordinate su Amazon tra un diocan e un dioporco.

Intanto le inserzioni sponsorizzate su facebook mi mostrano giovani mamme che tengono in mano banconote da 500 euro con sguardo provocante e allusivo, mentre tengono un neonato in braccio, la didascalia è del tipo: “prima facevo la fame e ora sono la ragazza madre più ricca di Milano! scopri come puoi fare soldi anche tu con un click”.

Qualche giorno fa ho letto la notizia che in una scuola di non so dove l’ultimo giorno di lezione si è trasformato in tragedia, con fumogeni e risse. I commenti degli utenti: che generazioni pessime abbiamo creato…

Qualche giorno prima ancora mi chiama una ragazza da un istituto di logosofia romano che mi chiede una collaborazione senza sapere chi sono e che cosa faccio nella vita, perchè il contatto gliel’ha passato un’altra persona che non mi può dire al telefono.

Sarà che siamo tutti perennemente distratti e ognuno pensa a farsi gli affari suoi con i paraocchi come i cavalli, ma comunque il caos regna sovrano.

Anche io ci sono dentro e anche voi.

Gesù aveva 12 follower e ha fatto la storia, io ne ho quasi 3mila su instagram (che fra l’altro non sono niente), quasi 30mila su twitter e sono comunque un signor nessuno rispetto a Beyoncè o a Chiara Ferragni!

Giornalisti che trovano divertente far battute sul fatto che nelle scuole di addestramento per kamikaze in medio oriente si siano ritrovati quantitativi importanti di vaselina… sai… essendo tutti maschi… sai com’è… eheheh…

Altri giornalisti che mentre intervistano personaggi politici parlando della crisi del PD cominciano un ping pong di freddure con l’ospite di turno su quanto fa schifo il caffè che fanno negli studi di La7… ma come? sei ospite qui e mi dici che il mio caffè non è buono… beh sai.. nella vita ingoio di tutto, ma un caffè peggiore di questo…

Se questa è l’aria che tira… siamo messi bene!

Probabilmente dovrei chiudere certi canali e puntare in alto, cercando di risalire la piramide gerarchica per accorgermi che più in su c’è gente illuminata, che non si cura di 6 miliardi di anime stupide che pagano contributi o spacciano telefonini sperando di partecipare ad un reality, ma che dai loro yacht, elicotteri, attici, VIP lounge, satelliti, cercano di salvare il pianeta dagli sconvolgimenti climatici e generare più benessere per tutti aiutando economicamente la ricerca scientifica per debellare le malattie.

Ho un po’ paura che questa proiezione sia parecchio diversa dalla realtà, perchè se tutte le aziende vogliono che ogni anno il fatturato cresca, mi sa che ai vertici di tutto ci sono solo persone avide che soffrono di sindrome da accumulo compulsivo.

Solo che ai miliardari le malattie forse non le diagnosticano.

Intanto cercherò di essere il miglior postino di Bassano del Grappa…

E poi… se per caso cadesse il mondo… io mi sposto un po’ più in là.

…è quasi l’ora di andare al dottore.

In fondo è la legge di Darwin. le specie che si evolvono sopravvivono.

In questa società spietata di oggi, solo gli stronzi vanno avanti.

You better work bitch!