Romeo cerca… Romeo

Mi sono imbattuto in questo gruppo di Facebook, non ricordo nemmeno come, magari qualcuno me l’ha suggerito…

Ragazzi che cercano ragazzi per frequentazioni serie e relazioni stabili.

Si chiama: Romeo cerca… Romeo.

Il meccanismo è il solito da app: metti una tua foto, scrivi una breve descrizione (che in questo caso è quasi sempre un’indicazione geografica) e aspetti che gli altri utenti ti valutino ed eventualmente ti contattino.

Al contrario delle app qui non ci sono dimostrazioni di sex appeal, niente foto provocanti, si punta all’essenza della persona così com’è, in sobrietà.

Scorrendo le varie foto dei candidati Romei mi sono intenerito nel percepire una certa purezza nel modo di porsi, naturale, senza cercare di far breccia in modo particolare nell’immaginario della comunità con frasi ad effetto e foto calcolate come nelle app da macelleria a cui siamo abituati.

Qui ogni candidato si mostra nella sua normalità, in modo umile e dignitoso.

Ero tentato di scrivere qualcosa nella bacheca del gruppo, augurando a tutti di trovare l’amore, ma non volevo venisse percepito come una presa in giro. non siamo molto abituati a farci le carinerie fra di noi nel mondo degli omosessuali.

Bitch please!

Comunque dopo la Cirinnà di coppie che si uniscono civilmente se ne vedono molte e guardare le foto dei novelli sposi ti fa venir proprio la voglia di trovare l’amore…

Che poi anche gli inossidabili del sesso per il sesso, i promiscui e gli orgiastici alla fine hanno bisogno di amore come tutti gli altri, o forse di più!

Una volta mi è successo di essermi trovato con due ragazzi per fare sesso e durante la serata ad un certo punto abbiamo cominciato a mettere video su youtube e siam finiti a cantare “Fortissimo” di Rita Pavone abbracciati come le ragazze di “Non è la Rai”.

Facciamo tanto quelli col cazzo duro e poco quelli col cuore tenero.

L’altro giorno ero andato ad un pranzo informale in giardino con piscina da un amico in campagna, si era una ventina di ragazzi.

Ad un certo punto del pomeriggio a me girano le palle e decido di andar via, lasciando un po’ di bocconcini succulenti che avevo puntato in piscina, ma amen… se per una volta non cucco mica muoio!

Prendo la borsa, vado verso l’auto, ma decido di sedermi sotto un albero a respirare prima di pensare a come riorganizzarmi il resto della serata.

Giusto il tempo di poggiare il culo ed ecco che arrivano i genitori del mio amico, che abitano lì di fianco, e cominciano a chiacchierare con me.

C’è voluto pochissimo perchè mi distogliessi dal mio giramento di totani per assistere ad uno spettacolo di prosa (in un rodigino misto ferrarese che mi fa simpatia) incantevole e a tratti commovente.

Una coppia d’altri tempi, che mi racconta di percocche (i frutti che nascono dall’incrocio di pesche e albicocche), di interventi chirurgici miracolosi, del mercato in piazza e dei loro caratteri, il suo di lei e il suo di lui.

Lui sedeva in una seggiola di fianco a me, lei più avanti stava sull’erba con le ginocchia raccolte nelle braccia, guardava l’orizzonte e giocava con i cani.

E’ questo che cercano tutti quei ragazzi su “Romeo cerca… Romeo”.

La costruzione di un rapporto d’amore vero, quello che ti fa invecchiare insieme.

Sentirsi una famiglia e vivere da tale, come da sempre possono fare gli altri, quelli che si amano fra sessi diversi.

In prima superiore la professoressa di religione cominciò la sua prima lezione scrivendo questa frase alla lavagna: “l’essere umano è un animale sociale”.

Con questo non si riferiva ai social network o agli aperitivi, ma al fatto che anche se nasciamo soli e moriamo soli, il tragitto ci piace farlo in compagnia.

Questo mito individualista del capitalismo americano ci ha portati a star tutti male, ma se tutto nella storia è ciclico arriveranno tempi migliori.

Comunque anche se oggi tutti viviamo nel mondo creato dalla silicon valley, con il porno, i filtri, il bullismo e i follower, la dolcezza si fa largo lo stesso… come i fili d’erba che crescono nell’asfalto.

Cari Romei… buona fortuna!

 

 

Giovani carini e…

Suona il campanello, mamma risponde.

“Sandro.. aspetti visite? c’è un ragazzo che dice di avere un appuntamento.”

Mi ero dimenticato che la settimana scorsa avevo dato il nominativo ad una ragazza che mi ha fermato al centro commerciale e mi ha dato un buono sconto di 500 euro per comprare un letto.

Guardo fuori dalla finestra. è un ragazzino giovane, ben vestito.. carino pure!

Scendo dalle scale e vedo che ha un borsone gigante, ci presentiamo, lui è meridionale.

Mi sorride, gli sorrido… sembra dolce! Lo aiuto a portare su il borsone.

Entra in casa e comincia la consulenza: materassi, reti… parliamo e cerco di capire se mi guarda come lo guardo io.

Mia mamma taglia corto, perchè al momento non vuole spendere tutti quei soldi, lavora anche lei nel commercio e cominciano a parlare delle loro rispettive aziende.

Nel frattempo gli porto un bicchiere d’acqua, una lavetta per asciugarsi il sudore (andare in giro con questo caldo in giacca e borsone non perdona) e alla fine gli metto su un caffè.

Si decide che accompagnandolo giù mi darà il suo biglietto da visita, così magari l’anno prossimo mia madre lo chiamerà per comprargli il letto, dato che sembra un ragazzo serio e sembra seria pure l’azienda.

Lui ha 23 anni, monitoravo i suoi sguardi anche mentre mettevo su il caffè, in effetti mi guardava.

Arriviamo all’auto e mi dice che se voglio mi da il suo numero perchè i biglietti da visita non li trova.

Ha un altro appuntamento a Vicenza stasera alle 21.00, lui è di Ischia, ma al momento sta dalle parti di Verona, gli dico cosa può fare oggi pomeriggio per passare il tempo.

Prende del tabacco e gli dico che se mi offre una sigaretta ce la fumiamo all’ombra e continuiamo a chiacchierare…

“Conosci qualche bella serata qui in zona?” (è in Veneto da pochi giorni)

Gli parlo dello Skylight che è vicino a dove abita lui.

“Eh si.. sarei andato ieri sera ma mi sono addormentato. Devo trovarmi una fidanzata”

Cazzo, non è gay.. ma allora perchè mi guardava? magari è solo timido.

“Ma è vero che le ragazze qui in veneto sono più porche?”

Peccato… comunque è simpatico, gli spiego un po’ di come funziona in Veneto.

“E… la droga?”

Io rido! gli spiego che non sono molto ferrato perchè non sono mai stato quello che se la andava a comprare, ma nel mio ruggente passato la usavo per lo più perchè offerta o procurata da altri.

Finiamo la sigaretta, ci salutiamo e lui sale in auto.

Mi sento vecchio…

Non so se sono più sconvolto per aver fantasticato sull’ipotetico flirt che non è andato o per la tranquillità con cui mi ha chiesto informazioni su come procurarsi sostanze chiedendomi anche rapporti qualità/prezzo..

23 anni…

32 anni…

due universi al contrario.

Lui che si affaccia al mondo del lavoro, sull’auto aziendale alla scoperta del nord con la voglia di far festa.

Io che cerco di star lontano dagli eccessi e dalle cattive abitudini per cercare di trovarmi un lavoro serio prima che sia troppo tardi.

“and isn’t it ironic? …don’t you think?”

Alanis Morissette docet.

Mi preparo per andare a fare il mio concerto ad una sagra paesana, davanti a famiglie tradizionali e ragazzi birraioli che parlano di figa, mentre i miei ex amici di merende mi mandano messaggi per raccontarmi che sono svegli da tre giorni a drogarsi e scopare con ragazzi random pescati dalle app.

Il sabato del villaggio VS. il weekend prolungato degli appartamenti con la fibra ottica.

Tutto molto interessante.

Andiamo a lavorare.

 

 

l’acqua calda va comunque scoperta.

Stamattina Andrea (non il Fabbretti) mi ha mandato i miei curricula.

Gli avevo chiesto di darmi una mano a sistemarli e lui l’ha fatto. Grazie!

Mi sono stupito nel leggere tutte le mie esperienze professionali elencate per bene, perchè finora ogni volta che mi accingevo a scrivere o aggiornare il curriculum mi dava noia che fosse più lungo di una facciata… e allora riassumevo, non accorgendomi che così facendo toglievo importanza a quello che avevo fatto e alla fine al mio valore.

Tutto torna.

Guardando la lista delle mie carriere (come suona bene!) elencate accuratamente e dignitosamente da un’altra persona ho capito che avere il curriculum lungo due facciate non è poi la fine del mondo… anzi mi son sentito scemo ad aver sempre preferito presentarmi in versione ridotta.

Andrea l’ho conosciuto tramite questo blog. mi ha scritto, gli ho risposto, è nata una simpatia che si sta tramutando in amicizia.

Anche il colloquio di lavoro che farò venerdì (subito dopo aver sostenuto l’audizione per il musical dello Zecchino d’Oro!) mi è arrivato tramite il blog… Beppe Grillo levati!

Dopo tutte quelle domande che ho lanciato all’universo dalla panchina del parco qualche giorno fa mi sembra che l’universo mi stia dando delle risposte, o forse più semplicemente ora ho bisogno di vedere quel che prima non ero disposto a vedere.

Non ero disposto ad avere stima di me stesso, perchè era più facile sottostimarmi ed aspettare che qualcuno venisse a consolarmi dicendomi tante cose belle sul mio conto, che con quella fastidiosissima finta modestia puntualmente negavo.

Quando Simona Ventura a X factor mi disse (e me l’ha detto per due volte a distanza di due anni) che non credevo abbastanza in me stesso io mi arrabbiai molto, perchè mi sembrava una stronzata, ma col senno di poi devo ammettere che aveva ragione.

Apro parentesi.

Da buon veneto non sono abituato ad usare il passato remoto, qui da noi non si usa, ma sto cercando di familiarizzarci, perciò se ogni tanto sbaglio ad usarlo chiedo perdono.

Chiudo parentesi.

In effetti anche quando a 18 anni mi presentai ai provini di quel che all’epoca si chiamava ancora Saranno Famosi (Amici) dopo aver cannato in pieno l’audizione di canto mi misi in fila per fare quella di recitazione, cambiandomi un po’ il look per non farmi riconoscere… ma poco prima che fosse il mio turno mi prese la paura e me ne andai.

Negli anni ho sempre accusato i miei genitori (papà soprattutto) di non avermi mai incoraggiato a dare il massimo e a credere nei miei sogni come vedevo fare dai genitori degli sceneggiati americani in TV, ma ripensandoci non ne avevo mica bisogno… perchè se il messaggio che volevo sentirmi dire da papà io già lo conoscevo, non risparmiavo tempo e delusioni a dirmelo da solo?

Ho sempre invidiato quelli che “mi sono fatto da solo”.

Provavo fastidio nell’assistere a grandi successi di persone mosse da autodeterminazione, perchè io me ne sentivo privo.

Eppure per andare a scopare e a far festa mi sono sempre impegnato tantissimo!

Kung Fu Panda docet.

A pensarci meglio però, sono sempre stato un iperattivo che ha fatto tantissime cose, solo che per paura di fallire in quello che realmente volevo, non mi sono mai dato veramente al 100%, anzi alle occasioni buone invece di tirar fuori le palle mi nascondevo dietro a giustificazioni che mi portavano inevitabilmente a fallire.

Quando Fabio Serri del M.A.S di Milano mi convocò per un ruolo nel musical “Priscilla la regina del deserto” io ero terrorizzato perchè non mi sentivo abbastanza muscoloso, avevo la psoriasi (ma poi dalla platea chi cazzo se ne accorge?) e non mi sentivo stabile sui tacchi, il mio registro alto non era forte (ed esercitarsi par brutto?) quindi in preda a tutti questi dubbi, nonostante fossi stato chiamato al call back decisi di non presentarmi, perchè avevo paura di far brutta figura davanti ai produttori australiani.

Così quando andai, dopo 3 anni che girava, a vedere Priscilla, mi mangiai le mani capendo che occasione avevo gettato alle ortiche.

E la lista dei miei fallimenti è lunga, così lunga da indurmi a pensare di non meritarmi niente perchè non ero in grado di fare una cosa giusta.

Invece era solo che mi soffermavo a concentrarmi sulle sconfitte, che guarda caso avvenivano sempre in occasione delle prove importanti e molto spesso perchè ero io a scappare prima.

In pratica facevo come Bastian ne “La storia infinita 2” che sul trampolino fingeva di avere un crampo per evitare di tuffarsi.

Quanto è stupido lamentarsi del fallimento quando non si è lottato per il successo?

Sandro Sandro… ce n’è voluto per accorgersene!

Chi si sarebbe accorto di Ariana Grande se lei non si fosse impegnata a caricare i suoi video su Youtube?

Guardare il documentario su Maurizio Cattelan è stato come vedere la mia vita alla “sliding doors” in cui lui è ovviamente il “me” a cui è andata bene, mentre io seduto sulla poltrona del cinema sono quello sfigato!

Ma adesso che me ne sono accorto (halleluja!) mi sento stranamente come se non mi importasse più.

Tutti i rimpianti e i rimorsi che finora erano il disco rotto del mio sovrappensiero ora li vedo come fatti accaduti che appartengono al passato.

Magia!

E ho imparato pure a dire di no alla droga.

Ieri ero al pranzo di battesimo del figlio di mio cugino Andrea e a tavola mia cugina Elena mi racconta della Marzia, la figlia autistica di sua sorella, che senza che nessuno le avesse mai insegnato a leggere è riuscita a fare un test a risposta multipla totalizzando il 100% di risposte esatte.

C’è sicuramente del genio in famiglia e se è vero che io e Marzia ci somigliamo (in effetti spesso mi sento autistico anch’io) allora è anche vero che non mi serve un attestato firmato da qualcunaltro per tirare fuori le mie capacità.

Lo sapevo che Neo di Matrix mi stava dicendo qualcosa…

Meglio tardi che mai!

 

 

 

Una * ogni tanto.

ho avuto 3 grandi migliori amiche.

Giulia, Eliana, Mary.

Giulia viveva in simbiosi con me fino alle superiori, poi compagni di ballate e poi qualche suo tentativo di non farmi scopare in giro e addio. ti ignoro totalmente.

Eliana è stata il mio grande amore. Quando è morta sua madre io non mi rendevo conto della perdita e non l’ho mai cercata. poi le ho dedicato il mio cortometraggio di cui era protagonista e le ho detto che ero sieropositivo. dileguata anche lei.

Mary era la pazza insicura, che amava la musica elettronica e ci si fermava ai semafori con le canzoni sparate alte e ballavamo durante il rosso in strada.

poi si è fidanzata e io non ero più cool per lei. e poi le dispiaceva tanto che ero malato.

Poi c’è stato Luca, Epostrofeos.

…e poi c’è comunque stato Leo.

Oggi mi sento solo, molto solo.

Mi annoio molto.

Tutte le persone che vorrei vicine sono lontane e non mi rimane che spiarle sui social.

Ho tante idee come sempre e stavolta cerco di canalizzarle per far finalmente qualcosa di buono.

Ce la faccio stavolta e ce la farò ancora!

Ci pensate mai a come i dialoghi scritti da autori che ascoltiamo tutti i giorni in televisione (dai programmi ai film ai telegiornali alle canzoni) ci suggeriscono come dire cosa… in certi momenti?

E si possono ascoltare o no.

Avanguardia Pura…

Non solo frasi “letterarie”, ma anche espressioni gergali

Tipo le bestemmie, i modi di dire alla milanese e i viva la figa!

…e i “foto del cazzo” “a o p?”.

Ieri stavo per dire ad una persona: pagherai per questo.

ma era un commento preso dal cinema e messo lì con tempi televisivi…

…non era quello che intendevo dire veramente io. o forse sì?

Dilemma Inutile o Amletico?

SHEKSPIER IN LOV.

ad Andrea Fabbretti.

 

Untitled

Oggi sarei dovuto partire per due giorni di mare a Latisana, dalla madre di Andrea che ha un b&b molto carino, ma dato che Andrea è stato confermato da Armani per acconciare le modelle io devo riorganizzarmi la giornata.

La mattina vado a farmi il vaccino per il papilloma virus, torno, mangio, faccio un po’ di conversazione social e poi mi perdo nelle paranoie.

Decido di andare di nuovo al parco per leggere (non La morte a Venezia.. Giuseppe porta pazienza!) perchè ieri mi aveva portato bene…

Mi metto la crema solare e mi preparo con canotta, acqua, chiavi e portafogli. il telefono lo lascio a casa. Parto per il parco.

Vicino casa mia ci sono diversi parchi giochi, mentre sto seduto a leggere in quello più vicino mi viene l’idea di cambiare parco ad ogni capitolo, perchè se è vero che leggere all’ombra è più rilassante e godibile, però io sono anche uscito per prendere un po’ di sole, quindi ad ogni capitolo finito mi incammino verso il parco successivo facendo un piccolo bagno di sole.

Insieme alla lettura di questa sorta di guida alla scoperta dei meccanismi giornalistici, la mia testa passa a rassegna tutti i pensieri che come le palline delle estrazioni del lotto mi frullano nella mente da quando mi sveglio a quando mi corico (a meno che non ci sia qualche buona distrazione!).

Chi sono? cosa voglio? Chi sono i miei amici? Dove posso andare a vivere? che lavoro riuscirei a fare? come faccio a conciliare l’attività di cantante con un lavoro normale? Se finora non sono riuscito a fare qualcosa di significativo in ambito artistico, perchè non chiudo il capitolo e ricomincio da capo con qualcosaltro? ma questa cosa del blog non sarà soltanto l’ennesimo modo per attirare attenzione? perchè tutte le persone che stimo stanno avendo grandi successi e io sono sempre qui a farmi seghe?

Insomma.. acqua stagna.

Dovrei meditare, potrei anche farlo, la prossima volta…

Chiederò a mia madre di smettere di prepararmi la colazione, così evito di svegliarmi già con l’umore rovescio perchè avevo messo la sveglia alle 9:30 e lei mi viene a portare il frullato alle 8:00.

Arriva un signore che comincia a impacchettare il tavolo di cemento del parco con una tovaglia di carta a rullo (rossa), di sicuro più tardi ci saranno festeggiamenti.

Arriva pure una signora più anziana che si mette a parlare con lui… si era alzata dalla pennica sul divano convinva che fossero le 16:00 e invece erano ancora le 15:00 quindi non c’era ancora nessuno in giro e bla bla bla…

Decido di avviarmi verso il prossimo parco anche se non ho terminato il capitolo.

Quella signora è davvero fastidiosa!

Piega all’angolo della pagina.

Arrivo al terzo parco del circondario, lì ad accogliermi un chiacchiericcio in lingua rumena suppongo o moldava… non lo so. Però il fatto di non capire i discorsi di quelle quattro signore al tavolo da picnic non mi infastidisce, anzi mi siedo sulla panca vicina a loro e guardo il fogliame degli alberi mosso dal vento.

Probabilmente sono giunto nel posto più indicato per leggere, è molto ventilato e fresco, con un sottofondo sonoro gradevole e conciliante.

La lettura riprende accompagnata da questo quartetto di badanti in Sol maggiore.

Il libro parla del sistema con cui i media bombardano lo spettatore di notizie catastrofiche in ordine sparso, senza dare la possibilità di riflettere sui singoli fatti ed analizzarli in modo efficace, creando così quell’indifferenza che contraddistingue la nostra società di persone che si abituano a questa slot machine delle disgrazie intervallate da qualche gossip e dagli spot pubblicitari.

Nel frattempo il quartetto dell’est sta ancora eseguendo il suo repertorio, quando ad un certo punto fra i suoni al mio orecchio incomprensibili ecco che capisco qualcosa:

“Tortellini in brodo”

Cosa?

Il mio orecchio ha sentito bene, allora è un madrigale quello che sento…

“Verdure e mozzarella”

Si parla di cibo…

“Condiriso”

Non so perchè, la cosa dapprima mi diverte e poi mi commuove.

Una badante rumena/moldava (ma poteva essere anche polacca, montenegrina o ucraina… io non capisco le differenze) nel suo eloquio in lingua natia inserisce parole italiane e sono nomi di pietanze.

Io verso lacrime…

Probabilmente sono sull’orlo (o nel pieno) di una crisi di nervi, sarò impazzito, boh…

…però in quel momento ho percepito qualcosa di bello.

Tornerò in quel parco… magari anche a meditare.

In passato quando sentivo parlate est-europee mi indispettivo, perchè mi sembravano fastidiose all’orecchio, ma oggi quando le signore se ne sono andate dal parco sentivo la mancanza del loro chiacchiericcio.

ho sbagliato qualche tempo verbale di certo, amen!

Sta di fatto che la realtà non si percepisce sempre allo stesso modo…

Magari anche quelli di casa pound in realtà hanno solo un gran giramento di palle!

 

 

 

 

 

 

Ice bucket… le secchiate fredde continuano.

Ieri è stata una giornata davvero densa e intensa per me.

La mattina sono stato al matrimonio della sorella della mia prima migliore amica, una delle spose più belle che abbia mai visto… ho pianto tanto nel vederla così bella e anche nell’avere dentro la sensazione di essermi commosso di più per il suo matrimonio che non per quello della sorella (che è stata la mia migliore amica fino ai 20 anni).

…ma va bene. tutto finisce!

A pranzo ho avuto l’ennesima discussione con mio fratello maggiore e mia madre. io ho sfoderato la mia interpretazione migliore, ricca di pathos e di aneddoti del passato che ancora mi bruciano dentro, cose da vincere il golden globe… e dopo aver gettato la solita vagonata di merda su Carlo, proprio lui mi risponde dicendomi una cosa che mi fa pensare “cazzo ha ragione lui!”.

Ho avuto quello che cercavo, la chiave per risolvere un problema che mi portavo appresso da tanto tempo, ironico che a darmela è stata proprio la persona su cui riversavo il mio rancore e le mie accuse.

La vita è sempre una sorpresa!

Nel pomeriggio incontro uno di quei padri di famiglia a cui piace anche il cazzo e gli faccio domande, gli chiedo come ci si sente, come si fa a portare avanti le due vite parallele, com’era prima delle app, cosa ne pensa dei suoi “colleghi” che socialmente additano e insultano gli omosessuali e poi di nascosto ne chiedono i servizi… insomma, un’intervista vera e propria.

Lui è una di quelle persone che ha lo sguardo pieno di dolcezza e dolore, uno che con me ha sempre fatto sesso in modo affettuoso, senza voler bestemmie, sputi, schiaffi e tutte quelle altre quelle cose lì…  ha due figli piccoli e la moglie gli domanda cosa risponderebbe davanti ad un ipotetico coming out da parte della prole, lui mi dice in tono scherzoso che magari un giorno glielo dirà alla moglie di essere bisessuale, ma dal suo sguardo ho capito che non ci credeva molto..

Dopo una lunga digressione sul fatto che tutti gli uomini sposati che conosce tradiscono la moglie, perchè dopo i primi tempi di passione il sesso nella coppia diventa una fiammella un po’ più debole rispetto al fuoco dell’innamoramento iniziale, gli chiedo se in queste confidenze fra amici qualcuno gli avesse rivelato di essere attratto anche dai maschi, risposta: no.

Mi dice che ha più rispetto per me che per se stesso, perchè io sono dichiarato e lui vive nascondendo una parte di sè.

Dopo questa chiacchierata con birra e sigaretta vado a trovare un altro ragazzo che ho conosciuto due giorni fa e ci siamo stati subito simpatici, io gli racconto dei miei piccoli segreti scabrosi (l’hiv, la droga, il porno…) e lui mi risponde mostrandomi la sua carta d’identità, il documento di una sentenza giudiziaria e una pagina di giornale.

Aveva un po’ di scheletri nell’armadio anche lui…

In quel momento mi sono sentito come se stessi in una scena scritta da un’autore.

A proposito…l’altra sera dopo una sessione di giochi alla x-box e due puntate di The Real O’Neals io e un mio amico abbiamo cominciato a scrivere l’episodio pilota di una serie!

Chiusa la parentesi.

Torno a casa per cena dopo questi due incontri pomeridiani e ripenso al fatto di aver bellamente ignorato l’invito della sposa per il taglio della torta… avevo capito che andare a presenziare solo perchè ero stato invitato in una circostanza per cui invitarmi sembrava carino ed educato non mi andava.

Il vestito della sposa l’avevo visto e le mie considerazioni sul mio rapporto con quella famiglia le avevo già fatte in chiesa durante la messa… chiuso.

La cena con mamma è tranquilla e veloce, parliamo un po’ dopo lo scontro del pranzo, ci chiariamo un po’ e facciamo tornare la quiete.

Mi metto in camera pensando che mi sarei messo a continuare La morte a Venezia, invece sento Lee, il mio amico americano della caserma e mi dice che deve raccontarmi una cosa troppo divertente.

Videochiamata.

“Sai Sandro che ho mostrato il tuo curriculum al mio capo? ecco… ieri mi chiama tutto agitato perchè deve parlarmi urgentemente, si fionda a casa mia e tenendo in mano il tuo CV mi mostra un video porno dove ci sei tu chiedendomi se sei realmente tu. La cosa bizzarra è che solitamente lui è un tipo schivo e riservato, non è in confidenza con nessuno dell’ufficio e il fatto che si fosse catapultato da me per mostrarmi questa cosa mi ha confermato, dopo tanti anni che sospettavo, la sua omosessualità. Io gli dico che quello nel video sei tu, ma gli domando come mai lui sia a conoscenza della Lucas Entertainment, essendo una casa di produzione porno gay. Il mio capo cerca in modo imbarazzato di dire qualcosa ma non ci riesce, suda e dopo un po’ che ci pensa mi dice che gli ho chiesto di aiutare a trovar lavoro ad uno che succhia cazzi, tu in questo caso! Io allora gli dico che la nostra politica è quella di non discriminare nessuno per la propria sessualita e soprattutto noi non possiamo discriminare qualcuno perchè ha un talento e la tua sessualità, Sandro, è un talento! Quindi nei prossimi giorni ti farò sapere, però grazie a questa cosa oggi in ufficio lui sembrava un’altra persona, mi sono divertito tantissimo… grazie boo, sei matto!”

Insomma… non so se inserire nel mio curriculum la mia esperienza nel porno sia stata una buona idea, ma adesso sto cercando di organizzare questa cena in cui conoscerò il capo di Lee e spero di riuscire a convincerlo a darmi un lavoretto in caserma.

Lee poi mi dice che ha voglia di ballare e lo porto a Padova che c’è il Beardoc.

Bella serata, un sacco di amici da salutare, tante palpate al culo e poi, mentre sono vicino al dj che ballo un pezzo che mi piace.. arriva Lee e mi mostra il telefono.

L’attentato a Londra…

Gavettone gelato.

Ora mi fermo perchè il resto conta poco.

 

C’è tensione, c’è ribollio, c’è paura e c’è speranza.

 

Oggi ripenso a ieri e sembrano due giorni così lontani l’uno dall’altro…

– What a difference a day makes… twentyfour little hours –

 

 

 

pensieri della buona notte

Sto guardando Costantino della Gherardesca che parla di matrimonio ad una classe di bambini delle elementari… chissà se il comitato genitori della classe avrà fatto una votazione dato il rischio contaminazione gender!

Lo amo! e non solo perchè ha i polpacci gigantesci…

Poco prima vedevo Cheryl Porter (la mia prima insegnante di canto) da Virginia Raffaele e mi son chiesto come un artista del calibro di Tiziano Ferro abbia potuto rovinare un capolavoro della musica contemporanea come Joyful Joyful di Sister Act 2…

Ancora prima ero a vedere il saggio del laboratorio teatrale dell’istituto tecnico industriale di Vicenza, dove sono praticamente tutti maschi e quindi nella rappresentazione ci sono maschi che devono interpretare le femmine!

Prima di tutte queste cose, però, ero al cinema a vedere il documentario su Maurizio Cattelan.

Che bellissimissimissimo!

E adesso quando sentirò qualcuno dire che Madonna e Lady Gaga hanno origini italiane e quindi questa è la prova che in Italia c’è del genio, potrò rispondere che Maurizio Cattelan all’asta vale molto di più delle due popstar e che per di più lui è di Padova, quindi se al referendum per l’autonomia veneta il 22 ottobre vincerà il sì diventeremo tutti dei super ricchi di strasuccesso.

Ma torniamo a Costantino.

Adesso è in un bordello svizzero per farsi spiegare da una prostituta che guadagna un minimo di 20mila euro al mese come trovare un uomo.

Io mi chiedo: ma perchè se sulla TV di stato posso vedere i bordelli degli altri paesi dove la gente che lavora con il sesso lavora e guadagna bene, in totale regolarità e pagando pure le tasse, poi nella realtà del mio stato le persone che si prostituiscono devono vivere nascoste nella vergogna e rimaniamo fermi al 1958 quando è passata la legge Merlin?

Comunque non voglio far polemica, solo che l’ha detto anche la Raffaele nel monologo sul cambiamento la settimana scorsa: in Italia qualcosa non va perchè non cambia nulla.

Eppure Victoria Cabello nel documentario su Cattelan ha detto che Maurizio le ha insegnato che tutto è possibile…e Maurizio è un italiano senza diploma di maturità che oggi è quotato milioni di dollari sulle aste d’arte internazionali…e ora da Costantino c’è Manuel, altro padovano di qualità, gay, che ha fatto pure una figlia naturalmente ed è sulla Tv di stato anche lui a mostrare realtà possibili.e ora che passa la pubblicità di Radio2 mi torna in mente che due mesi fa Antonello Dose di Radio2 ha fatto coming out sulla sua sieropositività…ma allora forse, piano piano, timidamente qualcosa sta cambiando… almeno in Rai!Comunque io adesso vado a dormire. avevo solo voglia di scrivere un altro articolo e vantarmi del fatto che conosco Cheryl Porter e l’autore di Virginia Raffaele, Manuel e pure Francesco dello speed gayte che ha fatto la puntata di Undressed con me ;)La Cabello non la conosco, ma la amo da sempre e un giorno potrò dirglielo di persona.Perchè tutto è possibile
intanto domani è un altro giorno e io in mattinata ho lezione di canto…e comunque… Maurizio Cattelan deve avere un pene enorme!Ciao.